Controcanto: Qualcuno protegga il Panda-Pocho

0
30

Finalmente. Marino ha cominciato a pretendere un po’ di rispetto dai direttori di gara, a partire dal trattamento che si riserva al Pocho. Se si va avanti così, bisognerà tra poco appellarsi al WWF per la sua protezione. Oramai del fantasista napoletano se ne fa scempio su tutti i campi d’Italia, eppure viene trattato quasi sempre come un simulatore. Qualche volta Ezequiel ci casca. Va giù, pensando di essere considerato come il pluridecorato Totti. Ma è chiaro che non è così. Più spesso subisce falli veri e, a differenza del “pupone”, è proprio la sua velocità a innescarli.  

Ora qui non è nemmeno in discussione l’arbitraggio di Rocchi che, a parte il madornale errore del finale di gara, ha lasciato giocare con una certa equidistanza. Un filo rosso c’è, però, nelle direzioni di gara in questo campionato. Ed è il trattamento riservato al Pocho Lavezzi. Che risale alle prime partite degli azzurri, che, freschi freschi saliti dalla B e prima ancora dalla C, avevano stupito tutti per qualità di gioco e giocatori.
Alla prima occasione di lesa maestà –la vittoria sulla Juve con due rigori dubbi- ecco la campagna denigratoria dei vari controcampi e gazzette nazionali. Il Napoli è una squadra di simulatori. Zalayeta beccato da una pseudoprova tv, poi assolto (grazie alla controprova di una tv locale), poi ricondannato alla seconda occasione stavolta senza appello.
 
E poi i ruzzoloni di quello sconosciuto e atipico giocatore rispondente al nome di Lavezzi. Va a cento all’ora, è imprevedibile (a volte per i suoi stessi compagni), se non lo fermi si fa pure un giro di campo, eppure chi lo butta giù la fa sempre franca e lui, il Pocho, invitato a rialzarsi.
E’ accaduto per l’ennesima volta a Torino. Risultato: un buco nel ginocchio, il gol della Juve, partita persa e Marino che finalmente parla. Vi immaginate se il Napoli, com’è nelle sue intenzioni, dovesse competere per il primato? Meglio preparare le basi, anche in federazione
Rubrica a cura di Antonio Mango

LASCIA UN COMMENTO