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> Napoli e Business: past, present and future, a cura di Nello De Rosa
licusati
messaggio 15 May 2010, 09:14
Messaggio #151


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A quanto sembra qualcuno non ha imparato niente della storia Nike,Adidas etc. AH non vogliamo la Legea perche ci faceva schifo... che vergogna un`azienda campana ... Siamo finiti alla Macron.E`meglio della Legea? Adesso la Lete.Pagano quello conta.
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oipè
messaggio 15 May 2010, 11:41
Messaggio #152


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Per quanto riguarda lo sponsor tecnico, nel prossimo bilancio, vedremo quanto ci è andato a guadagnare il Napoli con la Macron.

Ma c'è un particolare da segnalare: chi acquista abbigliamento ufficiale, ricorda molto bene che la Diadora incredibilmente non riusciva a far fronte alla domanda dei tifosi del Napoli (trovale la "famosa" 3a maglia blu ufficiale XXL, era pura utopia). Su questo aspetto, il Napoli con la Macron è migliorato di molto.
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Diedorf
messaggio 15 May 2010, 14:23
Messaggio #153


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Come sponsor ufficiale se la Diedorf, nota marca di preservativi, decide di legare il propio nome al Napoli per il gran numero di teste di c.... in rosa, l'importante è che paghi di più dei suoi competitor.

Se guardiamo in europa possiamo dire che fa più "schifo" la AIG del Manchester, che senza vagonate di miliardi di dollari sarebbe già fallita, rispetto alla Lete, azienda sana che produce utili e che è pronta per fare "shopping" con altre marche minori.

Per lo sponsor tecnico le valutazioni sono differenti. E' importante il circuito distributivo, la capacità produttiva etc.

Forse la Macron, che si concentra su poche aziende e che fa del Napoli il suo "marchio" di punta riesce a concentrarsi meglio su di noi, rispetto a grandi firme che dedicano maggiori energie a marchi più noti.

Comunque l'anno in cui avevamo la Nike facemmo il record di punti negarivi, quindi meglio la Macron! (IMG:../../../public/forum/style_emoticons/default/laughing1.gif)
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O'Raiss
messaggio 15 May 2010, 14:28
Messaggio #154


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CITAZIONE (Diedorf @ 15 May 2010, 15:23) *
Come sponsor ufficiale se la Diedorf, nota marca di preservativi, decide di legare il propio nome al Napoli per il gran numero di teste di c.... in rosa, l'importante è che paghi di più dei suoi competitor.

Il Napoli però dovrebbe assicurarsi che i preservativi Diedorf non si rompano durante l'uso ... (IMG:../../../public/forum/style_emoticons/default/wink.gif)
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O'Raiss
messaggio 15 May 2010, 15:00
Messaggio #155


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CITAZIONE (licusati @ 15 May 2010, 10:14) *
A quanto sembra qualcuno non ha imparato niente della storia Nike,Adidas etc. AH non vogliamo la Legea perche ci faceva schifo... che vergogna un`azienda campana ... Siamo finiti alla Macron.E`meglio della Legea? Adesso la Lete.Pagano quello conta.

Hai ragione, capisco infatti che l'immagine di Nike e Adidas attirano di più, ma mi chiedo oggi come oggi che differenza c'è qualitativamente tra il prodotto Macron e quello Legea...??
Basta pagare et voilà...
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Giubilator
messaggio 6 Jun 2010, 18:48
Messaggio #156


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infatti come prodotti a me fanno e facevano cagare entrambe
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nicola.catone
messaggio 4 Jul 2010, 17:31
Messaggio #157


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Napoli, un bilancio da Champions
da redazione • 7 Gennaio 2010 • Categoria: CalcioMagazine, Curiosita'
La società ha ottenuto nel 2008/09 il terzo bilancio in utile consecutivo dell’era De Laurentiis con 10,9 milioni: l’analisi de “il pallone in confusione” rileva l’assenza di indebitamento bancario e ricavi per oltre 108 milioni


Aurelio De Laurentiis esibisce ancora una volta conti da Champions League. Il Napoli ha inanellato nell’esercizio 2008/09 il terzo bilancio in utile dell’era del patron azzurro: un risultato eccellente che va a braccetto con gli 11 risultati utili conseguiti finora in campionato.

