Marino: “Orgogliosi per la prestazione della squadra”

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"In settimana abbiamo rinnovato il contratto a Lavezzi"
Il direttore generale del Napoli Pierpaolo Marino, intervenuto in sala stampa, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito alla brillante vittoria degli azzurri sulla Fiorentina: “E’ bello vedere queste serate, sembra di essere in uno stadio da Champions con una squadra da Champions. La Fiorentina credo che pratichi il calcio più bello della serie A e c’è da essere orgogliosi per la prestazione della squadra. Abbiamo fatto 6 punti i questo ciclo terribile, due più dell’andata e forse ne meritavamo 7 visto come è andata a Torino. Rosetti ha arbitrato molto bene e ha fischiato quello che doveva fischiare su Lavezzi. Non si notava più quella prevenzione che si vedeva nelle partite precedenti. Abbiamo una classe arbitrale onesta che col tempo non può fare che progredire. Santacroce ormai non è più una novità. Credo che contro le grandi abbia fatto tutte partite da 6 in pagelle se non da 7 e 8. Bravo anche Mannini, che con la sua azione travolgente sulla destra ha permesso al Napoli di sbloccare la partita. Sono felice anche perché in settimana abbiamo prolungato il contratto a Lavezzi che ora non ha più quattro anni con noi ma cinque. E questo è un segno che Lavezzi vuole rimanere con il Napoli. Le tensioni le creano le persone esterne perché noi al nostro interno siamo sereni, non è che ci facciamo molto comprimere da quello che succede fuori. Noi andiamo avanti perché abbiamo l’esperienza e la voglia di fare bene. Al pubblico voglio augurare soprattutto una felice Pasqua. Speriamo che possiamo farla ancora più felice con la difficile trasferta di Reggio Calabria. Questo Napoli lavora, ha un presidente solido che si sta appassionando sempre di più, i calciatori possono anche perdere qualche partita, anche perché questo è solo il primo anno in A, ma ce la mettono tutta. Si vede che tutto questo provoca qualche invidia da parte di qualcuno, persone acide e cattive che non vogliono il bene del Napoli”.

Dall’inviato in sala stampa, Gennaro Gambardella



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