Napoli: ecco Jones, il lord dei tre punti

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Da solo non risolverà i problemi della Martos, ma l’arrivo di Damon Jones in un momento così buio è un toccasana per il club di Papalia. Sbarcherà a Fiumicino da Houston, alle 7.45, poi in auto a Napoli dove arriverà intorno alle 10. Quindi visite mediche e poi in Prefettura per il visto, così da tesserarlo in tempo per la partita di domenica a Bologna con la Virtus. Dopo pranzo, incontro con i compagni e allenamento alle 17.30. Un bel tour de force per il giocatore dalle mani d’oro che quel buontempone di Shaquille O’ Neal soprannominò «Donkey», per la somiglianza con il ciuchino del film «Shrek». Trentatrè anni, 1,91, Jones è un play-guardia. Tiro da tre superbo, talento eccezionale, ha guadagnato più di 21 milioni di dollari in carriera, quasi 4,5 nell’ultimo anno a Milwaukee, l’unico non all’altezza della sua fama. «Ma lì – come ricorda Gaetano Papalia – non ci voleva proprio andare ed ha giocato controvoglia». In 11 stagioni ha giocato 658 gare nella Nba con 6,6 punti di media e il top a Miami (11,6) nel 2004-05, con a fianco proprio Shaquille e Dwayne Wade. In carriera ha avuto una percentuale da tre pazzesca visto il numero di tiri: quasi il 40%, con 941 canestri su 2414 tiri, e va ricordato che in Nba la linea dei tre punti è un metro più lontana di quella europea, ovvero 7,25 e non 6,25. Qui tirare da 3 gli sembrerà come effettuare un tiro libero. Personaggio bizzarro, amante della moda elegante, si veste talvolta anche da rapper. Gli piace stare al centro dell’attenzione. Egocentrico e sfacciato («Sono il miglior tiratore da tre al mondo», dice da sempre), è un conversatore brillantissimo e adora intrattenere rapporti con la stampa e le tv. Noto per le sue mattane, per i suoi balletti breakdance dopo i canestri segnati, può davvero far impazzire i napoletani. Fortuna che non è arrivato in tempo per vedere lo spettacolo poco edificante di domenica scorsa, altrimenti c’era il rischio di vederlo ripartire subito per gli Usa. È sposato con Tina Thompson, grande giocatrice della Wnba. Vista l’inconsistenza di Kruger come playmaker, è probabile che Marcelletti gli dia in mano le chiavi della squadra, un leader con tante responsabilità offensive per rilanciare la Martos.

Redazione NapoliSoccer.NET – fonte: il mattino

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