Secondo l’analisi svolta da “il pallone in confusione” il risultato raggiunto nella stagione appena trascorsa è di 10,9 milioni di euro, un milione circa in meno dell’anno precedente: il calo è stato causato dal peggioramento dei proventi e oneri finanziari (-1,4 milioni su cui gravano 2,1 milioni di compartecipazioni) e dall’assenza di proventi e oneri finanziari. Ciò non inficia assolutamente sull’ottimo stato di salute dei conti della società azzurra, testimoniato dalla crescita del patrimonio netto (ossia i mezzi propri) passato da 13,8 a 24,8 milioni.

Il consiglio di amministrazione ha una politica improntata alla massima prudenza: gli utili sono rivolti a irrobustire le riserve e non sono distribuiti alla controllante Filmauro. Ciò significa che la società si muove con le proprie gambe senza bisogno di interventi da parte della capogruppo: quest’ultima ha prestato garanzie alla Lega calcio per 25,4 milioni per gli impegni del calciomercato. Un elemento essenziale in vista dei futuri ulteriori investimenti per altri giocatori di alto livello. Il quadro economico/finanziario del Napoli corrisponde, come si vedrà dopo anche in dettaglio, al rispetto dei richiami svolti dal presidente dell’Uefa, Michel Platini, sulla necessità dell’equilibrio economico finanziario delle squadre che partecipano ai tornei continentali. Il bilancio chiuso al 30 giugno scorso presenta due fatti molto importanti: il calo dei debiti totali del 22,4% (assestatisi a 55,3 milioni) e l’assenza dell’indebitamento bancario. Un ottimo risultato dovuto alle capacità di autofinanziamento del Napoli.

Per contro si nota una diminuzione del 27% dei crediti da clienti (ammontati a 6,6 milioni): ciò è stato influenzato, si legge nella relazione sulla gestione, “dal default incorso durante l’esercizio a carico di uno dei maggiori sponsor della società”. Il Napoli spiega ancora nella nota integrativa che “le perdite su crediti rilevate nell’esercizio in esame riguardano, prevalentemente, la perdita del credito vantato nei confronti di uno sponsor ammesso alla procedura di concordato preventivo”. La società in questione è la Diadora: nessun problema per la società di De Laurentiis che ha inserito alla voce “perdite su crediti eccedenti il fondo svalutazione” 2,6 milioni. Da registare la consistente diminuzione del 18% dei debiti verso le altre società per le campagne acquisti.

L’oro del Napoli è costituito dall’incremento costante anno dopo anno del valore della produzione: quest’anno ha superato il 22% toccando i 108,2 milioni. Questo importo ha superato di oltre 20 milioni gli 88 milioni di costi, compensando ampiamente il loro aumento del 24%. Il boom dei ricavi è dovuto essenzialmente ai diritti tv (+17,8%, 51 milioni di cui 1,6 per competizioni Uefa), ai proventi da sponsorizzazioni (+11,3%, 20,7 milioni). Si è registrata un’altra esplosione, relativa agli incassi da merchandising e licensing passati da 640mila a 2,1 milioni: il Napoli punta molto sull’ulteriore sviluppo di questo settore. Sostanzialmente invariata la voce “proventi vari” dove spiccano 6,3 milioni per sfruttamento diritti d’immagine e 430mila euro per diritti radiofonici. I proventi da botteghino, abbonamenti e percentuale di incassi fuori casa hanno fatto registrare un +15%.

Nel dettaglio si è registrato una diminuzione degli incassi dei biglietti (-11,2%, 5,7 milioni) compensata da quelli per le gare di Intertoto e Coppa Uefa pari a 2,5 milioni. Oltre a ciò la società azzurra ha incassato poco più di 10 milioni per le plusvalenze di 5 giocatori. Le transazioni più importanti riguardano Domizzi (3,6 milioni) all’Udinese, Calaiò (3,6 milioni) al Siena e Garics (2,7 milioni) all’Atalanta. A proposito della gestone calciatori, nel bilancio non sono riportate le operazioni di compravendita della scorsa estate poiché sono state effettuate dopo la chiusura dell’esercizio.

