Gianello, il Napoli sceglie l’usato sicuro

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Si può essere portieri in mille modi, ma non ce n’è uno solo che sia comodo, tranquillo. E la ragione è sempre quella, sempre uguale: i gol li prende tutta la squadra, però chi si sente ferito, battuto, perdente, persino umiliato quando va a raccogliere il pallone traditore è sempre e solo lui. Il portiere, condannato con la solitudine del ruolo a scontare quelle due mani di vantaggio che ha sul resto della squadra. Mille modi. Ma il più scomodo di tutti è fare il portiere di riserva, come sa bene Gianello che riserva è per ripiego, per sfortuna, forse per destino, chi lo sa. Cert’è, arrivato pure presto al grande calcio, Matteo Gianello per gli amici Jack, poi s’è fermato sul confine che divide le grandi carriere da quelle velate, tribolate. Trent’anni a rincorrere il sogno della A. E al trentunesimo, complice un ginocchio malandato di Iezzo titolare, il grande giorno. Il debutto dal primo minuto. Da allora otto match di fila, seppure stretto tra Iezzo che «minaccia» di tornare e quattro virgola due milioni d’euro seduti in panchina, che si chiamano Nicolas Gaston Navarro, giovanotto d’Argentina costato troppo per essere oggi il terzo portiere e domani poi chissà. Ragionamenti dai quali però Gianello è assai lontano. Il passato è passato e il futuro sarà quel che sarà. Intanto, lui si tiene stretto il felice presente che s’è guadagnato. In verità Gianello visse un’altra giornata da protagonista nella stagione scorsa, nella sua Verona, ma quella è roba di serie B. Vuoi mettere con quello che ha fatto l’altro giorno, quando ha negato gol a Perrotta a Vucinic e persino a Totti? Nonostante la sconfitta è stato il migliore, Jack. Non gli capitava da una vita. Di certo non gli era mai capitato davanti a sessantamila spettatori e con dall’altra parte una squadra che oggi in Europa fa paura a tutti. Fidanzato con una ragazza di Verona, divertente, pronto alla battuta, di quei tipi che scherzano con tutti, che sanno tenere allegra la brigata, ma pur sempre con dentro quel destino amaro da riserva («Le mie partite sono quelle del giovedì»), la domenica di Matteo Gianello è stata anche un poco di vendetta. Anzi, di riscatto, di rivalsa nei confronti d’un passato troppo avaro di soddisfazioni. E invece, stavolta soddisfazioni sono stati gli applausi della gente, i complimenti e la stretta di mano di Totti e di Doni a fine gara, l’abbraccio sincero dei compagni. Gianello, che quand’era a Siena quasi quasi era stato preso dalla voglia di mollare tutto, a Napoli è rinato. Non più e non solo una vita da secondo. E pensare che quando, infortunato Iezzo, il Napoli s’è affrettato a prendere Navarro ha temuto di perdere pure la panchina. Invece s’è ritrovato titolare. E saranno cavoli di Reja, quando Iezzo sarà pronto a tornare in porta, scegliere chi tra Gianello e Navarro dovrà rodersi in tribuna. Intanto, signor Jack la sua partita l’ha già vinta. Forse di qui a poco Gianello tornerà secondo, ma quel giorno lui si sentirà più forte e il Napoli un poco più tranquillo. Chissà, invece, come si sentirà il povero Navarro, ancora in fila in attesa del suo turno.

Il Mattino

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

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