De Rosa, il campione amato da Rossi che corre con il casco del Napoli

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La «N» del Napoli e Pulcinella intento ad addentare un piatto di spaghetti, non erano mai andati così veloci. Poi è arrivato Raffaele De Rosa, e adesso i simboli partenopei li conoscono anche a Melbourne dopo averli visti sfrecciare sul casco del numero 35. Il rider di Fuorigrotta è nel motomondiale dal 2005 (esordio con Matteoni Racing) e nella sua prima stagione in 250 ha sempre (meno che all’Estoril) chiuso a punti. Indice di costanza. Nel suo anno d’esordio ha conquistato la pole position (la prima nelle quarto di litro) in una delle piste più toste e spettacolari. E per coronare un weekend quasi perfetto, ha sfatato il tabù del podio, dando paga al team-mate Hiroshi Aoyama, leader del Mondiale. Il che vuol dire che Raffaele non solo ha preso dimestichezza con le due e mezzo, ma ha il talento necessario per giocarsela con i big. E da questo punto di vista, è davvero un peccato che dal 2010 la classe di mezzo sarà rimpiazzata dalla Moto 2 (motore unico Honda da 600cc, telai privati), perché considerando la sua crescita, in 250, il napoletano l’anno prossimo avrebbe potuto levarsi molte soddisfazioni. Ma forse lo farà ugualmente. De Rosa ha 22 anni. A quell’età, alcuni colleghi già combattono nella top-class, ma sono l’eccezione. In forza alla Honda del Team Scot, attualmente è sesto in classifica davanti a due campioni del mondo (Luthi e Di Meglio). Dalle sue parti i circuiti sono distanti, piccoli e scomodi. Le mini-moto una non opzione e Raffaele ha conosciuto le due ruote solo a quindici anni (a Cellole con gli scooter). Molti dei suoi avversari corrono in moto da quando hanno imparato a camminare. E dieci anni in più di gare sui polsi e sulla spalle sono davvero tanti. Cirano Mularoni, titolare e manager del Team Scot è d’accordo: «Per i piloti, le tappe di avvicinamento al motomondiale sono fondamentali. Seguo De Rosa da molto tempo, e anche se ha subito qualche battuta d’arresto, magari a causa di mezzi non troppo competitivi, in lui ho sempre creduto. Quest’anno è andato oltre le nostre aspettative e adesso stiamo parlando di un possibile futuro in Moto 2, ma prima della fine del mese non posso dire altro». Raffaele ha lasciato l’Australia direzione Malesia e si coccola il presente: «Mi sento al settimo cielo. È stato un weekend bellissimo del quale mi sono goduto ogni momento e ogni singolo metro di gara. In 125 ho sfiorato il podio tante volte ma sono tornato a casa a mani vuote. Adesso lascio Phillip Island con un terzo posto, la coppa, e l’orologio che spetta al pole-man». Cos’è la felicità? Lo sguardo sul podio di un ragazzo solare, alla mano, disponibile, che s’innaffia di champagne e salta in braccio al suo amico Simoncelli, compagno di sfide a tressette e moto-cross, alle quali ogni tanto partecipa anche sua maestà Rossi, che per De Rosa ha sempre tifato. Raffaele è molto amato nel paddock; da colleghi e addetti ai lavori. Mai una parola fuori posto, zero eccessi ma solo educazione e tanta passione. È uno che si ricorda dei sacrifici per arrivare lassù e appena scende dalla moto, stralunato e gioioso, ringrazia subito «la squadra, papà, mamma e la mia famiglia che hanno reso tutto questo possibile». E nel suo caso, non sono frasi di circostanza ma parole che arrivano dal profondo del cuore.

Redazione NapoliSoccer.NET –  fonte: il mattino
 

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