Su “Napolissimo” il racconto di uno degli steward aggrediti

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Parla uno dei ragazzi aggrediti e mandati all’ospedale: "Siamo stati accerchiati da una ventina di persone incappucciate, armate di spranghe, aste di ferro staccate dai tornelli e cinghie"
Un racconto agghiacciante, che mostra come andare allo stadio, a Napoli, sia diventato difficile per chiunque ed esponga a seri rischi per l’incolumità fisica. File, resse, disordini provocati da alcuni tifosi nei soliti settori a rischio. Prima di Napoli-Palermo ne hanno pagato le conseguenze tre steward e un ispettore di polizia, finiti all’ospedale San Paolo dopo aver subito colpi con spranghe e cinghie da persone a volto coperto. Uno di loro ha rilasciato al settimanale Napolissimo (in edicola domani con il nuovo numero) una significativa intervista, rivivendo i momenti di terrore durante l’aggressione.
«Mancava un quarto d’ora all’inizio della gara e non riuscivamo più a tenere la lunga fila esterna ai varchi 21 e 23 della curva A – osserva– alcuni gruppi di tifosi hanno cominciato a forzare i tornelli, che stavano per cedere completamente. Nel momento in cui dall’interno, hanno cominciato a lanciare verso l’esterno le aste di ferro staccate dai tornelli abbiamo capito che non c’era più nulla da fare. Dovevamo sbloccare gli ingressi. Siamo entrati in sei, accompagnati da un ispettore di polizia, abbiamo aperto i tornelli e, mentre ci accingevamo ad uscire di nuovo, siamo stati accerchiati da una ventina di persone incappucciate, armate di spranghe, aste di ferro staccate dai tornelli e cinghie. Venivano dall’interno e, senza dire una parola, ci hanno assalito colpendoci anche sul volto. Siamo riusciti a guadagnare la via di fuga ma per i colpi ricevuti siamo stati costretti alle cure mediche e al ricovero in ospedale. Ora io sto bene, ma ho una gran paura. In quello stadio è impossibile lavorare e da oggi sarà ancora peggio». Il tutto mentre De Laurentiis annuncia di voler riportare allo stadio le famiglie. Ma il San Paolo ha bisogno di nuovi e più numerosi ingressi, ancor prima di un restyling generale.
Redazione NapoliSoccer.NET – Articolo su Napolissimo (in edicola domani)



8 Commenti

  1. che tristezza…ho frequentato x anni sia la curva a che la b, facendo parte di vari gruppi. angioletti non siamo stati mai (parlo degli anni 80 e 90), ma non si arrivava mai a mettere le mani addosso ad altri tifosi del Napoli. ho assistito in trasferta a scene tristi, capisco il livore verso i tifosi avversari, ma quelli come noi xchè attaccarli… ora se non fai parte del gruppo sei comunque un nemico. no ragazzi, così non va, mi si stringe il cuore…

  2. Dovete solo vergognarvi….perchè uno stewart o un poliziotto sono persone che come tutte lavorano onestamente per portare avanti la famiglia in alcuni casi….lo stadio è la casa del calcio e queste persone andrebbero allontanate a vita….tenute a kilometri di distanza…..vergogna!! Da tifoso del Napoli mi dissocio completamente da questi deficienti ed ignoranti che infangano il nome di Napoli in tutta Italia.

  3. Forse sono questi episodi a farci convincere che l’idea di un nuovo stadio progettato con criteri moderni e lontano dal centro abitato sia la scelta INEVITABILE da fare per il prossimo futuro.
    Mi si stringe il cuore all’idea di non andare più al San Paolo, ma non ci sono alternative.
    FORZA NAPOLI SEMPRE

  4. io nn ci vado più allo stadio e nn ci andrò mai più…dicono ke nn ne possono più della tv ma ke andassero a fottersi,almeno a casa nn c’è pericolo di essere pikkiati…poveri steward ke prendono 25 € per 8 ore e passa di lavoro…c schif e gent!!

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