Vllaznia-Napoli, le pagelle del Corriere dello Sport

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7,5 Pià – Il primo gol è de­gno d’un brasiliano. Di­vora un raddoppio e se gli riu­scisse di segnar di tacco, al vo­lo, sarebbe da standing ovation. Ma quando Denis lo arma, lui estrae la doppietta.
7 Reja – Squadra viva, presente con la testa e con le gambe. Il ciclo s’arricchisce di un’altra soddisfazione
7 Maggio – Impiega venti minuti per sciogliersi, poi si mette ad arare la fascia: assist e cross, c’è sempre il piedino suo. Beli­sha è costretto ad uscire, dopo aver arrancato ed averci lascia­to l’ultimo refolo di ossigeno.
7 Pazienza – Esce dal cono d’om­bra napoletano e dà dimostra­zione di sé: la prima, autorevo­le giornata vestita d’azzurro è una copertura adeguata ed an­che rilanci immediati.
6,5 Iezzo – Il precampionato vale di più per i portieri, soprattut­to se sono alle prese con la luce artificiale. Non vede un pallo­ne dall’angolo, onestamente un peccato veniale; chiude con un prodigio su Sukaj, tanto per di­mostrare che c’è.
6,5 Cannavaro – Il mestiere serve nei momenti d’affanno iniziale. Supera l’avvio bruciante del­l’omino dirimpettaio, poi è un crescendo tra anticipi e tackle sempre possenti.
6.5 Blasi – S’inventa play maker, rimane ossequiosamente al di qua del pallone: i muscoli al servizio della causa, usando molto la testa.
6.5 Vitale – Il ragazzino cresce a vista d’occhio. Finte da scu­gnizzo e manco un pizzico di paura quanto il Napoli sta sulle sue; poi, diligente e attento per continuare ad imparare.
6,5 Denis – L’acido lattico ha la meglio: paga un anno senza so­sta. Ma sa dove andare, sa co­me stare in campo, sa aiutare facendo reparto e, per gli in­contentabili, terzo assist d’ini­zio stagione e primo gol ufficia­le.
6 Rinaudo – Ha la calamita tra i capelli: prende qualsiasi cosa attraversi l’area e va a cercare gloria offensiva. Un fi­sico da far paura e anche pa­dronanza assoluta del ruolo.
6 Contini – Con sufficienza, senza un vero “nemico” sul quale ap­plicarsi, senza neppure spor­carsi la maglia. Cosa chiedere di meglio al Vllaznia, che solo una volta lo manda in confusio­ne con Sukaj?
6 Hamsik – Più ombre che luci. Conserva, probabilmente, il ge­nietto nella lampada per quan­do ce ne sarà bisogno. Poi, pre­ferisce corricchiare per tener­si allenato.
6 De Zerbi – Ispira Denis per il 3­0, fa un numero in area da ap­plausi: l’usato sicuro.

L’arbitro:
7 Sukhina – Pochi rischi, ma una gestione oculata. Neppure un errore, mai un eccesso.

Fonte: Corriere dello Sport

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