Banda Mazzarri, cominciamo a dire che…

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Questa squadra non molla mai. Questo è sicuro, ormai. Un pareggio da festeggiare per il modo in cui è arrivato. Siamo alla terza di Mazzarri e qualcosa si può cominciare a dire. Lo spirito di gruppo c’è, si esce e si entra in campo, convinti che c’è uno che dirige il traffico. Fortuna vuole che le mosse dell’allenatore si siano rivelate felici e questo aumenta la sua autorità. Ora Denis dà il meglio di sé anche per dieci minuti (ricordate Sosa?), Quagliarella ritorna in panchina triste ma cosciente che non va, Cigarini approfitta dei pochi minuti per dire “ci sono anch’io”, Cannavaro resta fuori e diventa, com’è giusto che sia, uno dei tanti e forse gli fa bene, si alleggerisce e state sicuri che farà molto meglio al rientro in prima squadra.

Seconda cosa certa: il centrocampo filtra ed è più ordinato, mai visto un Gargano così disciplinato come in queste ultime partite, Pazienza con i suoi limiti fa quello che può ma è come se Mazzarri avesse detto: la pianta organica della squadra prevede che lì ci sia un mediano, per ora c’è quello che mi passa il convento. Maggio da una parte e Aronica dall’altra fanno l’alto e basso delle fasce laterali.
Terza cosa, in avanti il Napoli ha le cose migliori: Hamsik, Lavezzi e Quagliarella sono pezzi pregiati che qualsiasi grande squadra vorrebbe avere, con l’aggiunta di un Denis prima punta in grande spolvero. Però lì davanti c’è il Napoli cicala. Si sperpera molto come gioventù vuole. E, bisogna dirlo, il Milan ci ha insegnato come con due passaggi si va cinicamente in rete. Mentre il Napoli per segnare deve inventarsi una maratona a partita. Mazzarri a Castevolturno e De Laurentiis al mercato di gennaio, perciò, hanno ancora molto da fare per mettere in sicurezza champions questa squadra.
Quarta cosa certa: comunque la si metta, la qualità della difesa resta un problema. Una volta uno, una volta l’altro, il risultato non cambia. Lentezza ed errori tecnici di posizione si ripetono. Se si vuole guardare in casa quello che c’è, bisogna ripartire da due valori assoluti, che sono Campagnaro e Santacroce, che insieme fanno forza, tecnica e capacità di anticipo.
In ultimo c’è il mistero Quagliarella. Non è una prima punta, ma, come sta messo l’organico del Napoli, deve imparare a farla. Non è la prima volta che un allenatore riesce a modificare l’attitudine di un giocatore per metterla a disposizione del gruppo. Questa è l’operazione che Mazzarri deve fare. Per ora Quagliarella è fuori dalle triangolazioni, ma l’affetto popolare che lo circonda sicuramente gli darà stimoli superiori. E’ un’altra sfida che affascina. Una riserva di potenzialità ancora inesplorate per la squadra. Se ora c’è entusiasmo, figuriamoci quando il Napoli farà tris col suo terzo asso, senza dire del tanque-poker.
Detto questo ci aspetta la Juve. Le fesserie fatte nei primi minuti col Milan verranno messe sicuramente a profitto. A Torino ci aspetta una partita da tenere in bilico. Primo comandamento: difendersi bene, tener testa nei duelli personali, attaccare quando si può, con parsimonia e lucidità. Teniamo presente che quando si tratta di Juve, a casa sua, nel ruolo di anti-Inter per giunta, non ci si può certo aspettare un arbitro generoso. Se usciamo indenni dall’Olimpico piemontese è fatta. Questo Napoli arrepezzato potrà finalmente mettere il vestito buono dell’Europa league.
Antonio Mango

3 Commenti

  1. l ultima frase è ssolutamente giusta…..con la juve scelta come anti-Inter non ci sarà un buon arbitraggo…gia so che lavezzi sarà buttato giu in area e non sara fischiato nulla…io sono di torino ho visto tutte le partite sia quando erano in B che quando sono state promosse piu la coppa finita male ai rigori…..ed ogni volta è sempre la stessa storia…maledetta juve….allora ragazzi dovete essere piu forti dell arbitro stesso..tirate…tirate e segnate….forza napoli

  2. Ottima analisi, e nulla da eccepire, io personalmente metterei non 1 ma 2 firme per ottenere 1 altro punto a Torino…così da arrivare ad un bottino di 8 punti in 4 partite (tra cui Milan e Juve).

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