De Sanctis para un rigore, il Napoli non va oltre il pari

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Finisce a reti bianche il derby del Sud tra Napoli e Palermo, un pareggio che allunga a tredici la striscia vincente in campionato di Mazzarri e che, complice lo sgambetto del Chievo alla Juve e la contemporanea vittoria della Roma sul Genoa, permette al Napoli di tenersi aggrappato al quarto posto utile alla Champions.
Una partita giocata meglio nella prima frazione dove le squadre si sono affrontate a viso aperto con il Napoli partito meglio del Palermo e nei primi minuti si fa molto pericoloso con una percussione di Hamsik che incrocia leggermente a lato. Tatticamente le squadre sono disposte con molto equilibrio in campo, si alzano e ripiegano con ordine senza lasciare spazi agli avversari e cercando di sfruttare in velocità le ripartenze. Lo fa bene il Napoli con Gargano che al 20° si fa sessanta metri di campo palla al piede perdendo però la lucidità necessaria nel cercare l’ultimo passaggio per smarcare Maggio a destra. Nel prosieguo dell’azione è invece il Palermo a ripartire velocemente e di slancio trova un rigore che Orsato assegna con una certa imperizia per un presunto fallo di Rinaudo su Cavani. Proteste vibranti ma inutili e sul dischetto parcheggia la palla Miccoli che, a differenza della partita d’andata, trova un De Sanctis impeccabile che prima si allunga sul palo destro a respingere il rigore e con successivo balzo felino a neutralizzare in angolo la seconda conclusione ravvicinata di Bresciano. Sul corner si presenta ancora Miccoli che furbescamente calcia direttamente in porta con De Sanctis a fare ancora gli straordinari per salvare il risultato sulla linea di porta.
Due minuti in cui succede tutto ed il contrario di tutto, due minuti in cui si raccolgono tutte le emozioni più intense del match. Denis cerca di non far rimpiangere l’assenza di Lavezzi e con un gioco di gambe in area cerca il varco giusto per sorprendere Sirigu che facendo buona guardia sul primo palo mette in angolo.
Al 39° punizione del Napoli con Gargano ed ancora l’estremo palermitano neutralizza, poi altro capovolgimento di fronte con Cavani che cerca di sorprendere De Sanctis in uscita prima che Simplicio sul rimpallo calci malamente a lato.
Nella ripresa le emozioni sono più blande l’assenza di Liverani fa del Palermo una squadra senza ritmo e geometria, ci si affida troppa rassegnazione alla giocata di Miccoli o Cavani neutralizzati senza particolari patemi dalla difesa azzurra.
Il Napoli col passare dei minuti accusa un pò la stanchezza, rallenta la circolazione di palla sulle fasce suggerendo a Mazzarri di lanciare nella mischia Dossena per la sua prima al San Paolo. I padroni di casa cercano di stringere i tempi ma se per le vie centrali l’argine è più che corposo con Nocerino e Migliaccio piazzati a diga, i suggerimenti che arrivano dagli esterni per Denis e Quagliarella sono facilmente preda del duo centrale della difesa siciliana che trova nella stazza di Bovo e nell’altezza di Goian buon gioco sugli azzurri. Anche se la prestazione di Quagliarella è stata confusa e mai pungente Mazzarri preferisce togliere dal campo Denis per provare la carta Hoffer, poi l’infaticabile Pazienza per la maggiore freschezza di Cigarini. La sostanza del match non cambia e va pian piano sempre più configurandosi la divisione della posta che tutto sommato è il risultato più giusto, tenuto conto che le squadre nella seconda parte di gara non hanno quasi mai creato seri pericoli per aggiudicarsi l’intero ed allettante bottino di stasera.
Il Napoli non è più bello di notte, ma rimane nei piani alti della classifica e per difenderli domenica prossima andrà a giocarsela a Livorno senza l’attacco titolare per la conclamata assenza del Pocho e quella di Quagliarella che, diffidato, s’è beccato un’ammonizione evitabile, ma forse calcolata per scontare subito la squalifica e non pregiudicare la sua presenza in campo contro Genoa o Udinese. La palma del migliore stasera se l’aggiudica sicuramente De Sanctis, però una citazione d’obbligo la merita Grava, autore di una partita quasi impeccabile prima su Miccoli e poi su Pastore. Merito della serietà professionale del non più ragazzino Gianluca, ma merito anche di Mazzarri dopo Pazienza ha dimostrato come si fa durante la settimana a tirare a lucido tutto il servizio di cristalleria della casa.
Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.NET

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