A Parma un Napoli sprecone ma pure penalizzato, di Diego Del Pozzo

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In tanti anni che seguo il calcio non mi era mai capitato di assistere a una simile bestialità tecnica e logica: verso la metà del secondo tempo di Parma-Napoli, infatti, con gli azzurri (ma in divisa rossa) in quasi totale controllo del match e in vantaggio di un gol, il mediocre arbitro Trefoloni non trovava niente di meglio da fare che fermare Hamsik in piena area di rigore parmense e pronto a tirare in porta, perché all’altezza del centrocampo, vicino alla linea laterale dalla parte delle panchine, giaceva a terra il difensore Alessandro Lucarelli, che di lì a poco si sarebbe rialzato senza nessun problema. Hamsik avrebbe calciato a rete entro una frazione di secondo e, allora, si sarebbero potuti dare i giusti soccorsi al calciatore del Parma, senza per questo privare il Napoli di un probabile secondo gol che avrebbe messo la parola "fine" a una gara condotta fin lì davvero alla grande (qui sotto, le proteste partenopee).
Questo episodio, ancora più dei due rigori negati alla squadra di Mazzarri e di quello generosissimo concesso agli uomini di Guidolin (per non parlare della mancata espulsione di Lanzafame dopo una reazione con gomitata nei confronti di Aronica), mi ha lasciato tantissimo amaro in bocca nonché enormi perplessità al momento del fischio finale. Nel dopo-gara, anche l’allenatore del Parma, sempre sportivo, ha sottolineato come il Napoli sia stata "la squadra più bella che abbiamo affrontato finora". Ma, invece dei sacrosanti tre punti, i partenopei sono tornati a casa soltanto con uno striminzito punticino, che peraltro allunga ulteriormente la striscia di imbattibilità di Walter Mazzarri, giunta a sette partite.

Il Napoli di Parma ha giocato davvero bene, in particolare nel corso di un primo tempo dominato in lungo e in largo. German Denis – autore del bel gol dello 0-1 (nella foto qui sopra) – ha dimostrato la necessità di un centravanti di peso per offrire maggiore efficacia e incisività al gioco offensivo della squadra; Hamsik e Maggio hanno mandato in confusione totale i parmigiani con i loro scambi e le sovrapposizioni sulla fascia destra (la famosa "catena di destra" teorizzata da Mazzarri…); Gargano e Pazienza hanno dominato in mezzo al campo con grinta e dinamismo; persino Quagliarella – pur mangiandosi due gol – s’è dato molto da fare, giovandosi a sua volta della presenza di Denis poco più avanti. Peccato, dunque, perché con un po’ di cattiveria e concretezza in più e qualche onanistico narcisismo in meno – tacendo del succitato arbitro… – adesso il Napoli si troverebbe a ridosso del quarto posto, in una classifica che, dalla seconda all’undicesima piazza, resta comunque cortissima e aperta ancora a qualunque inserimento e capovolgimento.

Diego Del Pozzo – calciopassioni

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