Riguardo ai costi sono tre le voci principali: le spese per servizi (+21,66%), il costo del lavoro (+16,27%) e quelle per gli ammortamenti (+22%, 31,3 milioni) che riguardano per la quasi totalità i valori dei diritti alle prestazioni (cartellini) dei giocatori. La voce stipendi per i tesserati è passata da 23 a 28 milioni: il monte stipendi dei 32,5 giocatori (media calcolata dal Napoli) è passato da 20,6 a 24,7 milioni. Un livello che resta basso, soprattutto se lo si paragona all’Inter prima in classifica (circa 200 milioni). Invece gli 8,83 allenatori hanno percepito 2,4 milioni.

Infine, per la prima volta da quando il presidente De Laurentiis ha preso il comando della corazzata Napoli, i cinque membri del cda hanno percepito un compenso di 240mila euro. Un piccolo riconoscimento per la “tripletta” consecutiva per i bilanci chiusi in utile. (Marco Liguori, Il Pallone in confusione)

Questi dati ci fanno capire perchè l'anno scorso de laurentis ha potuto spendere circa 57 mln di euro senza mettere nemmeno un euro di tasca propria.
Quest'anno il fatturato è cresciuto ancora e ancora crescerà nella prossima stagione superando i 120 mln e posizionando il napoli tra le prime 20 società europee per fatturato (più o meno lo stesso fatturato del manchester city)ed il monte ingaggi, in considerazione dello sfoltimento della rosa dei calciatori che dovrebbe compensare l'ingaggio più alto di qualche nuovo calciatore e dei rinnovi dei vecchi non dovrebbe superare i 50 mln.
Ci sarà un margine operativo di circa 60/70 mln di euro che sommati ai soldi di qualche cessone fanno una somma enorme da poter spendere sul mercato. SOLDI CHE NON DOVREBBE METTERE DE LAURENTI DI TASCA PROPRIA


Messaggio modificato da nicola.catone il 4 Jul 2010, 17:32
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Diedorf
messaggio 4 Jul 2010, 21:30
Messaggio #158


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Dubito possa esserci fra uno-due anni (anche 5-6) un margine operativo di 60-70 milioni di euro ai quali aggiungere l'introito delle cessioni.

In compenso il fatturato potrà superare i 120ml di euro, soprattutto se i risultati sportivi dovessero essere positivi (speriamo bene).

Non sappiamo a quanto ammonti il valore della produzione nel bilancio chiuso qualche giorno fa, ma dovrebbe tranquillamente superare i 100ml di euro e, se hanno operato bene, i 110ml.

In questi giorni si dovrebbe definire anche il futuro della AS Roma. Il possibile passaggio ad Unicredit potrebbe limitare la gestione del club all'ordinaria amministrazione fino alla vendita. L'avvento di una nuova proprietà dovrebbe rilanciare la società che, almeno nei primi esercizi potrebbe investire per poi riallineare i conti successivamente. Comunque almeno una cessione importante (se non due) la Roma la deve compiere altrimenti i conti non quadrano. Gli indiziati sono Mexes e Julio Baptista.

Bisognerà capire se la nuova proprietà (se ci sarà il passaggio di mano) sarà competente come la vecchia.
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Luca1975
messaggio 5 Jul 2010, 13:20
Messaggio #159


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CITAZIONE (Diedorf @ 4 Jul 2010, 22:30) *
In questi giorni si dovrebbe definire anche il futuro della AS Roma. Il possibile passaggio ad Unicredit potrebbe limitare la gestione del club all'ordinaria amministrazione fino alla vendita. L'avvento di una nuova proprietà dovrebbe rilanciare la società che, almeno nei primi esercizi potrebbe investire per poi riallineare i conti successivamente. Comunque almeno una cessione importante (se non due) la Roma la deve compiere altrimenti i conti non quadrano. Gli indiziati sono Mexes e Julio Baptista.

Bisognerà capire se la nuova proprietà (se ci sarà il passaggio di mano) sarà competente come la vecchia.


Diedorf non sarà difficile... visto come ha operato negli ultimi anni il management della roma credo che per capire la competenza della nuova società basterà vedere se riconfermano oppure no i vertici societari (Sensi a parte per ovvi motivi) anche se so che è molto dura visto che generalmente chi subentra è abituato a fare tabula rasa di chi c'era prima...
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