Udinese-Napoli vista dal tifoso. Brutta batosta, ma da ora 7 finali per un gran finale

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passionepalloneUdinese-Napoli 3-1. Brutta batosta. Si perdono in un solo colpo, partita, allenatore e alcuni dei giocatori più rappresentativi. Peggio di così non poteva andare. Non è un bel Napoli, non è per niente la squadra lasciata appena due settimane fa, prima della solita maledetta sosta delle nazionali.

Squadra stanca, ma soprattutto tanto distratta quella vista nei primi quarantacinque minuti. Un Napoli che aveva abituato critica e tifosi a subire appena due, massimo tre tiri a partita che si fa mettere sotto da un’Udinese grintosa ma mediocre. Manca il leader tra i pali, il comandante della difesa Reina, e i risultati si vedono subito. Gabriel, nel bene e nel male, è stato assoluto protagonista. Ha parato il secondo rigore concesso ai friulani, ma ha praticamente regalato il gol del vantaggio a Bruno Fernandes, portoghese che sembra segnare solo agli azzurri.

Ma non sono state le parate o le papere di Gabriel a condizionare il punteggio, quanto la sua giustificata mancanza di personalità nel reparto arretrato. Una difesa che ha ballato come non mai concedendo di tutto e di più agli increduli attaccanti friulani. Tre occasioni da gol, due rigori e il secondo goal da oggi le comiche.

A centrocampo lo scenario non è stato migliore. Lento nei movimenti e impacciato nelle trame di gioco, così come Insigne in avanti e Callejon sull’altra sponda. Abile a smarcarsi, quasi mai a dare la scoccata vincente. Nel grigiore generale, spicca come sempre solo lui, Higuain, che con il suo missile terra-aria aveva regalato il pareggio agli azzurri.

Inutile appellarsi alla sfortuna o ad altri “meccanismi occulti” gestiti dall’alto. I due rigori potevano essere tranquillamente fischiati e se Sarri si è fatto espellere, dopo soli venticinque minuti, è proprio perché aveva notato che la sua squadra era la lontana parente di quella da lui allenata.

 

La ripresa è anche peggio della prima frazione. Il Napoli è sempre più confuso e regala anche il terzo gol all’Udinese. Molle e scomposto l’intervento di Albiol, e Thereau sottomisura la mette dentro. Partita da dimenticare, ma dimenticarla sarà veramente difficile. Il conto, infatti, si pagherà domenica prossima, viste le squalifiche di Koulibaly e Mertens, diffidati, Sarri in panchina e Higuain per doppia ammonizione.

Quella del Pipita è la punizione che fa più male. Certo, l’argentino ha perso i nervi, ma il fuorigioco sul primo giallo non c’era e la reazione, lieve (ma da condannare) poteva essere gestita meglio da una classe arbitrale che dicono sia tra le migliori. Poi mi parlano della reazione di Higuain e delle sue mani sul petto dell’arbitro. Per carità, era meglio urlargli in faccia di tutto come qualcuno dalle parti sabaude… ma quello è un altro campionato.

C’è da rimettere in piedi il Napoli. Il cazzotto della Dacia Arena non può essere quello del K.O. Quelli lì ora sono a +6, ma la stagione ha ancora 7 capitoli da scrivere. Non dimenticarti il gran finale Napoli, non dimenticartelo!

 

Gianluca Tantillo di passionepallone.it per Napolisoccer.net



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