Gianni Di Marzio: “Penso che il Napoli se la giochi, basta non trovare un Trefoloni tra i piedi”

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"Il Cagliari senza Conti non è quello che abbiamo ammirato"
"All’estero se non hai una valida organizzazione di scout è difficile operare"

Nel corso di Napoli in vantaggio, programma sportivo ideato e condotto da Marcello Pelillo e Claudio Zelli, in onda ogni sabato dalle 11 alle 12.30 su Radio Amore, è intervenuto l’ex tecnico azzurro Gianni Di Marzio, oggi osservatore di giovani talenti. Ecco alcuni passaggi dell’intervista: “Occhi puntati su Cagliari-Napoli? E’ un Cagliari che senza Conti, non è quello che abbiamo ammirato, perché il play lancia le azioni offensive. Conti è bravo nel gioco aereo e poi, è quello che nel Cagliari riesce a tenere gli equilibri e i meccanismi tra fase difensiva e offensiva. Poi c’è Cossu, giocatore scattante, bravo tra le linee ed infine c’è Matri. Tutto sommato, il Napoli visto nelle ultime gare può fare risultato a Cagliari. La squadra ha acquistato la mentalità della trasferta e mi aspetto una grossa prestazione della squadra azzurra. Mentalità? Il Napoli non è una squadra che riesce ad aggredire per caratteristiche dei suoi giocatori. Il Napoli può fare un pressing medio basso, non può tenere la difesa troppo alta perché non ha difensori velocissimi, sarebbe un suicidio. La formazione azzurra deve andare a Cagliari con il baricentro abbastanza alto, ma sempre sulla mediana. Penso che il Napoli se la giochi, Mazzarri è uno che se la gioca come a Parma, basta non trovare un Trefoloni tra i piedi. Nenè? Anche in Brasile aveva fatto bene, uno leggerino, rapido, mi sto meravigliando come stia andando bene a Cagliari, ma non mi fa impazzire. Lavezzi più concreto con il Bari? E’ anarchico, si può addestrare, ma non ha scuola calcio. E’ uno che ha la testa bassa e non può vedere i movimenti dei compagni. A Quagliarella ha dato una bella palla, ma l’ha fatto perché era solo. Mercato? Penso che il Napoli abbia bisogno di un completamento della squadra e dar via dei giocatori, acquistati a cifre abbastanza esose in rapporto alle loro qualità. Il problema è vendere, c’è Bucchi che, ad esempio, ha ancora due anni di contratto, gente che guadagna delle cifre e sono fuori. Anche se lì regali, non è facile perché guadagnano cifre esorbitanti, considerando il lordo. Traorè? E’ un buon giocatore, ma non è da Napoli. Questi sono quelle mezze figure che poi, dopo, te le ritrovi nel gruppone. I calciatori ci sono. Ho visto giocatori Under 15 all’altezza di Pato, poi ognuno ha le sue organizzazioni societarie. Cambiamento della linea societaria? Non la vedo anche perché adesso stanno guardando un po’ più sul mercato nazionale che internazionale. Bigon sta andando a vedere un po’ di Serie A e B, ma all’estero se non hai una valida organizzazione di scout è difficile. Bisogna organizzarsi bene perché i giocatori vanno visti una volta, due… non con le videocassette”.
Redazione NapoliSoccer.NET

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