Napoli e Cagliari si dividono gioie e dolori

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Commento di Cagliari-Napoli
Non basterebbe scrivere dei trattati per comprendere appieno il senso e le peculiarità proprie di questo magnifico sport che è il calcio”. Suonava più o meno così il commento finale proferito dal telecronista di Sky subito dopo il gol “all’ultimo respiro” siglato dal neo-entrato Jeda. Una massima validissima a cui segue la consapevolezza che queste brevi righe non potranno di certo riassumere l’intensità agonistica, la rabbia, il sorriso, l’angoscia o l’altalena di emozioni regalateci da questo stupendo Cagliari-Napoli. Un match, ricco di ben sei reti (cosa mai successa in precedenza se si considerano gli incontri disputati in massima serie tra le due compagini), contraddistinto da una serie indefinita di azioni pericolose e rapidi capovolgimenti di fronte. Al 9’, con un Napoli schieratosi in campo con una difesa d’emergenza, è già pericolosissima la squadra isolana con un allungo del record-man Matri (8 reti in 7 partite consecutive come un certo Gigi Riva) che lancia Cossu in area il quale viene prontamente stoppato da un puntuale De Sanctis. Un nulla di fatto per i sardi, pimpanti e sicuri di sè nei primi dieci minuti, i quali però riescono a dare il là a quella lunga serie di ammonizioni azzurre cominciata con un giusto giallo per Christian Maggio. Un brutto inizio partenopeo a cui segue un miglioramento sempre più evidente con il passare dei minuti: al 14’ Lavezzi suona la carica con un tiro alto sulla traversa; al 16’ Quagliarella prepara la festa mettendo in porta da posizione irregolare; al 20’ Marchetti para un sinistro dello stabiese mentre dopo soli due minuti Nenè sfiora la rete con un gran tiro. Siamo al 22’ e Lavezzi, palla al piede, ha dinanzi a sè un muro di maglie rossoblù da dover superare: dribbling sul primo, scatto ad eludere il secondo, destro chirurgico alla destra del portiere e maglia strappata da dosso in modo tale da mostrare la miriade di tatuaggi ed il cartellino giallo di Pierpaoli.. Suona un boato sordo dalla panchina azzurra il quale riecheggia forte presso quel settore ospiti chiuso ai supporters campani: il Napoli è in vantaggio. Goal meritato a cui segue una padronanza ed uno stile di gioco tipico della squadra targata Mazzarri. Ammonizioni per Aronica e Zuniga, show di Lavezzi al 43’ con serpentina ludica presso il cerchio di centrocampo e qualche laser verdastro puntato sul volto di De Sanctis, sono le note salienti che conducono la sfida ai primi due fischi del direttore di gioco. Da registrare anche dei buu’ all’indirizzo del giocatore di colore del Napoli Camillo Zuniga da parte dei soliti imbecilli.
Cagliari 0 Napoli 1 e tutti negli spogliatoi nell’attesa di un secondo tempo scoppiettante. Al 53’ è Hamsik a riscaldare i guanti del giovane portiere cagliaritano che accompagna la sfera in calcio d’angolo. Un minuto dopo Maggio spara su Canini mentre al minuto 56 è Nenè, sostituito poco dopo con Larrivey, a ricevere la prima ammonizione sarda a causa di veementi quanto inutili proteste nei confronti di un sicuro Pierpaoli. Monologo partenopeo, caratterizzato da un’impressionante condizione fisica e dalla sagacia di un gruppo di giovani pronti a recuperare e rigiocare qualsiasi pallone rotolante sull’erbetta del Sant’Elia, sugellato da un sinistro di Marekiaro destinato a baciare il palo in seguito al salvifico tocco di Marchetti che consente al Napoli di calciare l’ennesimo calcio d’angolo della serata. Insolito cross alto dello slovacco e mucchio tremendo in area da cui salta fuori un forte tiro di Pazienza. Questa volta l’estremo difensore isolano non può fare altro che ammirare il groviglio napoletano festante e la palla insaccata alle sue spalle. Il silenzo scende sulle tribune cagliaritane: Il Napoli raddoppia meritatamente. Uno 0-2 che raffreda per diversi minuti le speranze sarde e permette agli scugnizzi azzurri di effettuare una vera e propria melina. Ma nel calcio si sà, nulla può dirsi scontato. Il Cagliari inzia un forcing finale che manda in black out gli avversari mediante una lunga ed intensa seria di ganci ben assestati. Larrivey al 75’ mette in rete dopo uno splendido taglio che annichilisce Aronica e l’incolpevole ex numero uno friulano e riapre la partita. Passano appena cinque minuti e Matri, dopo una serie di azioni pericolose, entra nella storia del club rossoblù e trova un goal di rara bellezza con palla spizzata appena sotto la traversa: siamo sul 2 a 2 e la situazione psicologica si è assolutamente capovolta. Il Sant’Elia tuona forte e Cellino, con tanto di baffo da gran galantuomo (una peculiarità di cui può vantarsi con estrema fierezza), zittisce i gufi a lui vicini e annuncia con le dita il terzo goal dei suoi ragazzi.
Tra l’82’ e l’87’ Mazzarri manda in campo il Tanque al posto di un Quagliarella sotto tono ed il velocissimo Datolo in sostituzione dell’infortunato Zuniga. Siamo a 3’ dalla fine quando il santo protettore di Cagliari si posiziona sulla linea di porta e muove a suo piacimento il piede destro di un miracoloso Larrivey il quale riesce a togliere dalla porta un preciso colpo di testa del solito Pazienza. Ma ad un minuto dal termine è Allegri a sfoderare la carta che, a detta dei più, risultava essere quella decisiva. Jeda trova giusto il tempo per raggiungere l’aria di rigore a passo veloce: cross in area e colpo di testa. Allegri digrina rabbiosamente i denti, Pierpaoli indica il centro del campo, il presidente sardo forse già ripensa alla “toccata” di testicoli sfoderata anni addietro per festeggiare con garbo un successo della sua squadra mentre il telecronista di Sky già parla di decisiva “rete all’ultimo respiro”. Il Cagliari completa la rimonta e vede la zona Champions: siamo sul 3 a 2 e cala notte fonda sui circa 6 milioni di tifosi azzurri sparsi in tutto il mondo. Qualche giocatore si guarda intorno spaesato frastornato dalla bolgia del Sant’Elia nel mentre Mazzarri ed il resto della squadra urlano a squarciagola per tentare ciò che appare impossibile. Entra Bogliacino, il quarto uomo decreta 5 minuti di recupero, ed il Napoli ci prova: Gargano recupera palla e Lavezzi si danna come un forsennato. Siamo a 30’ secondi dal termine di questo splendido spot del calcio italiano quando il “galantuomo” (come lui stesso si è definito a fine gara) Allegri, da ottimo maestro ed educatore, allontana la sfera di gioco per perdere un paio di secondi utili per scatenare l’ira del Pocho che gli scaglia, con estrema precisione, un pallone in pieno corpo e l’aggiunto di un breve extra-time. Espulsione, piccola rissa ed un Lavezzi indemoniato che a tratti ricorda il giocatore sostituito da Reja nel corso della sfida di Uefa giocata in terra portoghese con il Benfica. Ma ora, come allora (e sicuramente con un morale estremamente diverso), l’argentino decide di non lasciare i suoi compagni da soli, accomodandosi all’entrata degli spogliatoi nell’estrema convinzione del colpo finale. Mancano non più di 10 secondi quando, superata anche l’ormai celebre “zona Mazzarri”, Denis colpisce un pallone crossato dalla destra ed invita Bogliacino a colpire una palla poco distante dalla linea di porta. Il gelo annichilisce le bandiere rossoblù da tempo festanti: 3 a 3 e fischio finale di Pierpaolo che mette fine all’ennessima follia di un Napoli disabituato alla normalità ed abbonato, dopo essersi maledettamente complicato l’esistenza, alla rimonta impossibile. 24 punti in graduatoria, decimo risultato utile consecutivo (Coppa Italia compresa), ennesima rete “all’ultimo respiro” e nono punto nelle ultime cinque trasferte. Il ruolino parla chiaro: questo Napoli, a cui dopo l’era Donadoni nessuno dava neanche uno sCELLINO, rende tutti molto più ALLEGRI.
Josi Gerardo della Ragione – NapoliSoccer.NET

