D’Ippolito (ag. Ledesma e Gargano):”Formerebbero una coppia eccezionale!”

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L’anno scorso al San Paolo, si scambiarono anche la maglia, sono ormai diventati amici, complice i numerosi voli fatti insieme sulla tratta per il sudamerica.
Gargano e Ledesma sono entrambi gestiti dal procuratore Vincenzo D’Ippolito 
che ha risposto ad alcune domande su Napoli e Lazio, protagoniste della delicata sfida all’Olimpico dopodomani.
Lazio-Napoli può essere definita anche la sfida tra Ledesma e Gargano?
Per la verità ci sarebbe anche Pazienza, saranno tre i miei giocatori in campo. E il centrocampo rappresenta il cuore del gioco. Sarà una bella partita.
Chi vince?
Non lo so. S’annuncia una partita aperta: la Lazio adesso sta bene, il Napoli punta alla Champions. Speriamo vinca il migliore.
Si può dire che Gargano sia stato un pupillo di Reja?
Beh, appena Gargano è arrivato a Napoli, Reja gli ha consegnato un posto da titolare. È stato una pedina fondamentale della sua squadra. Ne sfruttava le doti di rapidità.
In cosa Reja ha migliorato Gargano.
L’ha migliorato nei tempi di inserimento. Ora gioca in modo diverso. Prima era più istintivo, si buttava sempre in avanti. Con Reja ha imparato ad interpretare meglio i momenti della partita, ha cominciato a dosare e scegliere gli inserimenti in attacco.
Può descrivere Ledesma e Gargano? Che tipo di giocatori sono?
Io dico sempre che in coppia formerebbero un centrocampo eccezionale. Gargano spicca nell’interdizione, nella rapidità, nelle ripartenze. Ledesma è più tattico, è portato al ragionamento, a verticalizzare il gioco. Cristian è un equilibratore di ogni squadra in cui ha giocato. Gargano morde le caviglie. Tutti e due recuperano una valanga di palloni: bisognerebbe controllare le statistiche (Ledesma, dopo Baronio, è quello che ha effettuato più cross tra i centrocampisti della Lazio, mentre Gargano è il giocatore con più passaggi utili delal mediana del Napoli, ndr).
Quali difetti devono correggere Ledesma e Gargano?
Cristian forse tira poco in porta e lo stesso potrei dire per Gargano. Non perché sono il loro procuratore, ma li considero due centrocampisti completi. Non penso abbiano tanto da migliorare. Si tratta di sfumature. Con quattro o cinque gol, diventerebbero irresistibili, ma penso siano già al top nel campionato italiano.
Quanto è importante oggi Gargano nella squadra di Mazzarri?
È fondamentale per il contributo nell’interdizione, per la capacità di recuperare palloni e far ripartire l’azione. Lui e Ledesma permettono a Mazzarri di giocare in modo offensivo.
Dopo sette mesi di stop e di tensioni, Ledesma ha trovato Reja ed è tornato a giocare con la Lazio.
Inutile riparlare di tutto quello che è successo nei mesi scorsi. Cristian si è sempre allenato, si è comportato molto bene. Reja ne ha apprezzato al professionalità e lo spessore umano. Era in buone condizioni fisiche e lo ha rilanciato. Il campo sta ripagando tutti e due. Nei tre anni precedenti Cristian era stato il leader silenzioso e quasi il capitano della Lazio. Non penso per caso, c’erano dei valori.
Si dice che Reja telefonò a Ledesma arrivando alla Lazio. Conferma? Può chiarire meglio?
Reja mi telefonò per sapere come stava fisicamente dopo sei-sette mesi di stop e se era disponibile a giocare, perché erano passati pochi giorni dalla fine del mercato. Ma Cristian avrebbe sempre voluto giocare. Ha sofferto molto, si è allenato in silenzio, confortato dal sostegno della famiglia. La moglie Marta e i suoi piccoli figli, Alice e Daniel, lo hanno sorretto nel momento più difficile.
Reja lo ha definito un leader silenzioso.
Il giocatore già lo conosceva. Ne ha apprezzato la professionalità e i valori sul campo, la serietà nello spogliatoio.
È già al massimo della forma?
Non, non ancora. Lo conoscete. Ledesma è un maratoneta: più gioca, più entra in forma. La prima partita a Parma, dopo un periodo così lungo si stop, l’ha giocata alla grande, in modo superlativo. Succede sempre così. Poi c’è stata una flessione fisiologica, ma sotto il profilo della sostanza mi è sempre piaciuto. Sta entrando in condizione. È sulla buona strada per arrivare presto al top.
Gargano, prima di andare al Napoli, poteva trasferirsi alla Lazio?
Confermo. Nel 2006 c’era la possibilità di portarlo a Roma, costava un paio di milioni di euro. Lo proposi alla Lazio, ne parlai con Lotito e Sabatini, poi non se ne face più niente.
Il Napoli arriverà in Champions?
È un grande campionato. Non ci sono certezze per lo scudetto e lo stesso discorso vale per l’Europa. Palermo, Juventus e Napoli: la Champions se la giocano in tre. La corsa si deciderà all’ultima giornata.
La Lazio si salverà?
Spero proprio di sì. Si dovrebbe salvare. Come dice Reja, stanno venendo fuori i reali valori della squadra biancoceleste. Se continua come ha giocato nelle ultime partite non avrà problemi, si tirerà fuori. Per ora è sulla buona strada.
Gargano in Sudafrica da protagonista?

L’Uruguay può giocare un Mondiale importante. E ha tre o quattro giocatori che si faranno apprezzare. Spero che Gargano giochi un bel torneo. Con Suarez potrebbe diventare uno dei giocatori più importanti della Celeste.
Niente Mondiale per Ledesma.
Se a 18 anni fosse rimasto al Boca Juniors, sarebbe già stato chiamato dalla nazionale argentina. La prima parte della carriera è stata in salita e non l’ha aiutato, così come non sono stati favorevoli gli ultimi sei-sette mesi di stop. Spero che Cristian possa raggiungere il traguardo dei Mondiali nel 2014.

Redazione NapoliSoccer.NET fonte: Corriere dello Sport



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