Napoli e il 3-5-2, anche Mazzarri orientato per questo modulo

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Il modulo nel destino azzurro.
Il nuovo tecnico del Napoli ha in mente il 3-5-2 utilizzato da tutti i suoi predecessori sulla panchina azzurra dall’avvento di De Laurentiis nel 2004. Le difficoltà di Ventura, la doppia promozione con primato in A di Reja sino al fallimento di Donadoni dopo la campagna acquisti da 50 mln di euro.

La solitudine dei numeri primi. Come quella di Aurelio De Laurentiis, unico superstite della Napoli Soccer, sorta nel 2004 dalle ceneri del fallimento. La sua "rivoluzione d’Ottobre" ha accompagnato alla porta il dg Marino direttamente dal salotto delle tv. Prima del ritiro precampionato ha salutato anche Carmando, il massaggiatore degli scudetti. Vanno via tutti tranne lui, il 3-5-2, dogma ieratico partenopeo osservato in cinque anni da altrettanti allenatori, dalla C alla A. L’ultimo, Mazzarri, è stato ingaggiato tre giorni fa.

le origini — Belardi; Ignoffo, Scarlato, Savino; Toledo, Montervino, Gatti, Corrent, Mora; Sosa, Pozzi. E’ la prima formazione – amichevole contro la Cavese – del corso Aureliano in vista del campionato di C. E’ il 23 settembre 2004, in panchina siedono l’attuale tecnico del Bari Ventura – un cattedratico del centrocampo a 5 – e Marino, che in quindici giorni allestisce una rosa di svincolati e giovani promesse. In realtà De Laurentiis aveva già scelto Vavassori e il suo 4-4-2 sperimentato con successo a Bergamo per la pronta risalita in B. Ma Marino vuole Ventura. La storia del modulo catulliano, amore e odio del tifo partenopeo, ha inizio così.

ecco edy — L’allenatore genovese non riesce a dare un’ identità al Napoli, che alla sosta natalizia si ritrova nella pancia della classifica del girone B. Arriva il mercato invernale. Sbarcano a Napoli Calaiò, Fontana, Pià. Si cambia registro anche nella guida tecnica. Marino sceglie Edy Reja, che l’anno precedente portò il Cagliari in A con il tridente offensivo Esposito-Zola-Suazo. Anche con lui è 3-5-2. Subito. La squadra ingrana, arriva ai play-off ma è eliminata nel doppio confronto con l’Avellino. La stagione successiva è una solitaria cavalcata verso la serie cadetta. L’organico è di caratura superiore, il riconfermato 3-5-2 – e i suoi interpreti – non sono per palati fini ma in compenso portano punti.

cadetti — Il 2006 è l’anno di Calciopoli. La Juventus si presenta per la prima volta nella sua storia nel campionato cadetto e con una penalizzazione di 17 punti in classifica, poi ridotti a 9 dall’Arbitrato del Coni. Ci sono anche Genoa, Mantova, Bologna, Lecce, Rimini. Il torneo fu ribattezzato serie A2. In casa azzurra arrivano Paolo Cannavaro e Domizzi, Bucchi, capocannoniere l’anno prima a Modena con 29 gol e De Zerbi, trascinatore del Catania poi promosso in A. Il pubblico sogna il tridente ma per Reja il modulo che vince non si cambia. Anzi, il 3-5-2 spesso diventa 5-3-2. Gli esterni della mediana sono Grava, esterno destro difensivo in una linea a 4 quando militava nel Catanzaro e Savini, un centrale. La squadra non ruba mai l’occhio. Gioca con lanci lunghi per le punte senza regista nella zona nevralgica del campo. Bucchi e De Zerbi non si adattano e vanno in castigo. Vince ma non spegne le polemiche di addetti ai lavori e tifoseria. Reja continua per la sua strada, la società lo sostiene, il cammino azzurro è tremendamente efficace. Il Napoli nel girone di ritorno allunga sulle inseguitrici e finisce secondo, alle spalle dei bianconeri.

benvenuti in paradiso — E’ la stagione della purificazione, del ritorno negli eletti del calcio italiano. Arriva lo sconosciuto Lavezzi, mentre Marino soffia il giovane Hamsik ai grandi club. Il tecnico insiste sul 3-5-2, un modulo – ancora privo di regista – che appare ideale per valorizzare gli inserimenti dello slovacco in zona gol. Il Napoli tra le mura amiche batte le big tranne la Roma. Dieci reti in due gare esterne tra Atalanta e Milan mettono Reja nell’ occhio del ciclone. Per la prima volta il tecnico cambia modulo: contro l’ Empoli passa al 4-3-3 con Mannini, prelevato dal Brescia, che affianca Zalayeta e Lavezzi. E’ il 17 febbraio 2008, i toscani al San Paolo si impongono 3-1 approfittando di calciatori confusi per la desuetudine al nuovo schieramento tattico e l’ impazienza dagli spalti. De Laurentiis lascia anzitempo l’ impianto di Fuorigrotta. Rapido dietrofront. Non si cambierà più modulo sino al termine della stagione. Il Napoli riprende vigore, termina in bellezza superando il Milan alla penultima giornata, arriva ottavo guadagnandosi l’ Intertoto.

