Vittima dei propri traguardi

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La vittoria casalinga di misura del Napoli contro i grifoni porta gli azzurri a 68 punti in classifica. Basterà un'altra vittoria o qualche caduta della Lazio per mettere in saccoccia l'accesso diretto alla prossima Champions League. Obiettivo raggiunto da Mazzarri e dal suo staff. Certo è che i principali meriti di questa inversione di tendenza positiva vanno al tecnico di San Vincenzo che ha dato anima e corpo ad un gruppo che più unito di così non era mai stato prima.
Ora però, proprio mentre i grandi sacrifici convergono verso un obiettivo concreto, vacilla il tecnico e non solo per le grandi offerte degli altri club ( Roma e Juve su tutti) pronti a ripartire con un nuovo disegno tecnico per dare un'anima agli spenti e relativi collettivi, ma le incertezze di Mazzarri di restare riguardano, a mio avviso, la paura di non sapersi ripetere. Già, quando in un anno troppe cose coincidono positivamente e creano le condizioni affinchè il tuo lavoro venga esaltato al 120% oltre al grande entusiasmo attorno ai risultati, può scattare la riflessione amletica sul futuro: lasciare con un gran bel ricordo oppure rischiare un altro anno per tentare di fare meglio. Da una parte la certezza di un risultato, dall'altra tutta l'incertezza di non sapere cosa ti può riservare una stagione ricca di impegni, insidie e con la componente "K" che non si può assolutamente prevedere. Nella testa di Mazzarri risuonano con grande forza gli esempi di Edy Reja con il Napoli che forse dopo l'Intertoto avrebbe dovuto lasciare da trionfatore, dopo una cavalcata ed un ciclo davvero trionfante ed invece per intestardirsi ( uso il verbo coniugato nel pensiero mazzarriano) ha finito per lasciare con un gruppo che non rispondeva più ai comandi del tecnico. Oppure c'è l'altro illustre esempio di Marcello Lippi che con la nazionale italiana , ha ridimensionato il suo successo del 2006 per il fallimento del mondiale 2010. Lui le chiama "emozioni" dell'allenatore, io dico che sono "strategie" dell'uomo per assicurarsi sempre una crescita personale e professionale, che sia chiaro, merita ampiamente. Il paradosso è che con Mazzarri siamo cresciuti, maturati, anche noi tifosi, e se dovesse andare via siamo pronti a ringraziarlo ed applaudirlo, così come faremo con chi per la nostra voglia di sognare con il calcio è pronto a mettersi in gioco. In ogni caso mi auguro fortemente di essere smentito. E se così non dovesse essere, pazienza, Napoli si ama per la maglia a prescindere da chi la indossa o la rappresenta.
Vi aspetto, per parlarne, come di consueto ogni pomeriggio su Radio Crc dalle 18 alle 20 con Zona Mista, e mercoledì sera su Telecapri Sport con Napoli Calcio Show dalle 20.55 alle 22.25. Un saluto azzurro a tutti gli amici che hanno nel cuore il Napoli e nella mente Idee Partenopee.

Bruno Gaipa

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

1 COMMENTO

  1. onore a Mazzarri e al suo staff ! ma vacillare di fronte alle sirene americane e della fiat è un grosso passo falso. ha paura di non sapersi ripetere ?!? e allora cosa pensa che a torino o a roma avra’ la strada spianata dai soldoni ? o forse si vuole atteggiare alla mourinio ? il mazzarri ha raggiunto un obbiettivo veramente importante : ma non ha vinto nulla! nemmeno una coppetta algida quindi ci faccia il piacere di tornare con i piedi x terra e se se ne vuole andare…ciao con tanti ringraziamenti ! perche’ il Napoli, resta i sessantamila restano, quelli che come me stanno lontano restano e si moltiplicano !

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