Il Commento di Napoli – Roma

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Se la Roma è capace di espugnare il Bernabeu, non le è stato più difficile conquistare il San Paolo. Con una prestazione attenta la squadra di Spalletti riesce a conservare i sei punti di svantaggio che la separano dalla capolista Inter, avendo la meglio su un Napoli coriaceo, mai domo, ma che non dispone dei suoi stessi mezzi tecnici. Non si ripete, dunque, il miracolo avvenuto contro l’Inter, perché di fronte c’era una Roma spettacolare, compatta, lucida ed in palla, squadra che gioca a memoria e che dimostra ai più scettici, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di essere matura per conseguire successi prestigiosi anche in campo internazionale. Il Napoli, dal canto suo, è piaciuto agli spettatori perché non ha mai mollato, sicuramente la partita era stata anche ben preparata, ha giocato con gagliardia arrembante e grande determinazione centrocampo, ma ciò non può sempre bastare contro squadre più attrezzate tecnicamente, oggi serviva aggredire fin dal primo minuto, ma il gol subito dopo pochi secondi ha ribaltato ogni pretattica a dimostrazione che la componente fortuna, o se si vuole il caso, è la variabile sulla quale nel calcio rimane sempre poco da discernere. Con l’Inter fu lo stesso, ma chi di spada ferisce…
Sicuramente il gol subito a freddo dagli azzurri ha messo la Roma nella condizione ottimale di affrontare la partita, dopo soli 82”, infatti, Contini è superficiale se non lezioso nella ribattuta di un pallone al limite dell’area che finisce sui piedi di Totti, il pupone è lesto a servire in profondità Perrotta che brucia in uscita l’incolpevole Gianello. Il Napoli ha fin da subito provato a chiudere gli avversari nella loro metà campo, buone le trame dettate per lo più dalla trance agonistica che si scioglievano però come neve al sole, così come sovente accade, nella fase di rifinitura. Purtroppo all’organico partenopeo manca un uomo in quel ruolo nei quali panni cerca di calarsi anche oggi Lavezzi, che si è dato anche un gran da fare a dire il vero, spaziando da un lato all’altro del fronte offensivo, ma non ha mai portato seri pericoli alla porta difesa da Doni. Dopo venti minuti però la veemenza iniziale degli azzurri, tende a spegnersi, la Roma rialza la testa e Totti dopo aver recuperato un pallone a centrocampo su Gargano imbecca nuovamente Perrotta sul quale stavolta si fa valere uno strepitoso Gianello. Così i giallorossi trovano l’assetto ideale, abili come sono a sfruttare al meglio le ripartenze, Totti a occhi chiusi non ha difficoltà a leggere i movimenti dei suoi compagni e talvolta, come al 34°, va via da solo in scorribanda fino a liberarsi per il tiro in area che fortunatamente si spegne a lato. Il Napoli si batte ormai senza la lucidità iniziale, cala leggermente anche il tono della determinazione, la Roma rifiata e riparte come meglio sa fare, ci riprovano ancora una volta con gli affondi, tra il 37° ed il 39° prima Perrotta, poi di nuovo al volo il capitano giallorosso al quale si oppone provvidenzialmente Gianello. Il migliore in campo, il che è tutto dire sulla pericolosità degli ospiti.
La ripresa ha lo stesso sapore della frazione precedente, infatti dopo soli quattro minuti arriva il secondo gol. Saccani vede una trattenuta irregolare su Cicinho di Mannini e decreta la massima punizione che Totti, lasciando da parte la posateria, realizza spiazzando l’estremo azzurro. Qui la partita in pratica si chiude, il raddoppio viene avvertito oltre che nella testa anche dalle gambe degli azzurri che rimangono comunque aggrappati alla partita grazie anche alla generosità del pubblico che non smette mai di incitarli. Un lumicino lo accende Blasi quando attacca Juan e gli ruba palla al limite dell’area, ma sul cross del centrocampista azzurro che taglia l’area della difesa ospite mancano all’appello le punte, mentre Mannini si presenta in netto ritardo. La Roma non molla, fa delle ripartenze una prova d’orchestra, De Rossi e Aquilani s’intendono a meraviglia nei fraseggi stretti e al quarto d’ora liberano Vucinic che dal vertice destro dell’area prende di mira il palo più lontano dando occasione al bravissimo Gianello di sciorinare ancora una volta un pezzo del suo repertorio. Ci prova un paio di volte anche Domizzi, sia abbastanza centralmente facendosi largo in area, sia dal lato sinistro, lui ci terrebbe a far gol alla sua squadra del cuore, ma in entrambe le occasioni è bravo Doni a chiudergli lo specchio. Si arriva così ai minuti finali dove le squadre accusano visibilmente la stanchezza, la lucidità la mantiene fino alla fine il solo Gianello che, prima di vedere finire fuori all’85° un tiro al volo del suo compagno di squadra Lavezzi, mette la pezza finale su una conclusione dello straripante Perrotta quasi allo scadere.
Se proprio si vuol trovare del buono in queste due ultime giornate di campionato possiamo rilevare che all’andata con Inter e Roma si colse un solo punto, al ritorno invece addirittura tre. Ora tocca alla Juve.

Antonello Greco

2 Commenti

  1. Al di là di ogni valutazione più o meno sincera, mi chiedo come sarebbe stata la partita napoli roma senza quel maldestro gool iniziale.
    Consenditemi di dire: sarebbe statto un pareggio!

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