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Il Napoli stregato dalla Sindrome di Peter Pan: Scudetto più lontano
Primo piano, Rubriche, Top News 18:53, 17 febbraio 2013 Add comments

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Vincendo oggi, gli azzurri sarebbero stati unici artefici del loro destino, invece sono di nuovo costretti a rincorrere e a sperare in altri passi falsi della Juve.
La sindrome di Peter Pan oggi ha fatto un’altra vittima illustre: il Napoli di Mazzarri fallisce un’occasione d’oro per diventare unica artefice del proprio destino. Sì perché, vincendo oggi, il Napoli avrebbe messo le proprie mani sul primo posto, anche se ciò non sarebbe necessariamente equivalso a metterle sul titolo.
Gli azzurri hanno sprecato la ghiotta opportunità di ritrovarsi primi in classifica tra meno di due settimane: se vuoi vincere il campionato, dopo aver battuto la Samp non puoi pensare di non andare ad espugnare il Friuli di Udine, per poi sconfiggere la tua diretta antagonista in un epico scontro diretto e sopravanzarla, anche se di un solo misero, ma preziosissimo punto. Uno scenario favoloso, inebriante, che purtroppo non si materializzerà e così il sapore dell’impresa si trasforma in amarezza e delusione cocente dopo il pari strappato oggi al San Paolo – con le unghie e con i denti – dalla squadra blucerchiata. Ancora una volta, quindi, il Napoli dovrà affidare i suoi sogni di gloria ad almeno altri due scivoloni della Juventus: quello nello scontro diretto, infatti, porterebbe gli azzurri “solo” a -1 da Pirlo e soci, sempre che nel prossimo turno si vinca in casa dell’Udinese.

 

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A lasciare perplessi e ad acuire la frustrazione sono le prestazioni dei big: diciamo la verità, i veri artefici della splendida rincorsa napoletana sull’irraggiungibile armata bianconera hanno toppato nel giorno decisivo. Edinson Cavani non ha solo le polveri bagnate, ma sembra in forte debito di ossigeno. In tanti e per diverso tempo ci siamo chiesti se era possibile che il Matador non si fermasse mai. L’opaca prova di oggi ripropone lo sconcerto dell’impiego di Cavani in Europa League: era proprio necessario? Perché il mister non fa la voce grossa con il suo asso, imponendogli un turno di riposo quando ne ha più bisogno? Non pervenuto nemmeno Marek Hamsik, che giovedì sera sembrava un Toro Scatenato nel furioso (seppur effimero) tentativo di recuperare il match poi rovinosamente perso contro il Plzen, mentre oggi ha sbagliato l’impossibile. 

Inspiegabile anche il mancato impiego di Maggio: se era abile e arruolabile giovedì sera, perché non preservarlo per la partita che rischia di trasformarsi come uno dei rimpianti più brucianti nella storia del club partenopeo? Decisamente sotto tono anche Inler, il peggiore in campo; altalenante Insigne; buon impatto sulla gara di Goran Pandev; ancora una volta ottimi Behrami e Campagnaro; in ripresa Cannavaro; oneste le prestazioni di Britos, Mesto, Armero e Zuniga. 
Dunque, più che le scelte tattiche (pur discutibili e puntualmente riviste con 45’ minuti di ritardo), sulla mancata vittoria di oggi hanno inciso le scialbe prestazioni dei singoli che avrebbero dovuto (continuare a) fare la differenza.  Certo, le pessime condizioni del campo di gioco rappresentano un’attenuante, ma non un alibi. Così come Walter Mazzarri dovrebbe smetterla una volta per tutte di battersi il dito sull’orologio ad ogni fallo laterale: il tempo passa per tutti, anche per gli avversari una volta che sei riuscito a passare in vantaggio..
Ora non c’è altra scelta che provare a vincerle tutte, a cominciare da quelle alla portata del Napoli e, dunque, da Udine: il campionato non è finito, gli azzurri lo hanno ribadito subito dopo la grigia prova di oggi, rilanciando la sfida alla Juventus. Un atteggiamento di rivincita che fa ben sperare. Insomma, si può ancora fare, a patto che i primi a crederci siano proprio loro e che torni la fame di vittorie, l’unica componente che può rendere immortale una squadra fortissima.
P.S.: Antonio Conte si è lamentato perché la sua Juve è stata costretta a tornare in campo sabato sera a Roma “appena” quattro giorni dopo la trasferta a Glasgow. Forse non è stato messo al corrente della scandalosa decisione di posticipare (causa trasferta boema a Plzen) Udinese-Napoli a lunedì 25 febbraio (mentre i torinesi saranno impegnati domenica 24 alle ore 15), appena quattro giorni prima del big-match Napoli-Juventus, anticipato a venerdì 1° ottobre per il ritorno casalingo di Champions contro il Celtic. Altro che alibi e scusanti, sono queste le scelte sconsiderate che rischiano di falsare un intero campionato…
 
Dell'Aversana Riccardo – NapoliSoccer.NET

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4 commenti »

  1. Ma che avete combinato ..

  2. ma delaurentiis permette questo skifo??? ma che cavolo dormite????

  3. Ripeto per l’ennesima volta che agli appuntamenti importanti facciamo ridere.
    Contro qualsiasi squadra che giochi con una sola punta ( ieri Icardi) noi opponiamo tre difensori : è un controsenso. Se poi passiamo ad una difesa a
    4 ecco che riusciamo a chiudere i nostri avversari nella loro area. Come mai?
    Stiamo rovinando un giocatore di livello superiore (mi riferisco a Insigne) per il semplice motivo che deve stare largo sulla sinistra, Insigne è uno che deve spaziare su tutto il fronte d’attacco e suggerire (lo fa benissimo) trame di gioco.Siamo riusciti a far divenatre un brocco Inler perchè noi giochiamo con un centro campo a due (mediani di rottura). Chissà perchè nell’Udinese giocava da Dio? Semplice aveva due mediani di rottura vicino e lui non doveva preoccuparsi di deistruggere e costruire. Noi invece a centrocampo siamo sempre in sofferenza. E andiamo avanti così…….

  4. Tonino disamina perfetta. Inler non può cantare e portare la croce. Devono piazzargli due mediani e poi vediamo se è un brocco. Ma sto portiere vogliamo togliercelo dai c…. o no? E se la prende pure con chi fischia sto ignorante! Ogni volta che esce gli manca solo il retino!

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