Stress, il medico ferma Campagnaro

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Prudenza. Ma anche allarme. Prudenza per Santacroce il quale, clinicamente guarito già da un po’ dopo l’intervento ad un menisco e aggregato anche alla squadra, stenta a recuperare la condizione giusta. Infortunatosi a Milano contro l’Inter, operato il 25 di settembre, il difensore che sperava di poter far parte della spedizione che sabato scorso ha sbancato Torino quasi certamente sarà costretto a far da spettatore anche alla partita col Catania. Il suo rientro potrebbe quindi slittare a dopo la sosta. Prudenza per lui, dunque, e allarme invece per Hugo Campagnaro. L’argentino è giù di corda. Lo raccontano le sue due ultime partite (contro il Milan prima e poi anche contro la Juve ha chiesto la sostituzione dopo un’ora) e lo spiegano i test ai quali il giocatore è stato sottoposto. È stanco, Campagnaro. Ha i muscoli che, dopo il secondo stop in questo inizio di stagione, non reggono ancora una partita intera. Deve fermarsi. Così hanno deciso l’allenatore e il medico. Pronto per lui un programma personalizzato. Un piano di recupero che – complice anche qui la sosta che arriverà provvidenziale dopo la trasferta di Catania – dovrebbe restituirlo sano e forte a Mazzarri per il match interno con la Lazio. Fuori due, dunque. Due destri. E quindi per la prossima partita torna in preallarme Grava, il quale se l’è già cavata egregiamente contro Mutu, Jovetic e anche Ronaldinho. Ma l’allarme e se non l’allarme almeno la «preoccupazione difesa» non è legata soltanto alla forma ancora incerta di Santacroce e ai troppi e ripetitivi acciacchi di Hugo Campagnaro che anche nell’ultima stagione alla Samp s’è fermato spesso. Nient’affatto. Perché se è vero che se il campionato fosse cominciato quattro settimane il Napoli farebbe il verso addirittura all’Inter, è vero pure che i risultati, sorprendenti quanto straordinari e meritati, stanno coprendo, nascondendo i peccati ed i difetti. Che però non sfuggono all’allenatore. E paradossalmente, a fronte dei dieci punti conquistati in quattro gare, il punto debole del Napoli in questo momento è proprio la difesa. È così: il Napoli vince, ma mette spesso i brividi là dietro. Non a caso la difesa azzurra continua ad essere tra le peggiori della A. Con i suoi 18 gol beccati, infatti, è la terzultima della compagnia. E se con Donadoni viaggiava alla media di 1,6 gol a partita ora è passato a 1,2. Va un po’ meglio, insomma, ma non troppo. E non tutto si può spiegare col ginocchio rotto di Santacroce, i muscoli affaticati di Campagnaro e gli incresciosi assist di Contini all’avversario. Certo, i difensori azzurri, tutti quanti, a volte ci mettono del loro, ma la preoccupazione difesa arriva da un po’ più lontano. Da venti, trenta metri più avanti. Viene dal centrocampo e dalle fasce. Insomma, questa difesa acchiappagol non gode poi di una copertura sempre attenta. E allora la questione non è solo di difesa ma di fase difensiva. Ci ha lavorato e ci sta lavorando Mazzarri, ma evidentemente che ancora parecchio da sgobbare. Nel dettaglio, le sofferenze cominciano quando i centrocampisti avversari godono di troppa libertà. Quando arrivano troppo tranquillamente ai venti metri palla al piede e costringono uno dei difensori azzurri a «uscire». È in quel momento, in quell’uno contro uno, che si materializza il rischio, il pericolo. Colpa, è evidente, di un mediano azzurro disattento o magari del mancato rientro di un esterno. Meccanismi che ancora hanno bisogno di rodaggio. Movimenti imperfetti ai quali il Napoli dovrà porre rimedio. Perché far gol è importante, ma non prenderne è essenziale.

 

Redazione NapoliSoccer.NET – fonte il mattino

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

9 Commenti

  1. Bene questo di Mazzarri è un modo di procedere serio e sensato.
    Speriamo trovi la chiave per migliorare i movimenti senza palla ancora troppo carenti e ottimizzare la fase di non-possesso difensiva.

  2. Ormai i giocatori sono tutti bambini viziati (serviti e riveriti),guadagnano 100.000 euro al mese facendo 3-4 allenamenti a settimana e giocando la domenica!Ma stiamo scherzando!e chi si sveglia alle 5 del mattino guadagnando 1.000euro al mese che dovrebbe fare! Ci dovrebbe essere un tetto massimo di ingaggio,solo cosi’ le cose potrebbero cambiare!

  3. CAri amici qui si parla di stress muscolare non mentale.
    Purtroppo si sapeva che Campagnaro ha fasce muscolari molto delicate
    e che non riesce in un campionato a fare molte partite eppure lo abbiamo
    ingaggiato!!!

  4. Redazione NapoliSoccer.NET – fonte il mattino 4 Novembre 2009 Oggi è 5 novembre 2009 e sicuramente chi ha scritto questo articolo non firmato ha cambiato idea non tanto xche’ : 1) Mischia lo stress di Campagnaro con la groviera leggi difesa , 2) Introduce lo stop di campagnaro con i suoi innumerevoli infortuni anche nella samp allora visto che si sapeva perche’ comprarlo? e poi quando le cose vanno bene perche’ bisogna sempre darsi addosso ? Godiamo i buoni risultati e……..domani è un’altro giorno ! FORZANAPOLISEMPREeCOMUNQUE !

  5. Lo stress psicologico é una cosa, come sicuramente sa chi “campa” la famiglia, altro é quello “neuro-muscolare”. Chiunque abbia praticato uno sport a livello agonistico sa di cosa parlo. Accumulo di tossine, muscoli poco elastici e poco reattivi, tendenza alla lacerazione. Sono cose che fanno parte della vita di uno sportivo non ne facciamo un dramma. Campagnaro é un atleta serio e non c’entra niente il “fannullonismo” che leggo nei post (mannaggia a Brunetta e a tutto quello che sta contribuendo alla “milanesizzazione” del pensiero italiano!).

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