Scialbo pareggio. Napoli a passo di gambero

4
19

La “macchina del calcio”, quello dei milioni d’euro, dei professionisti di serie A, di fronte ad un grave fatto di lutto nazionale, s’è dimostrata preoccupantemente sorda ed insensibile. Non s’è fermata neanche davanti ad un dramma di così grave portata, che ha visto il popolo d’Abruzzo colpito da un violento sisma che ha distrutto centinaia vite umane, migliaia di famiglie, case ed ogni sorta di bene, violentando persino quello più intimo. Forse fermare il calcio, la cui eccitazione stona con la storia di questi giorni, avrebbe permesso un più consono raccoglimento per commemorare le vite perse, nel rispetto del dramma, dell’umanità dei sentimenti e del senso civico.
Napoli ed Atalanta si affrontano perciò senza bisogno di chiedere altro, il campionato per entrambe non offre più grossi stimoli ed agli orobici è bastato veramente poco per uscire indenne dall’ex fortino azzurro, quel San Paolo che attendeva il ritorno alla vittoria degli azzurri dopo tre mesi s’è dovuto invece accontentare d’uno scialbo spettacolo, per una gara mai decollata. S’è distinto però il pubblico con il generoso contributo a favore del popolo abruzzese vittima del terremoto, per il quale il minuto di silenzio in campo e dagli spalti è stato tombale: srotolati dalle curve striscioni di solidarietà, mentre fuori lo stadio continuava l’annunciata raccolta di fondi. Il Napoli in campo sembra sceso con lo stesso velo di tristezza, senz’anima cui votarsi. Non ha avuto voglia di vendicare l’inguardabile prestazione dell’andata, né di continuare la crescita dimostrata con l’avvento in panchina di Donadoni che colleziona così il quarto pareggio di fila. Un primo tempo forse più fluido del secondo nel quale si mette in bella mostra l’ex Garics attento e puntuale nelle chiusure su Mannini e Lavezzi l’unico che con la sua velocità avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Ed invece Del Neri gli crea attorno una gabbia che infastidisce non poco il pocho costretto, a dispetto di Donadoni, a rientrare più volte per cercare palloni giocabili, ma il centrocampo azzurro appare slegato nei movimenti ed impreciso negli appoggi lasciando spesso la vetrina principale a Cigarini e Guarente, una vera macchina taglia e cuci. L’Atalanta, così ben sostenuta, ha un gioco più arioso e sfrutta bene le fasce a differenza degli azzurri che offrono manovre centrali lente e prevedibili dando buon gioco all’attenta difesa orobica. Così gli ospiti cercano la capitalizzazione e dal 18° al 28° si producono nel massimo sforzo, tant’è che Padoin prima arriva al tiro, poi suggerisce Plasmati che di testa gira di poco alto ed infine Floccari si libera bene al limite ma tira debolmente verso Navarro.
L’unica occasione azzurra della partita capita al 36° quando Lavezzi non sfrutta al meglio un traversone di Zalayeta, perché invece di un più consono stop e tiro opta per una morbida schiacciata di testa che dolcemente arriva tra le braccia di Consigli. Nella ripresa il Napoli non cambia passo, Donadoni fatica non poco a dettare accorgimenti tra l’altro poco recepiti, mentre il suo dirimpettaio incita all’affondo, così Plasmati e Guarente lo prendono in parola e confezionano con buona geometria una pericolosa ripartenza che non produce l’esito sperato solo per la scarsa mira al tiro del centrocampista atalantino. Il Napoli non dà segni di reazione, Donadoni tira fuori lo spento Hamsik e regala una buona chance all’ex Boca Junior Datolo che si dimostra fin da subito voglioso senza però incidere sul match più di tanto. Alla mezz’ora ancora una buona occasione per l’Atalanta, Doni fa l’illusionista al limite riducendo Santacroce a comparsa, poi una volta liberatosene scocca un fendente che va fuori d’un soffio. Donadoni allora cerca di scuotere l’attacco, fuori Zalayeta e dentro Denis, l’eroe di Genova, ma alla fine è Lavezzi che cerca di caricarsi sulle spalle il Napoli, prova ad affondare, a dribblare, ma il risultato non cambia perché la ragnatela messa su da Del Neri riesce ad imbrigliare totalmente gli azzurri, oggi apparsi svogliati ed oltremodo imprecisi. Un pareggio che alla fine sta più stretto agli ospiti perché il Napoli nella ripresa non arriva mai al tiro, né riesce ad imbastire geometrie ficcanti, soltanto qualche spunto infrantosi tra le gambe nerazzurre, tra muscoli e fuorigioco. Donadoni avrà il suo bel da fare per rimettere in piedi il puzzle che pazientemente aveva creato, oggi un inaspettato effetto domino ha buttato tutto giù per terra. Sarà stata forse colpa della mancanza di obiettivi stagionali, o delle voci di mercato in realtà già aperto, oppure, ancora, delle varie assenze. Probabilmente c’è un pò di tutto, così come nella farcitura del “casatiello pasquale”, che a Napoli in questi giorni è di casa ovunque.
Ma il pensiero vola ancora a loro, ai fratelli abruzzesi, vittime oggi, come fummo noi campani in passato, d’una tragedia che per chi l’ha conosciuta è inferiore solo alla morte. Buona Pasqua a tutti, se riusciamo a sentirne ancora il valore .

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.NET

4 Commenti

  1. Caro antonello non ti offendere ma la tue e’ ipocrisia. Se il napoli non giocava come faceva a dare l’incasso alle vittime? Anzi ti diro’ di piu’ …..tutte le societa’ avrebbero dovuto fare lo stesso e poi dovevano chiudere anche tutte le attivita’ d’Italia e non solo il calcio e se chiudevano come si mandavano gli aiuti? Perlomeno spiegaci come mai il calcio doveva fermarsi e tu e il tuo sito avete deciso di continuare a scrivere spiegami…ma tooo quarda qui’ sopra continuo a leggere uno sponsor (l’oreal) forse sono loro che ti hanno obbligato a non chiudere il sito web?…..oppure Unibet qui’ sotto? Chissa’ se si avra il coraggio …per lo meno di inserire questo mio commento.

  2. E’ un piacere vedere pubblicato il commento di sergio50 così potranno leggere tutti il suo profondo pensiero e… senza offesa la vita è questione di sensibilità. Quella di sergio50 & C. mi chiedo dove sia finita!

LASCIA UN COMMENTO