Dossena, i 110 gorni senza lode per l’uomo venuto da Anfiled

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 Il mancino lombardo, costato 4 milioni di euro, non ha mai avuto continuità. Andrea Dossena, l’uomo venuto da Anfield Road avvolto nell’alone rosso del mito del Liverpool, vivrà oggi il giorno numero 110 da quando è arrivato a Napoli. Sbarcato, più che altro, considerandone l’approdo all’aeroporto di Capodichino: blindato come un capo di Stato, Andrea e sua moglie Debora furono prelevati sotto la scaletta di un volo della British Airways proveniente da Londra. Dopo la tormenta di neve che per due giorni aveva isolato l’Inghilterra. Era un giovedì. Giovedì 7 gennaio. E pochi giorni dopo il mancino di Lodi fu presentato come «un colpo da Champions». Ahilui, i 110 giorni hanno fatto registrare un’altra realtà: 8 presenze appena, di cui una soltanto da titolare, e una serie nera cadenzata dagli infortuni e da un filotto di prestazioni non ancora soddisfacenti. Eppure Dossena è stato il colpo di gennaio del ds Bigon, il grande sponsor dell’acquisto definito insieme con il manager del calciatore, Federico Pastorello (l’uomo che con il dirigente azzurro è stato di recente a Barcellona per trattare l’ingaggio del difensore dell’Espanyol, Victor Ruiz): 4 milioni di euro, l’investimento, con un contratto fino al 2014 che si aggira intorno al milione e duecentomila euro a stagione. Andrea avrebbe dovuto recitare da alter ego di Maggio sulla fascia sinistra, ma alla fine Mazzarri si è sempre affidato a Totò Aronica, l’usato garantito conosciuto sin dai tempi della Reggina, eccezion fatta per una occasione: Udinese-Napoli. Aronica era squalificato, e così il mancino di Lodi, 28 anni e un recente passato in Nazionale, potè esordire dal primo minuto. Unico esemplare del suo sfortunato campionato. A penalizzarlo, di certo, la condizione fisica, lo scarso impiego nei Reds e gli infortuni: perché gli inglesi hanno tutt’altre abitudini di preparazione e alimentazione; perché fino a gennaio Rafa Benitez lo ha utilizzato in Premier con il misurino (2 presenze); perché ha collezionato quattro infortuni e un’indisposizione che gli fece saltare la sfida con l’Inter. Insomma, a conti fatti, la sua mezza stagione azzurra è stata un incubo intero. Una storia da cancellare. Come la prestazione con il Cagliari: il passo, la brillantezza e i cross di questo calciatore che aveva fatto impazzire l’Udinese, tentato il Liverpool e convinto il ct Marcello Lippi a convocarlo con una certa costanza in NazionaleConfederation Cup inclusa – sono ben lontane dai giorni migliori. Sarebbe ingeneroso nei confronti di Dossena non sottolinearlo, considerando la stima che aveva conquistato sul campo. Sui campi italiani e internazionali. Un buon giocatore non può diventare un bidone all’improvviso, è ovvio, ma altrettanto palesi sono le problematiche che Andrea sta affrontando: «La sfortuna si è accanita contro di lui – spiegò Pastorello junior -, ma sta anche avendo qualche difficoltà d’ambientamento». Una serie di concause, insomma. E lui? Dopo l’intervista rilasciata alla vigilia della trasferta friulana, Dossena non ha mai più affrontanto pubblicamente l’argomento calcio-Napoli: il club lo ha blindato ancora, ma non è difficile immaginare cosa stia passando. L’amarezza e la delusione miste alla voglia di dimostrare il proprio valore. Il tempo, comunque, è un suo alleato: la prossima stagione offrirà la chance per dimenticare e costruire sin dall’estate insieme con il gruppo. E la sua esperienza europea non può che tornare utile. Il club ci spera.

Redazione NapoliSoccer.NETfonte: il mattino

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.


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