Di nuovo sulla terra

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La risposta che ci si aspettava probabilmente non accontenterà tutti. Contro la Roma, pur perdendo, il Napoli ha disputato una partita decorosa. Non quella straordinaria che si attendeva l’ambiente – caricato a mille dalla vittoria sull’Inter – ma pur sempre apprezzabile, per di più sottolineata dall’applauso finale dei sessantamila del San Paolo. Purtroppo – e questa diventa la parte negativa dell’analisi – la squadra azzurra ha portato con sé un limite evidente: quando doveva decollare è quasi scomparsa dal campo. Ha condotto una gara faticosa, generosa ancorché lenta, condannata all’inconcludenza dalla congiuntura negativa in cui versavano Mannini, Gargano e per certi versi pure Zalayeta.Il bomber uruguaiano ha lottato come sempre ma la lentezza nei movimenti ha consentito molti recuperi in area giallorossa. La Roma denotava maggiore energia: l’ha spesa quasi soltanto per incutere paura al Napoli, non per procurargli davvero del male. Forse difetta al nuovo corso azzurro una completa coscienza del proprio potenziale, manca quel tanto di personalità che definisce la dimensione di una squadra d’alto profilo. Questo spiega anche perché in cinque partite il Napoli perda occasioni irripetibili con le più piccole e poi superi con disinvoltura la prima in classifica e si comporti con dignità con la seconda. Insomma, la formazione partenopea sconta la sua allegra gioventù che è bella finché esibisce una prorompente muscolarità ma si paga quando si tratta di racimolare punti a qualsiasi prezzo. Contro una Roma accompagnata dalla fortuna (il gol dopo 3’) e da un rigore sul quale il dibattito resta aperto, gli azzurri hanno fatto troppa fatica, com’era d’altronde prevedibile, dal momento che Totti, De Rossi e compagni praticano il miglior calcio sia italiano che internazionale. Nel primo tempo Reja ha tenuto la difesa molto alta, il Napoli ha però evidenziato proprio a inizio match la strutturale inattitudine offensiva, nonostante i dribbling avessero sovente perforato l’intera retroguardia avversaria. Nel secondo tempo sono venuti alla luce i pregi di casa azzurra: per buoni venti minuti la compagine partenopea si è stabilmente schierata davanti a Doni. Purtroppo anche in questa frazione è andata ad infrangersi dinanzi alla propria improduttività: se non fosse andata così, del resto, per la seconda domenica consecutiva staremmo a raccontere un’impresa. Il Napoli comunque nutre ancora dentro di sé un ragguardevole spirito d’avventura. Forse per cautelarsi dal pericolo di una disillusione gira inconsapevolmente con un po’ di zavorra ai fianchi, sottodimensionando le proprie pretese. Ieri lo spettacolo è apparso, a conti fatti, gradevole ma rimane il dato della terza sconfitta in cinque gare. Cammino senza dubbio accidentato. Forse la squadra per esprimersi al meglio amerebbe quei momenti di basso profilo, dove nessuno chiede nulla a voce alta e quasi tutto viene sussurrato, questo perché sa di non essere ancora all’altezza di una stagione di trionfi. Conoscersi, pur nelle oscillazioni, rappresenta già un inizio di futuro.

 

Il Mattino

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

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