Conferenza Stampa completa. Marino: “Seguirò sempre il Napoli ma mi mancherà tantissimo”

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ALL’INTERNO IL VIDEO DELLA CONFERENZA DI PIERPAOLO MARINO
Dopo cinque anni è arrivato il giorno dell’addio al Napoli di Pierpaolo Marino. L’ormai ex direttore generale del Napoli, senza polemiche ma con tranquillità ed il sorriso sulle labbra, emozionato ha salutato i suoi collaboratori, la squadra ed i tifosi nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio presso il centro sportivo di Castelvolturno. Di seguito l’intervista integrale a cura di Napolisoccer.NET.

Visibilmente emozionato, Marino si accomoda e subito cerca di sdrammatizzare con una battuta: "Premetto che non mi sono presentato per una conferenza strappa lacrime. La mia intenzione è quella di salutare tutti i collaboratori e tutti i tifosi del Napoli" e poi continua spiegando "Si conclude il mio mandato contrattuale, esattamente cinque anni dopo il mio arrivo. Ad agosto 2008 avevamo raggiunto un rinnovo di altri 5 anni a cui ho deciso di rinunciare, mi è bastata una stretta di mano con il presidente, ci siamo lasciati in perfetta sintonia, e non vi nascondo che c’è stata reciproca commozione. Nei primi anni ho fatto un pò di tutto, accettando nel 2004 con entusiasmo la chiamata di Aurelio De Laurentiis, lasciando l’Udinese. Sono venuto per dare una mano al Napoli, dopo uno scudetto ed una coppa Uefa, caduto nel punto più basso della sua storia. Mi fa piacere di essere venuto, anche se in quei giorni mi sono anche un pò spaventato per il compito oneroso. Un pò di paura per le difficoltà mi erano venute ma poi sono andate via. Tutti i particolari forse neanche li sapete e forse un giorno, appena possibile, scriverò un libro su questi cinque anni. Il titolo non ve lo dico altrimenti Aurelio se lo deposita e me lo toglie, ma dal Cittadella siamo arrivati a giocare a Lisbona con il Benfica. E’ stata veramente un’avventura epica.  Mi sono considerato sempre un "corridore solitario" e mi dicevo: "Hai voluto la bicicletta, ora pedala"… ed ho pedalato tanto. Inoltre, devo ringraziare molto il commendatore Cristoforo Coppola, che ci ha dato la possibilità di creare il centro a Castelvolturno. Alloggiavo qui all’Holiday Inn e la mattina di Napoli-Chieti, mi affacciai alla finestra e vidi quattro riflettori, chiesi informazioni credendo che fosse un campo di calcio e mi fu spiegato che era un vecchio galoppatoio. L’idea però mi era venuta in mente, così parlando con i Coppola decidemmo di costruire qui il nostro quartier generale. Inizialmente mancavano gli spogliatoi e le docce, ricordo che una volta andai con Starace a comprare due stufe a gas per lo spogliatoio. Ringrazio inoltre i miei collaboratori, Santoro, Carpino e Baldari, ancora ricordo quando la sede del Napoli era in uno spazio all’interno della hall dell’Holiday Inn in una piccola stanza, in quei tempi, credetemi, esisteva solo un nome: "Napoli Soccer", poi il nulla. Oggi lascio un Napoli – conclude Marino – in ottime condizioni, dopo aver eseguito pienamente il mio mandato. Il presidente mi chiese di portare il Napoli in Europa in 5 anni e di mantenere i conti in ordine. Posso dire di aver raggiunto l’Europa in 4 anni e di lasciare la società con un ottimo bilancio. A De Laurentiis sono grato ed ho la coscienza tranquilla per il mio operato. Siamo partiti da zero ed abbiamo raggiunto obiettivi impensabili. Devo solo ringraziare Aurelio De Laurentiis che mi ha scelto ed ha avuto fiducia in me, dandomi carta bianca. In questi anni ci siamo tolti molte soddisfazioni, abbiamo battuto 2 volte l’Inter e la Juventus, così come il Milan negandogli la qualificazione alla champions. Di certo avrò commesso degli errori, così come ne ho commessi in ogni parte dove ho lavorato, ma tutti gli errori sono stati fatti in buona fede. Il futuro azzurro non può che essere roseo, con un presidente fortissimo economicamente parlando ed una squadra che vale più degli attuali 7 punti".
Successivamente alle dichiarazioni di Marino sono iniziate le domande dei giornalisti presenti, alle quali il direttore generale ha risposto con estrema tranquillità.