13 Commenti

  1. Primo andrebbe sanzionato Cellino che ha avuto riferimenti e frasi poco piacevoli nei riguardi dei tifosi napoletani e poi mi meraviglio che De Laurentis dichiari che è suo amico.. (Si guardino i filmati Sky). Secondo, l’arbitro ha falsato tutto il primo tempo e buona parte della gara, sanzionando con il giallo, falli molte volte inestistenti del Napoli e ammonendo gli attaccanti del Cagliari e non i difensori che ad ogni intervento non avevano timore di essere sanzionati. Terzo Lavezzi ha fatto bene a tirargli addosso il pallone, deve solo affinare la mira.. Cmq andrebbe sanzionato anche Allegri poichè scorretto nelle parole e nei fatti.
    Quarto,il team di canale 9 napoli ha avuto problemi sugli spalti, invece di piangersi addosso, perchè non denunciano tali atti alla procura di Cagliari? Inutile parlarne, non ci serve..
    Quinto, una nuova calciopoli è alle porte.. La cosa che mi chiedo chi è ora l’erede di Moggi che oltre a tramare ai vertici, trama anche contro il Calcio Napoli? Che schifo! Questo non è sport!

  2. 2 punti persi….pessimo la nostra difesa.

    Io pensi che quanto abbiamo una difesa nuova, voliamo in alto, perche ci sta piu pocho peso sulle spalle del nostro centrocampo….

  3. qui’ tutti si dimenticano di bogliacino …che dalla C fa solo il bene del Napoli….ma pare che finalmente mazzarri…che sto cominciando a stimare, se ne stia accorgendo di quanto sia utile e forte.

  4. Di tutti i commenti quelli che preferisco per competenza, lucidita’ e coerenza sono quelli di Sergio 50. Cio’ non toglie che leggo con piacere tutti gli altri. Io che sono figlio di un napoletano venuto al. Nord per lavoro, nato in provincia di Varese ma che tifo Napoli da sempre sono orgoglioso e fiero di appartenere alla vostra napoletanita’di cui sono profondamente innamorato. Forza Napoli sempre!!!!

  5. Bravo Rino, io ho più di cinquantanni e abito a Latina da circa 20 anni, ma guai a chi mi tocca i napoletani.
    Queste mezze calzette, dimenticano che Napoli tempo fa era ed è una città che può insegnare cultura a tutto il mondo.

  6. Da Milano mi unisco ai tifosi che abitano fuori sono del vesuvio Boscotrecase (NA) e vivo per tifare Napoli facciamo vedere che cosa SIGNIFICA lealtà verso le proprie origini e sempre forza Napoli.
    Mica ci chiamiamo Cellino o Allegri noi siamo orgogliosi di essere Napoletani, e VAIIIIIII!

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