Lavezzi va a mille, pronto per giocare

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Scatta a modo suo: alla Pocho. E il gioco di gambe? Alla Pocho anche quello: danza un po’ sul pallone, lo carezza con i tacchetti e poi sguscia tra due avversari. Sbaglia un gol davanti alla porta, sì, ma è un dettaglio da giovedì in famiglia (da amichevole in famiglia): è la progressione a impressionare. È il concetto che conta: Ezequiel Lavezzi è tornato. Altro che storie. La panchina La certezza è una: il Pocho partirà per Siena. Ci sarà, sarà convocato, e andrà almeno in panchina. La soluzione più probabile è proprio questa: che parta dalla panchina. Inserimento graduale: perché l’attaccante argentino non gioca una partita intera dal 6 gennaio, ovvero dalla trasferta di Bergamo con l’Atalanta, e perché dall’infortunio sono trascorsi quarantuno giorni. Oltre un mese senza calcio vero: venti minuti con la Samp al San Paolo, era il 10 gennaio, uno scatto bruciante e uno stiramento alla coscia sinistra a rovinargli la giornata. E un bel po’ di giorni a seguire. Il Pocho, comunque, ci ha dato dentro come un matto per tornare a disposizione nel più breve tempo possibile: le terapie e le tabelle atletiche lo hanno rimesso a nuovo, e lui ha lavorato con la consueta voglia e il consueto entusiasmo per accorciare i tempi. Fame atavica: si chiama così. La tentazione A questa smania, però, ha fatto da contraltare una gestione improntata alla cautela e all’equilibrio: perché sebbene lo stiramento fosse già un ricordo alla vigilia della sfida di domenica con l’Inter, lanciarlo alla ribalta sarebbe equivalso a un rischio calcolato. Messo in conto. Perché con i muscoli non si scherza. In questa settimana, e fino alla partitella a ranghi misti giocata come di consueto ieri, a coronamento dell’allenamento tecnico-tattico andato in scena al centro sportivo di Castelvolturno, Lavezzi ha però reagito bene. Benissimo. In maniera ottimale: rapido, solido, esplosivo. Test più che positivi, al di là della sfida in famiglia del giovedì. Di certo lo scenario migliore per esibirsi a suo modo: sguscia e dribbla; poi scatta, si ferma e cambia direzione. Accelera e rallenta. Carezza il pallone (come piace a lui e alla gente). È la tentazione di Walter Mazzarri. La tentazione della settimana: l’idea di partenza è confermare un attacco con Quagliarella e Hamsik alle spalle di Denis, ma il Pocho è lì che scalpita. Gli manca il ritmo, gli mancano i novanta minuti nelle gambe, sì, ma quelle gambe hanno ripreso a volare. Pronte per l’uso. Ancora quarantotto ore, per Mazzarri. Stile film americano: due giorni a combattere con un’idea stuzzicante. Trucco e parrucco Lavezzi, nel frattempo, fa spallucce e continua a prepararsi. Senza perdere un colpo, senza una battuta a vuoto, senza risparmiare energie. E con una voglia incredibile di riprendersi il Napoli e l’Argentina: Maradona, infatti, non l’ha convocato per l’amichevole che l’Albiceleste giocherà il 3 marzo, a Monaco di Baviera con la Germania, proprio perché era a corto di partite. E allora, giocare è la priorità: subito, al più presto, e con continità. In ballo ci sono la corsa-Champions degli azzurri e la corsa in Sudafrica per un sogno chiamato Mondiale. Il Pocho è perfettamente consapevole di quanto la concorrenza sia nutrita, ma allo stesso tempo sa che il Diego lo stima: «Maradona è contento di lui e lo inserirà nella lista dei ventitrè che partiranno per la coppa», ha detto a chiare lettere il preparatore atletico della Nazionale argentina, Fernando Signorini. Mica uno qualsiasi. Lavezzi, insomma, è pronto a rifarsi il trucco. E nel frattempo assiste la compagna per il parrucco. Il siparietto è andato in scena ieri a Posillipo, dopo l’allenamento: la signora Debora arriva dal parrucchiere scortata dal Pocho e dal figlio Tomas. E la platea applaude e canta come allo stadio.

Redazione NapoliSoccer.NETfonte: il mattino

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