Marino: Resettiamo e ripartiamo

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"Questi ragazzi non meritano la frusta ma il dialogo". Pierpaolo Marino per un giorno smette i panni di Direttore Generale e veste quelli di padre spirituale del suo Napoli. E a chi, dopo la sconfitta di Bergamo, ha vaticinato scenari di tregenda lasciando presagire dure reprimende, il dg azzurro risponde con la saggezza e l’esperienza. A far intendere che non sempre l’adagio di "mazze e panelle" è propedeutico alla riuscita di ‘figli belli’.
Direttore cosa dirà alla squadra?
"Premetto che mi aspetto sempre una settimana difficile quando il Napoli perde, così come dopo ogni sconfitta, anche per 1-0 su rigore inesistente, soffro al punto da non dormire la notte. Sento molto la responsabilità della squadra e degli umori di questi tifosi che per me hanno sempre rappresentato qualcosa di unico e speciale. Per questo ho chiesto scusa io ed ha chiesto scusa anche Reja, come è giusto che sia, perchè di questa batosta siamo responsabili tutti a partire da me, passando per dirigenti, calciatori, fino ai magazzinieri. Ma detto ciò ora però non vorrei che si ingigantisse il caso. Inutile istruire processi e attuare critiche distruttive. Semplicemente perché domenica noi non siamo esistiti. Non si può analizzare la gara sul campo perché è come se noi in campo non ci fossimo mai scesi. Se ci fossero stati 3-4 giocatori stanchi, spaesati e fuori forma, beh allora avremmo anche potuto discutere e argomentare la sconfitta. Ma una partita del genere, dove tutti e dico tutti, dal primo all’ultimo, hanno reso abbondantemente al di sotto del proprio standard, sfugge a qualsiasi lettura tecnica e tattica. Purtroppo credo ci sia stato un approccio psicologico sbagliato alla gara, ma neppure riesco a spiegarmi fino a che punto la mente possa influire così negativamente sul corpo. Sapevamo tutti che l’Atalanta era una squadra difficilissima. Io stesso in settimana avevo predetto che a Bergamo avremmo rischiato molto. Eppure nonostante le attenzioni, dopo appena 5 minuti di gara io ho capito che proprio non c’era in campo il Napoli che conosciamo".
Come spiega questa debacle?
"Ripeto: non posso attribuirla solo ad una questione psicologica. Probabilmente in settimana abbiamo effettuato i carichi di lavoro per la prima volta su un campo pesante, abbiamo giocato l’amichevole del giovedì sotto la pioggia. Può darsi che tutto questo abbia influito negativamente sulle gambe. Ma è un discorso che approfondiremo. Di certo, anche se l’idea mi fa sanguinare, è meglio un 5-1 che magari un 2-0 che rischi di camuffare evidenti problemi".
Crede che il contraccolpo psicologico si possa ripercuotere sulla squadra?
"Non so. C’è il rischio. Ma io dico che i ragazzi non devono sentirsi eccessivamente colpevolizzati. Io non sono dell’idea che ci siano stati errori in malafede ma solo errori di gioventù. A volte la deconcentrazione è frutto dell’inconscio non della volontà. Proprio per questo io non uso la frusta con questi ragazzi perché non sono certo uno che manda il giocattolo fuori strada. Questa è una squadra che nelle prime 13 giornate ha fatto cose buonissime. L’episodio di Bergamo è assimilabile ad un forte raffreddore che non ha certo bisogno di antibiotici. Noi non faremo alcun ritiro e neppure prenderemo misure punitive o coercitive. Io prediligo il dialogo ed assumere un atteggiamento paternalistico. Vorrei solo che i giocatori facessero tesoro di questa esperienza per capire quale atteggiamento non assumere più per evitare batoste del genere. Adesso resettiamo e ripartiamo da dove avevamo lasciato prima di Bergamo".
E si riparte domenica col Parma. Punta sul riscatto immediato?
"Io voglio precisare che noi non siamo costretti a vincere sempre. Non ce lo ha certo ordinato il medico. L’assillo della vittoria potevamo averlo in C o in B non certo quest’anno in serie A. Noi non siamo il Real Madrid ma neppure la squadra vista a Bergamo. Siamo un buon gruppo con ampi margini di miglioramento. Con il Parma cercheremo senz’altro il riscatto immediato, punteremo sull’orgoglio dei nostri ragazzi ma sappiamo che sarà un’altra gara dura. Il Parma è assolutamente da rispettare".
Come crede che preparerà Reja la settimana in un momento così delicato?
"Reja è un fine psicologo e sa come gestire le situazioni. Ha dimostrato di essere un tecnico valido vincendo l’anno scorso il campionato con la difesa meno battuta anche della Juventus e quest’anno sta dando prova di essere bravo anche nella fase offensiva. Io ho piena fiducia in lui ed ho apprezzato molto l’assunzione di responsabilità che ha mostrato domenica dopo la gara di Bergamo".
Infine Marino chiarisce ancora una volta la linea della Società in sede di mercato. Farete qualche operazione a gennaio?
"Non credo. Voglio ribadire che le squadre non si rinforzano a gennaio. E poi io sinceramente non vedo giocatori giovani e prospettici che possano rinforzarci. Non ci sono in giro giocatori liberi migliori dei nostri. Ed io non compro tanto per comprare nonostante abbia la piena disponibilità economica del Presidente De Laurentiis. Io penso al progetto futuro. Sotto questo profilo sono un diesel ma chi mi coniosce bene sa anche che quando è il momento so essere anche un turbo…"
Redazione Napolisoccer.Net – Intervista tratta da SSCNapoli.it

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