Napoli-Hellas Verona 3-0: l’analisi tattica della partita

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lavagnatatticaIl Napoli riprende il cammino interrotto a Udine con una prestazione in linea col resto della stagione: contro il Verona la squadra dimostra di non aver perso la bussola e aver ritrovato una forma che sembrava smarrita alla Dacia Arena la settimana scorsa. Si erano chiesti dispositivi tattici che mettessero Gabbiadini nella condizione di far male agli avversari e questi si sono visti, chiaramente molto più nel primo tempo che nel secondo, nel quale il risultato era già deciso e la punta risentiva di un problema alla caviglia che proprio in queste ore viene valutato dallo staff medico azzurro.

 

Il Napoli contro il Verona torna a pressare alto e a non lasciare spazio all’iniziativa avversaria, comunque non particolarmente coraggiosa, a differenza di quella dell’Udinese. In particolare la formazione di Sarri vede sfruttare in modo completamente diverso le caratteristiche di Callejon, anche per la scelta del Verona di lasciare la profondità alle azioni offensive degli azzurri. Gabbiadini riesce, per caratteristiche fisiche e propensione personale, a sfruttare la profondità con una costanza maggiore di Higuain, e la sua predisposizione ai movimenti verticali, anche nel venire incontro, libera soventemente gli spazi in cui l’esterno spagnolo affonda il colpo, ottimamente servito da Hamsik soprattutto, e da Jorginho.

In realtà l’attacco della profondità resta una costante di tutta la gara, anche perché l’undici di Delneri continua ad offrire spazio alle spalle della linea difensiva, e il Napoli riesce sempre a rendersi pericolo tentando questo tipo di giocata: il secco 3-0 e la creazione di moltissime altre occasioni da goal elimina dalla discussione ogni inutile ricerca di alternativa.

 

Si costituisce, quindi, una gara “monotona”, nel senso che il Napoli riesce sempre a colpire allo stesso modo, e il Verona non trova mai le contromisure giuste. L’azione che porta al palo colpito da Gabbiadini vede l’attaccante italiano fintare il movimento ad andare incontro (1), per poi battere in velocità il diretto marcatore nel contro-movimento (2) e arrivare da solo davanti a Gollini.

nap ver apr 2016 analisi tattica foto 1

Successivamente il Napoli prova a ripetere la giocata nello stretto invece che nel lungo: Insigne si accentra spostando uno dei due centrali difensivi. Il movimento di Gabbiadini è alle spalle di questi: ancora una volta il numero 23 azzurro arriva da solo davanti all’estremo difensore del Verona, che riesce a deviare di piede il buon diagonale dell’attaccante del Napoli.
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Da notare in questa occasione la posizione degli esterni: Ghoulam in sovrapposizione impegnaPisano, Callejon obbliga Souprayen a restare basso tenendo in gioco Gabbiadini.

 

L’azione capolavoro degli azzurri in questa partita è quella che si chiude con il miracolo di Gollini sulla scivolata di Gabbiadini. È fin dalla partenza nella propria metà campo che si creano i presupposti per la rete: Jorginho serve in verticale (1) Gabbiadini che, venendo incontro, di prima scarica (2) su Hamsik, libero sul centrosinistra, pochi metri davanti a lui e tra le linee della squadra veneta.
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Gabbiadini prosegue nella corsa verso il centro dell’area veronese, mentre Hamsik avanza di qualche metro palla al piede. A questo punto il capitano allarga il gioco (3) sul lato debole, dove Callejon ha ampio spazio per decidere la giocata da effettuare. Souprayen è in netto ritardo e l’esterno spagnolo può (4) mettere al centro dove Gabbiadini arriva in scivolata a concludere a rete.
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Da questo momento in poi il Napoli “batte” col martello Callejon sull’incudine Souprayen, fino al momento del goal e dell’espulsione. Non è un caso che sia la rete del vantaggio, una conclusione proprio di Callejon ribattuta in rete di testa da Gabbiadini, sia l’azione che porta al rigore del 2-0, nascano sullo stesso asse di quest’azione: lancio in profondità di Hamsik e Callejon che compie il movimento giusto alle spalle del terzino francese che finisce anzitempo negli spogliatoi.
Per sottolineare l’estrema vulnerabilità da quel lato del Verona, scegliamo di proporvi l’azione che porta al tiro David Lopez: il centrocampista spagnolo sembra sempre più dentro gli schemi di Sarri nonostante l’impiego da alternativa. Cominciano a diventare numerose le occasioni da rete per il centrocampista ex Espanyol in questa stagione, ma il giocatore resta a quota zero goal segnati per limiti tecnici evidenti emersi anche in quest’occasione.
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Nel fermo immagine si vede ancora una volta la giocata risolutiva della partita: David Lopez s’inserisce tra Souprayen e Samir, che deve tenere a bada Gabbiadini, arrivando fino alla conclusione verso la porta in area di rigore.

 

Come dicevamo il Napoli ha continuato a giocare su questa difficoltà del Verona per tutta la gara: anche la terza rete nasce dal corretto attacco dello spazio alle spalle del terzino sinistro del Verona, questa volta effettuato da El Kaddouri che, una volta arrivato sul fondo, serve nello spazio al centro dell’area Callejon che mette in porta agevolmente.

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In sintesi, il Napoli si rialza dalla sconfitta di Udine vincendo una partita tutto sommato semplice: il Verona ha mostrato il fianco, letteralmente quello sinistro, e il Napoli ha affondato ripetutamente sfruttando al meglio le doti dei propri calciatori. Sabato prossimo l’impegno contro l’Inter richiederà sicuramente qualcosa in più. La prova è stata sicuramente incoraggiante, ma non costituisce una novità. Tale, invece, è da ritenere il buon affiatamento dei singoli meno utilizzati in questa stagione che hanno dimostrato di sapersi inserire negli schemi senza alcuna difficoltà, a differenza di quanto avvenuto in passato.

 

Elaborazione del testo e delle immagini a cura di Alberto Francesco Sanci – Redazione Napolisoccer.net
Fonte immagini: Mediaset Premium Play



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