Napoli milionario… gongola De Laurentiis

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Il bilancio d’esercizio della Società Sportiva Calcio Napoli, chiuso il 30/06/2009, dimostra la solidità societaria e la capacità di creare ricchezza del business model adottato da Aurelio De Laurentiis. Rispetto all’esercizio precedente gli investimenti complessivi sono diminuiti del 16,46%. Il bilancio 2008 contabilizzava l’arrivo di parecchi nuovi calciatori (Lavezzi, Hamsik, Gargano, Contini, Blasi, Zalayeta, Navarro, Pazienza, Mannini e Santacroce) per poter affrontare al meglio l’impatto con la “massima serie”. Nel 2009 sono stati effettuati pochi e mirati ritocchi, preservando l’intelaiatura che nella stagione precedente ha raggiunto l’intertoto.

ACQUISTI/VENDITE: Le movimentazioni dei diritti alle prestazioni dei calciatori hanno fatto registrare un esborso di 2.675.000 € per Aronica, 8.000.000 € per Maggio, 5.500.000 € per Rinaudo e 6.476.280 € per Datolo. Per motivi contabili l’acquisto di German Denis (8.043.500 € comprendente anche il costo di intermediazione) era stato già contabilizzato nel bilancio chiuso il 30/06/2008. Dall’analisi comparativa di tali dati è possibile affermare che l’investimento complessivo effettuato per il miglioramento della rosa è stato pari a 31.347.500 €.
Rispetto agli esercizi precedenti il bilancio 2009 mostra importanti introiti provenienti dalla cessione di alcuni calciatori, a titolo definitivo (Romito per 200.000 € e Del Giudice per 1.000 €) o in compartecipazione (Garics, Calaiò e Domizzi). Proprio le compartecipazioni, per il loro peculiare meccanismo di contabilizzazione, hanno permesso l’ottenimento della gran parte della plusvalenza (10.046.569 €) iscritta a bilancio.

RICAVI: Dal punto di vista economico-reddituale è possibile notare un notevole equilibrio economico dei conti aziendali. Il valore della produzione ha registrato un incremento del 22,37% rispetto all’esercizio precedente. Con 108.211.134 € di “ricavi” il Napoli entra di diritto nel gotha del calcio internazionale. Il notevole incremento è stato ottenuto grazie all’aumento dei ricavi da botteghino (+9%) dalle sponsorizzazioni (+11%) e dai diritti televisivi (+18%), oltre alla già citata plusvalenza. Il disastroso girone di ritorno ha compensato i risultati ottenuti nel girone d’andata e la partecipazione ad alcune gare internazionali che hanno fruttato 2.506.265€ di incassi al botteghino. Anche i proventi da Sponsorizzazioni sono cresciuti di 2.086.036€, di cui circa la metà accreditabile agli sponsor ufficiali, mentre lo sfruttamento del marchio Napoli ha iniziato a generare maggior valore con la crescita della squadra. Dal 2008 al 2009 si è passati da poco più di 600.000 € a 2.100.427 €. I proventi televisivi sono cresciuti di 5.760.000 €, la partecipazione alla Uefa ha fatto incassare al Napoli 1.612.350 €, i proventi radiofonici sono aumentati di 30.000 € mentre lo sfruttamento dei diritti d’immagine restano sostanzialmente stabili a 6.299.400 €.
La voce “Altri ricavi” ha fatto registrare un notevole decremento causato dal venir meno di proventi federali e del recupero parziale di oneri relativi al Decreto Pisanu.

COSTI
: I costi della produzione aumentano del 24% circa rispetto allo stesso periodo del precedente anno. Per un 16% è imputabile all’aumento del monte ingaggi complessivo, passato da 26.619.845 € a 30.949.966 €. Il salary cap dimostra la sua validità riuscendo ad ottenere un notevole contenimento dei salari e stipendi dei tesserati, pari a 28.025.039 €, con un incremento di quasi 5ml. Ulteriori aumenti sono da imputare agli oneri da ammortamento e svalutazione (+27%). Gli oneri da ammortamento e le retribuzioni dei calciatori, da soli, rappresentano più del 75% del totale dei costi.

CONCLUSIONI
: La gestione caratteristica appare rafforzata, facendo del Napoli una delle società meglio gestite dell’intera serie A. La gestione finanziaria risente di oneri da compartecipazioni per 2.100.500 € che portano ad un risultato negativo per 1.389.834 €. La gestione straordinaria, che nello scorso esercizio fece registrate un plus superiore ai 3ml di euro è stata negativa ma per poche migliaia di euro. Il risultato prima delle imposte è stato molto positivo, seppur in lieve flessione rispetto all’esercizio precedente. I 18.726.524 € decurtati dei 7.792.004 € di imposte fanno registrare un utile che sfiora gli 11ml di euro, per l’esattezza 10.934.520 €.
Appare, inoltre, rilevante evidenziare che gli amministratori della società hanno accantonato l’intero utile a riserva, capitalizzando ulteriormente la società, con un notevole beneficio patrimoniale. Inoltre, il Napoli anche quest’anno non ricorre a nessun indebitamento bancario e, grazie all’autofinanziamento, riduce i debiti verso la controllante del 48% e verso le altre società di calcio del 18%. Questo ad ulteriore dimostrazione di indubbia solidità finanziaria.

CONSIDERAZIONI: Il terzo bilancio consecutivo con utili netti mostra la “ricchezza” del club e l’importanza del marchio "Napoli". Nonostante la mediocre classifica finale e la precoce eliminazione in Uefa i risultati conseguiti consentono un notevole ottimismo per il futuro. Il parco tesserati, inoltre, ha notevolmente incrementato il proprio valore in questi anni, così come il marchio e le licenze possedute dalla società.
Alla luce di questi dati risulta più chiara la poderosa campagna di investimenti estiva, con il suo strascico invernale. Un Napoli competitivo in Italia, stabilmente in lotta per l’accesso in Champions League, capace di farsi strada nelle competizioni europee presenta una capacità di creazione di ricchezza che è inferiore solamente alle tre grandi del nord, ma a differenza di questi club l’impostazione del business, con il salary cap ed una sapiente politica di investimenti in giovani calciatori, ha generato un business model maggiormente competitivo e virtuoso, capace di generare importanti risultati operativi indipendentemente dalla cessione o meno di calciatori.
Gli unici appunti che possono essere mossi alla società riguardano il settore giovanile (che necessita però di molti anni per produrre i primi frutti) e lo stadio. Il San Paolo, così com’è, non è adeguato ai futuri orizzonti societari.
Se, nel prossimo “quinquennio” si riuscirà a migliorare anche questi due aspetti, il Napoli sarà da collocare fra i primi club europei per fatturato, con un miglioramento dal punto di vista sportivo ed economico impensabile nel periodo buio del fallimento.

a cura di Nello De Rosa
 

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

8 Commenti

  1. Possiamo solo rallegrarci per l’ottimo momento che sta passando la nostra squadra e guardare con fiducia agli obiettivi che merita questa società. Forza Napoli…simme turnate!!!!!

  2. io lo sempre sostenuto il presidente finalmente uno capace e non come negli ultimi anni prima del fallimento dei sbruffoni ke volevano solo farsi pubblicita’ !!!!
    grande presidente hai ridato serieta’ al calcio napoli
    x sempre e solo forza napoli

  3. Complimenti a voi per l’interessante articolo, e soprattutto alla Società per l’ottima situazione finanziaria che ci fa molto ben sperare per il futuro. Praticamente è come aver già vinto un trofeo….ora i risultati sul campo arriveranno: quando la gestione è ottimale si ottengono risultati, è un fatto assodato.

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