Il Napoli ritrova l’anima

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Bologna piegato 2-1 nel finale, l’era Mazzarri inizia con una palpitante vittoria.
L’inizio per Mazzarri è stato oltremodo tribolato, prima la chiamata di De Laurentiis quando mezzo Napoli era sparso tra varie nazionali e poi il giallo del passaporto del Pocho che non gli ha alleviato di certo le pene in vista del suo esordio al San Paolo, al quale hanno deciso di assistere solo 30.000 spettatori circa. E dovendo scegliere tra il ghigno giustizialista ed il saio dell’indulgenza, l’uomo di San Vincenzo decide per il secondo, dando fiducia sin dal primo minuto a Lavezzi che in pieno recupero, poi, lo ripagherà confezionando l’assist per la rete di Maggio che gli regala un importantissimo successo d’esordio. E’ pur vero che Walter Mazzarri, da secondo, si era già seduto 5 volte sulla panchina azzurra per sostituire Ulivieri squalificato e ciò nonostante era visibilmente emozionato al suo ingresso in campo, ancor più per l’ovazione concessagli poi dai presenti. Ha avuto il merito di invertire la rotta, intervenendo con inusuale tempismo per lanciare ai suoi continui suggerimenti e nuove disposizioni tattiche in maniera da non far allentare mai il morso alla squadra. Si perché dopo appena quindici minuti di gioco si è ritrovato sotto di un gol grazie ad una magistrale punizione al limite concessa troppo generosamente dall’arbitro De Marco ad Adailton. Il Napoli cerca di far finta di niente continuando a macinare gioco secondo i suggerimenti di Mazzarri che vuole gioco sulle fasce chiedendo a Lavezzi di stringersi maggiormente su Quagliarella e qualche risultato, pur sull’onda d’impeto, arriva con due pericolose conclusioni sull’asse Datolo-Quagliarella sulle quali però Viviano si mostra più che vigile. Il Bologna è ordinato, ha in Guana, Mingazzini e Valiani muscoli e polmoni per confondere le idee al centrocampo azzurro, troppo leggerino, che ha in Gargano il perno centrale visto che Cigarini siede in panchina. Datolo, che si è fatto notare per alcune conclusioni, non regala imprevedibilità alla manovra, anzi la rallenta così nella ripresa Mazzarri lo sostituisce con Pazienza per far da cerniera tra i reparti ed anche per porre un filtro alla dinamicità dei felsinei, abili ad addormentare il gioco salvo riaccenderlo improvvisamente con le folate di Di Vaio, ben supportato anche dall’ex azzurro Zalayeta. Solo al 69° la partita si rivivacizza con un duplice tentativo azzurro, prima di Lavezzi che da posizione defilata spara su Viviano, poi una capocciata ben piazzata di capitan Cannavaro neutralizzata in volo dell’estremo difensore rossoblu. E’ il preludio del pareggio che si materializza cinque minuti dopo con Quagliarella abile a risolvere favorevolmente una mischia in area emiliana. Il pareggio galvanizza il Napoli che però mantiene un assetto tattico alquanto garibaldino, per poco il Bologna non ne approfitta, Di Vaio lanciato in contropiede a tu per tu con De Santis riesce soltanto ad esaltare le qualità del portiere azzurro che disinnesca plasticamente la minaccia. Causa l’assetto tattico delle squadre Lavezzi ha l’opportunità di chiudere la partita al 84° lanciandosi in un coast to coast di oltre 60 metri ed arrivando quasi indisturbato alla conclusione davanti a Viviano, ma abbastanza sfinito per calciare correttamente in rete. La conclusione è ovviamente da dimenticare, così per farsi perdonare a tempo scaduto, in pieno recupero, agguanta una palla in area si lancia verso il fondo superando un avversario e fa partire un traversone sul quale a Maggio basta far da sponda per regalare al suo allenatore ed al pubblico del San Paolo una vittoria che vale il doppio. Chi ben comincia è a metà dell’opera e se le premesse sono state faticose come montagne non c’è che ben sperare, forse De Laurentiis, stavolta, a differenza di Donadoni, ci ha visto giusto, Walter Mazzarri ha carattere, ha la grinta giusta per guidare la ripresa tecnica di un progetto a quanto pare sempre in progress.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.NET

 

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