dalle stelle alle stalle — Il mercato estivo mette a disposizione del tecnico Maggio, esterno destro della Samp, 9 reti nel torneo precedente, oltre a Denis, punta argentina e scommessa di Marino. Nel girone d’ andata la gradazione del tifo raggiunge l’ azzurro più intenso: 33 punti, quarta posizione in classifica dopo una breve parentesi al comando. De Laurentiis, Marino e Reja sono i re magi di Napoli. Il modulo ora funziona, ovvio. Poi la crisi. Un calo atletico repentino e problemi di spogliatoio accompagnano sei sconfitte consecutive in trasferta. Non si segna, Reja, pressato da stampa e tifoseria, prova a cambiare. A Palermo contro i rosanero si presenta con un 4-4-2 mascherato con Maggio schierato sulla linea dei difensori che soffre la rapidità di Miccoli e Balzaretti. E’ il 9 febbraio del 2009. Il Palermo suona la settima per il Napoli. Il dogma del 3-5-2 pare ormai un sortilegio. De Laurentiis è un fiume in piena. Dopo poche settimane si consuma l’epilogo tra Reja e la società. Marino cerca una soluzione ponte sino a fine campionato in attesa di Delio Rossi, in scadenza con la Lazio. Il presidente ingaggia Donadoni. L’ ex ct della Nazionale è figlio del sacchismo, predilige il 4-4-2 o il 4-4-3, sperimentato senza successo sia nelle qualificazioni europee che nella fase finale in Austria- Svizzera. Ma non dimenticate il sortilegio. Il tecnico bergamasco decide di non variare l’assetto della squadra, almeno sino a fine torneo. Ancora 3-5-2. Ancora sconfitte. Il dogma del 3-5-2 pare ormai un sortilegio. De Laurentiis promette l’ acquisto di un regista e di una prima punta.

rivoluzione — L’ estate del tifo azzurro è colorata dalla presentazione in grande stile della nuova rosa, a bordo di una nave da crociera nel porto di Napoli. De Laurentiis piomba da un elicottero ai piedi della nave in stile Apocalypse Now, presenta i nuovi gioielli costati oltre 50 milioni di euro tra cui il diamante Quagliarella, Campagnaro, Zuniga, Cigarini e De Sanctis. Ma Donadoni non è contento: vuole un esterno sinistro, forse per mollare il 3-5-2. Non è accontentato. Marino dice che “sul mercato non ci sono specialisti nel ruolo poiché il modulo è poco utilizzato” mentre il presidente dichiara sulla fascia mancina può essere impiegato Zuniga, “anche se ha sempre giocato a destra”. Il colombiano si infortuna, sulla fascia sinistra è adattato l’argentino Datolo, un oggetto misterioso lungo sei mesi ma titolare nella Nazionale argentina di Maradona come esterno offensivo in un 4-4-2. Ancora sconfitte: prosegue il trend negativo dei mesi precedenti, il 3-5-2 pare aver terminato le cartucce a disposizione. Poi è storia recente: De Laurentiis scende negli spogliatoi nell’ intervallo del match di San Siro perso malamente contro l’Inter per spiegare ai tre centrali come disporsi sul terreno di gioco per poi chiedersi, davanti alle telecamere, perché la sua squadra giochi sempre giocare con lo stesso modulo tattico. Dopo la sconfitta contro la Roma esonera Donadoni e punta su Mazzarri, " obiettivo primario da 2 anni" e in attesa di una panchina di qualità dopo due ottime stagioni alla Sampdoria. Ora tocca a lui. Il modulo? 3-5-2, ovvio. Chissà se quelle cartucce sono davvero finite.

Redazione NapoliSoccer.NET – tratto da gazzetta.it

4 COMMENTS

  1. x ki ha scritto qst articolo: 1 ilprimo napoli di eddy reja era in campo col 4 3 3 ! 2 nell’anno della serie c vinta,altro ke 3 5 2,il modulo era 4 4 2 con trotta e capparella esterni alti,lacimini e grava bassi,fontana montervino in mediana,romito scarlato o ignoffo dif centrali,e calaiò sosa punte.. 3 in serie b si parti’ col 4 3 1 2,con iezzo tra i pali,grava e savini esterni e canavaro domizzi centrali,della difesa a 4. centrocamo a rombo con bogliacino basso,dala bona mezzo sin e montervino mezzo destro,de zerbi dietro bucchi e calaiò.. poiiii è arrivato il 3 5 2 ! ma lo segui il napoli??

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