Calcio: Arbitri; Questura Genova, nessuna scorta per Bergonzi

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La vicenda che vede protagonista l’arbitro Mauro Bergonzi e riferita dal presidente dell’Aia Cesare Gussoni, non trova conferme da parte delle forze di polizia di Genova e Savona, che anzi smentiscono seccamente qualsiasi provvedimento ”di protezione” nei confronti del fischietto. ”Il nome di Bergonzi – spiegano alla Questura di Genova – non e’ mai emerso, ne’ per episodi di aggressioni, ne’ tantomeno per eventuali scorte. Non ci risulta alcun episodio di violenza che abbia come vittima l’arbitro genovese”. Lui, assicuratore della Unipol di Savona, iscritto alla sezione Aia di Genova, rifiuta qualsiasi contatto con i giornalisti, trincerandosi dietro il silenzio. Intanto emerge un episodio che risale al 31 ottobre dello scorso anno, il giorno successivo alla partita Napoli-Juventus. Secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa locali, Bergonzi fu oggetto di una mini contestazione in strada a Savona da parte di un piccolo gruppo di ragazzini, una decina di adolescenti tra i 14 e i 16 anni. I giornali riportarono l’episodio dicendo che l’arbitro genovese era stato raggiunto dai giovanissimi tifosi bianconeri nei pressi nel suo ufficio. I contestatori avrebbero lanciato nei confronti dell’arbitro, ‘colpevole’ a loro dire di aver ‘scippato’ un punto ai bianconeri, alcuni insulti, senza alcuna aggressione fisica. Il direttore di gara avrebbe proseguito il suo cammino senza reagire, raggiungendo poi tranquillamente l’ufficio. Nessuna altra contestazione, ne’ tantomeno aggressione a fantomatici sosia, risulta alle forze dell’ordine delle due citta’ frequentate dall’arbitro genovese. A Genova, nel frattempo, il presidente del Comitato regionale arbitri della Liguria, Camillo Acri, ammette di aver saputo della vicenda solo ieri, nel corso di una riunione plenaria, prevista da settimane, con tutti gli effettivi. ”Non sapevamo di quanto successo a Bergonzi – ha spiegato Acri – e siamo preoccupati: gli arbitri non devono diventare gli zimbelli del calcio”. ”Bergonzi dipende direttamente dalla Commissione arbitri nazionale – spiega il presidente degli arbitri liguri – e quindi dipende da essa. Ma gli siamo vicini come Comitato. Concordo con le dichiarazioni di Gussoni: gli arbitri sono una componente del calcio e devono poter sbagliare come i calciatori. Vanno criticati, ci mancherebbe, ma non si possono dire loro certe cose, ne’ demonizzarli”. Nonostante questa situazione, tra i potenziali arbitri liguri almeno non sembra registrarsi una crisi di vocazioni: ”Abbiamo avuto un incremento nelle iscrizioni – dice Acri – e per fortuna nella nostra sezione non si sono mai verificati problemi gravi, anche se e’ vero che quanto succede alla testa puo’ trasferirsi alla base. Speriamo di no. Gli arbitri vanno accettati per quello che sono, difetti compresi”.
Fonte: ANSA.

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