Anche Hamisk fotografato con un boss della camorra

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Quelle foto le hanno custodite gelosamente per mesi, tanto da portarsele appresso nelle fughe notturne, passando da un covo all’altro, braccati dalle forze di polizia di mezzo mondo.

Sono foto con i propri idoli calcistici, scattate al ristorante, in locali pubblici e piazzate in bella mostra in cornice, nelle stanze occupate durante la macchia infinita di chi sta dalla parte della camorra. Tre fotografie con tre campioni del calcio nazionale e mondiale, che oggi finiscono in un processo a carico dei narcotrafficanti di Secondigliano – i cosiddetti scissionisti del clan Di Lauro – culminato pochi giorni fa nella cattura di Paolo Gervasio, il «Pablo Escobar» della camorra.

Sono tre, depositate nel procedimento in corso: una ritrae il latitante Domenico Pagano (ritenuto protagonista della sanguinaria faida della droga contro i Di Lauro) assieme al calciatore del Napoli Marek Hamsik ed è stata scattata in un ristorante del Napoletano (quando Pagano non era ancora latitante, ndr); le altre due sono state scattate in un ristorante di Madrid qualche mese fa e riprendono un napoletano (non ancora identificato) in posa assieme a Roberto Carlos prima, e a Fabio Cannavaro poi (entrambi fino alla scorsa stagione militanti nel Real Madrid).

Vicenda processuale che merita una premessa, mai come in questo caso fondamentale a tutelare l’immagine e la buona fede dei calciatori delle fotografie finite nel procedimento giudiziario: i tre fuoriclasse sono del tutto ignari del potenziale spessore criminale dei soggetti con cui si mettono in posa. Anzi: non li conoscono. E in perfetta buona fede immaginano di trovarsi al cospetto di semplici tifosi e accettano di farsi riprendere in un rapido scatto per una banale foto ricordo. Nulla più.

Tanto vale per Hamsik, il gioiello del Napoli, quanto per i due campioni del mondo in forza al Real Madrid. Meglio sgomberare il campo da equivoci: le tre foto finite nel fascicolo a carico di «Escobar» non sono scatti in case private, né in raduni per pochi intimi, tanto da rendere pericolosamente suggestivo anche l’accostamento con Maradona, fotografato in una casa dei Giuliano a Forcella. Quste sono invece foto che hanno ben altro significato, utili semmai a raccontare mentalità e spessore di chi le nascondeva con cura in covi di boss e fiancheggiatori.

Psicologia da camorrista. Che ama circondarsi di simboli vincenti, che rinforza il proprio carisma verso i suoi mostrandosi all’altezza di personaggi vincenti, primo tra tutti l’idolo di turno delle folle del San Paolo. Finite sotto sequestro nel corso di una perquisizione dei carabinieri, quelle foto sono una traccia del modo di pensare di Domenico Pagano, oggi latitante per associazione camorristica e droga.

La sua immagine accanto ad Hamsik deve parlare chiaro a tutti i guaglioni delle piazze: ora è lui la rinascita, è lui il boss dopo i sessanta e passa omicidi che hanno insanguinato Napoli con la faida del 2004, dopo la cattura di Paolo Di Lauro e il crollo del suo sistema di potere. Quella foto con «Marekiaro» vale più di un qualsiasi atto di forza, tanto da rimanere incollata alla parete di uno dei covi usati per summit al vertice per imporre equilibri e potere alle porte di Napoli. Vita da latitante, mentalità da boss.

Più difficile invece raccontare gli altri due scatti, quello con Cannavaro (oggi alla Juventus) e con il brasiliano Roberto Carlos: accanto ai fuoriclasse c’è un napoletano non ancora identificato, volto sorridente, spalle larghe vicino ai campeon di Spagna. Nulla da dire sul suo atteggiamento, se non fosse per il fatto che questi due scatti finiscono sotto sequestro in una delle tante incursioni dei carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna nelle centrali di spaccio di Napoli nord. Foto sequestrate, domande inevitabili: chi è la sagoma sorridente accanto ai big del calcio mondiale? Che ci fanno quegli scatti in case del potente cartello degli «scissionisti», meglio conosciuti come gli «spagnoli» di Secondigliano?

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Fonte: IlMessaggero.it

 



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