Allenatori tra storia e tattica: Jürgen Klopp, il prossimo avversario

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Ci siamo quasi, tra poche ore il Napoli di Rafa Benitez debutterà nella più importante competizione continentale: la Champions League 2013/2014. Al San Paolo sarà ospite il Borussia Dortmund, semifinalista nella passata edizione, che vorrà dimostrare di essere ormai una realtà del calcio europeo. Per il Napoli sarà una sfida difficile ma intrigante contro un avversario guidato da un tecnico illuminato che nulla lascia al caso: Jürgen Klopp.

 
Klopp calciatore – 
Jurgen Klopp giocatore può essere definito una delle ultime bandiere del calcio moderno. Ha infatti trascorso quasi tutta la sua carriera nel FSV Mainz 05, club principale della città di Magonza, capoluogo della Rheinland-Pfalz. Vi arriva da attaccante nel 1989, dopo alcuni trascorsi in formazioni minori, e resta lì fino al 2001 arretrando progressivamente la sua posizione in campo fino a quella di difensore centrale, ripercorrendo i passi di un altro asso del calcio tedesco come Matthäus. Colleziona così 352 presenze e 52 reti nella seconda divisione tedesca. Detiene un record: è l'unico calciatore, oltre a Benjamin Auer, ad aver messo a referto quattro reti in un'unica partita con la maglia del Mainz, quella vinta 5-0 nel 1991/92 contro il Rot-Weiß Erfurt.
 
Klopp allenatore, storia e carriera – 
Si siede per la prima volta in panchina il 28 Febbraio del 2001, proprio al timone del Mainz che lo ha cresciuto e…invecchiato. Le prime due stagioni e mezza sono di ambientamento. Alla terza arriva la prima, storica promozione in massima serie, mai frequentata dal Mainz fin dalla riforma dei campionati avvenuta in Germania nel 1963. La prima stagione in Bundesliga termina, oltre che con una salvezza tranquilla, con un importante riconoscimento: Klopp e il Mainz si qualificano alla successiva Europa League grazie al premio Fifa Fair Play, che ammette al primo turno sei squadre europee particolarmente distintesi in base ai seguenti parametri: gioco corretto, rispetto dell'avversario, rispetto dell'arbitro, comportamento del pubblico e degli ufficiali di squadra, numero di ammonizioni e di espulsioni.
Klopp retrocede in Zweite Bundesliga col Mainz l'anno successivo ma resta in seconda serie per tentare la pronta risalita, che però fallisce. Al termine della stagione rassegna le dimissioni. Pochi giorni dopo viene contattato dal Borussia Dortmund, reduce da una stagione disastrosa conclusasi col tredicesimo posto in classifica e con la finale di Coppa di Germania persa contro il Bayern Monaco.
La sua prima partita ufficiale sembra un segno del destino: il Borussia vince la Supercoppa Tedesca proprio contro i bavaresi, esprimendo un calcio sorprendente e completamente diverso da quello espresso fino alla stagione precedente. E' l'inizio di un lungo cammino, che porterà i gialloneri alla conquista di due campionati consecutivi (2010/11 e 2011/12), accompagnati dalla Coppa di Germania 2012, prima doppietta di trofei di sempre del Borussia e dalla sfortunata finale di Champion's League 2013 a Londra.
 
Klopp allenatore: approccio, tattica e gestione della rosa – 
L'avvento di Klopp e del Borussia Dortmund dei giovani viene definito da più parti come una ventata di nuovo sullo scenario tattico e tecnico del calcio Europeo. Ma come definire questa ventata di modernità? Il Borussia Dortmund di Klopp pratica un calcio estremamente offensivo, basato sul pressing in fase difensiva e sulla libertà di invenzione dei singoli in base alle situazioni di gioco. I calciatori in campo applicano quindi una sorta di decostruzione tattica, basata sul fatto che l'allenatore non decide cosa impostare,ma cosa non impostare. 
Sul The Guardian, importantissimo giornale inglese, il principale articolista sportivo parla del gioco di Klopp come di “un approccio che suggerisce un futuro (calcistico, ndr) post-ideologico, dove rimarranno solo micro-tattiche. I grandi piani di gioco potrebbero diventare meno decisivi dell'abilità di trovare la miglior soluzione possibile in ogni situazione”. Ma non è solo questo. E' una vera rivoluzione quella di Klopp, che non risparmia dalle critiche il must tattico degli ultimi anni, affermando che per lui il bel calcio è costituito da “velocità, resistenza, forza ed energia espresse in modo corretto. Battaglie dure ma corrette. Colpire pali e traverse e collezionare molte possibilità di segnare e molti calci d'angolo. Ci sono molte persone che pensano che il modo in cui gioca il Barcelona sia bello, passare palla avanti e indietro per il campo e poi quando arriva a Messi è goal. Questo per me non è bello abbastanza.In termini di bellezza e attrattività, quello che a me piace è qualcosa di un po' più imperfetto, un po' rude. E' il nostro modo di giocare”.
Dal punto di vista dello schieramento in campo, Klopp parte da un 4-2-3-1 estremamente duttile, con impostazione di base simile a quella di Benitez col quale condivide una certa formazione di stampo 'sacchiano' ricevuta dal mentore Frank. Da questa derivano l'importanza della velocità del passaggio e del movimento senza palla, fattori di imprevedibilità assieme ad una certa asimmetricità dei trequarti: capita di frequente che uno degli esterni resti più alto a fare la seconda punta e che il centrale aiuti i centrocampisti con compiti più difensivi.
A questa va aggiunta una preparazione tecnica da fare invidia, con l'utilizzo di macchinari tecnologici estremamente all'avanguardia come il Footbonaut, una sorta di 'camera oscura' del passaggio, in cui il calciatore viene stimolato a 360° e senza preavvisi sulla ricezione e la direzione del passaggio.
Ultimo, ma non per ordine d'importanza, il fatto che in rosa non esistano giocatori insostituibili: tutti devono essere in grado di svolgere il proprio compito, anche se Klopp preferisce schierare sempre i giocatori dotati di miglior talento se disponibili. La cessione di Götze è stata ampiamente ammortizzata dagli acquisti ai Aubameyang e Mkhitaryan, già decisivi nelle prime partite della stagione.
 
Klopp e il Napoli 
– Non esistono precedenti tra Klopp e gli azzurri, né quando il tedesco era giocatore né da quando siede sulle panchine delle formazioni che allena oppure che ha allenato. Una piccola curiosità: Klopp sarebbe tra gli allenatori contattati da De Laurentiis quest'estate per la sostituzione di Mazzarri. Dalle dichiarazioni del presidente sembra che il tedesco abbia risposto evidenziando il suo impegno con il Borussia fino al 2016…chissà che in futuro possa essere il protagonista di una nuova rivoluzionealle falde del Vesuvio. Per adesso tocca scontrarcisi.
 
Alberto Francesco Sanci – Napolisoccer.NET
(Foto tratta da internet)

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