Proteste per i falli su Lavezzi, Gussoni rassicura il Napoli

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Il presidente degli arbitri italiani, Cesare Gussoni, ha sentito lo sfogo di Marino e Reja domenica sera, subito dopo il match di Torino; poi ha letto i giornali e ha ascoltato anche le dichiarazioni del giorno dopo. Accetta con cordialità di parlare della vicenda Napoli, facendo però una premessa che va tenuta presente in ogni momento in cui si parla degli arbitri: nessuno metta in dubbio la correttezza e la lealtà dei fischietti italiani. È naturale e giusto che sia così. Anche quando ci sono decisioni plateali e determinanti è possibile parlare di errore, mai di scorrettezza e men che meno di imbrogli. La premessa dura poco ma è necessaria per affrontare l’argomento: «Ho sentito le dichiarazioni del direttore generale del Napoli, Pierpaolo Marino, ne ho apprezzato la pacatezza e la semplicità. Ha fatto i complimenti a Rocchi per la gestione della gara, gli ha solo contestato quel fallo finale su Lavezzi. E l’ha fatto con signorilità». La partenza è ottima. Il presidente degli arbitri è contento di parlare di Napoli e del Napoli: «È una città dove ci sono tanti signori, tante persone perbene…». Ieri il direttore Marino è tornato sull’argomento Lavezzi: «Io credo che la fama di cascatore che qualcuno ha voluto appiccicargli addosso, gli stia procurando tanti problemi. Gli viene fischiato solo il dieci per cento dei falli che subisce, troppo spesso gli arbitri pensano che stia fingendo. I difensori avversari l’hanno capito, ne approfittano». Marino ha ricordato anche un momento delicato del match di Torino: «Nel primo tempo Chiellini è intervenuto in maniera durissima. Era proprio davanti alla nostra panchina. Io ho pensato: gli ha rotto il legamento. Fortunatamente non era così. Ma sono preoccupato: gli arbitri cominceranno a tutelare Lavezzi solo quando gli romperanno una gamba?». In via indiretta risponde il presidente degli arbitri: «Purtroppo può essere vero che a un giocatore che ha la fama di cascatore, non venga fischiato qualche fallo. Non chiedete a me né a nessun arbitro, però, come si costruisce quella fama. Certo non siamo noi ad attribuire certe etichette. Ammetto, però, che proprio quella etichetta può indurre in errore. Mi rendo conto che è una situazione strana e difficile ma dico al Napoli, con serenità, che il tempo è galantuomo». E, in conclusione, arriva anche una dichiarazione d’affetto per la città: «Io porto Napoli nel cuore, l’ho sempre detto e non smetterò di dirlo adesso. Città bellissima, calcisticamente meravigliosa, e attualmente con una dirigenza di gran livello».
Articolo tratto da: Il Mattino

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