Lavezzi e il Napoli, il futuro resta un rebus

3
8

Lavezzi e il Napoli. Storia d’amore, certo. Ma anche di controversie contrattuali e parole dure. «Le polemiche con il presidente? Questo è il passato e io guardo avanti», dice l’argentino. Guarda all’Europa da conquistare con la numero 7 azzurra, la maglia più venduta e contraffatta, e ai Mondiali da vivere con la Seleccion. Ma il Pocho non dà certezze sul futuro a Napoli, c’è però il contratto fino al 2013. «Sono cambiati l’allenatore e il direttore qui» osserva il Pocho, che ha poi avuto qualche contrasto con De Laurentiis a metà ottobre, a proposito del passaporto smarrito dall’attaccante quand’era in Argentina. Il presidente, comunque, ha sottolineato il processo di maturazione del Pocho e l’inserimento nel progetto Mazzarri. «C’è una sua partecipazione sempre più attiva», ha detto il patron alla vigilia della partita a Catania. E non è stato casuale che la squadra, quella sera allo stadio Massimino, abbia promosso Lavezzi vice-capitano. Si sente più inserito anche nel grande progetto di De Laurentiis, che prevede il posizionamento del Napoli nel calcio europeo? Su questo argomento il Pocho non si espone. «Ringrazio i tifosi per l’affetto che tutti i giorni mi dimostrano, però del mio futuro non posso parlare. Oggi sto bene a Napoli e parlo di oggi. Non so cosa può accadere domani». Lo scenario Lavezzi è vincolato al Napoli («Sono un professionista e rispetto il contratto») e conosce il progetto ad ampio respiro di De Laurentiis. Però non se la sente di dare indicazioni sul futuro. Perché vuole vivere serenamente, senza distrazioni, questa importante stagione? Perché aspetta un nuovo contratto o una nuova squadra? Interrogativi aperti. L’eventuale svincolo attraverso l’articolo 17 del regolamento Fifa, attraverso richiesta unilaterale, potrebbe avvenire al termine del campionato 2010-2011, alla terza stagione successiva alla firma del contratto riveduto con De Laurentiis e Marino nel 2008. Il presidente è per l’assoluto rispetto di patti già sanciti e infatti con i procuratori del Pocho non vi sono stati colloqui. Adesso Lavezzi parla con i sorrisi, senza sguardi torvi. Non appare non più ombroso. La serenità ritrovata in campo e fuori, accanto alla compagna e al figlio, anche se il Pocho, orgoglioso, puntualizza: «Sono un professionista e ho dato sempre il centouno per cento. Chi dice che sono cambiato, non mi conosce bene». Eppure, certi segnali sono apparsi chiari a chi frequenta Lavezzi da due anni e a chi, come Mazzarri, lo ha conosciuto da poco e ne ha sottolineato la professionalità, non solo le qualità da campione.

Redazione NapoliSoccer.NET – fonte: il mattino

3 Commenti

LASCIA UN COMMENTO