De Laurentiis ha espresso molte critiche nel dopo Napoli-Siena. Cosa ne pensa?
"Non ho intenzione di ribattere alle critiche, preferisco analizzare questi 5 anni. Il comunicato pubblicato è stato dettato dal Presidente alla segretaria e io non ho assolutamente da rispondergli. Io vado via perchè ritengo che il Napoli nella seconda fase ha bisogno di rispecchiare gli intenti di un calcio diverso, seguendo le intenzioni di  De Laurentiis. Io ho rivestito un ruolo che in quel determinato momento mi faceva apparire anche come una persona antipatica, autoritaria e dittatoriale, atteggiamenti che servivano a far ripartire il Napoli. E’ stata una grande responsabilità ed io oggi sono sereno e tranquillo, ho fatto quello che dovevo fare e sono orgoglioso, perchè è stato addirittura più importante dello stesso scudetto. E’ stata una ripartenza per un futuro luminoso e desidero ringraziare Aurelio. Mi chiamo fuori, rinunciando ai cinque anni di contratto che avevo, per amore del Napoli. Non potevo continuare con un metodo diverso da come avevo sempre fatto. Il presidente è una carta assorbente ed in cinque anni ha imparato tutto, e quindi proporrà cose importanti per i tifosi del Napoli, ed io da tifoso seguirò con amore le vicende della squadra. Applaudirò sempre il nuovo Napoli. Si riparte da una base giovane: Hamsik, Lavezzi, Gargano, Quagliarella e Santacroce sono giovani e di prospettiva".

Pensa di aver sbagliato in qualcosa? In cosa?
"Il mio errore risale alla fine dello scorso campionato. A maggio, dopo il crollo verticale del girone di ritorno, in cui vi dico la verità, pensai anche che non saremmo riusciti a fare i punti necessari alla salvezza, volevo lasciare il Napoli perchè ritenevo chiuso il mio ciclo ed avevo ricevuto offerte importanti. Una in particolare dall’estero per me molto importante professionalmente. De Laurentiis non ha voluto, e siamo andati avanti".

 

Cosa pensa del mercato e di eventuali errori? Qualche giocatore non sta rendendo come ci si aspettava?
"Questo calciomercato è stato fatto collegialmente, e non lo dico per sgravarmi. Lo stesso De Laurentiis è intervenuto con vari presidenti in prima persona. Quagliarella ci ha migliorato molto in atacco. Cigarini è stato fortemente voluto da Donadoni così come Floccari che però non siamo riusciti a prendere. Donadoni, essendo di Bergamo, aveva avuto modo di seguirli all’Atalanta, entrambi sono stati i primi 2 giocatori richiesti da Donadoni. Cigarini prendera’ le redini del centrocampo deve solo acuistare fiducia nei suoi mezzi, il futuro è suo. Mannini l’abbiamo dato alla Sampdoria in cambio di Campagnaro e per ora sta facendo benissimo. Spero che continui così perchè sarebbe un vantaggio anche per il Napoli nel prossimo calciomercato, visto che è in comproprietà. Campagnaro poi non si discute: peccato per l’infortunio, ma è forte".

Cosa si tiene dentro? C’è qualcosa che vorrebbe cambiare di questi 5 anni?
"Non porto nessun rancore perchè penso che nella vita come nel lavoro bisogna andare avanti, accettando le critiche ma continuando a lavorare serenamente. Sono grato a De Laurentiis e vi dico che le cose che ha detto non le pensa ma le ha dette solo per accellerare la mia uscita. Del resto avevo già preso questa decisione dopo Milano. Mi piacerebbe cambiare tante cose ma non ho la sera di cristallo e non esiste la macchina del tempo ma comunque sono soddisfatto per quanto fatto a Napoli in 5 anni".

Perchè è stato adottato un silenzio stampa tanto prolungato?
"Fare il silenzio stampa non è una mia scelta di vita. A Napoli ci sono molte complicazioni e nei momenti difficili, soprattutto nel periodo in cui il Napoli doveva assestarsi in serie A, il silenzio stampa è stato propedeutico a ritrovare serenità. Napoli è cambiata molto, prima c’era solo la carta stampata e le TV nazionali, oggi ci sono numerosi network e si parla del Napoli tutti i giorni sfruttando il senso di appartenenza alla squadra dei tifosi. Questo, in alcun casi, ci ha creato difficoltà".

Cosa pensa del giudizio del presidente De Laurentiis circa la gestione monocratica della società? Perchè non farsi affiancare da nessuno?
"All’inizio il Presidente non conosceva il meccanismo del calcio e mi chiese certezze ma lui spesso era lontano per motivi di lavoro. Questo fece nascere in me l’idea di dover affrontare tutto da solo. Devo riconoscere che è stato un lavoro immane, di certo l’inserimento di altri dirigenti avrebbe allevviato il mio lavoro. però nel tempo sono stato aiutato dai vari collaboratori, da Santoro a Vallefuoco. I tempi cambiano e forse non sono al passo, personalmente continuo a credere che non ci vogliano dieci persone per dividersi i compiti ma le idee di De Laurentiis sono diverse. Se c’è una gestione che cambia è giusto che mi faccia da parte".

Rimpianti per qualche giocatore che avrebbe voluto al Napoli?
"Ne ho tanti ma dico Di Natale. Prima mi invogliò alla trattativa con l’Udinese ma quando tutto fu deciso, per motivi suoi, non accettò il trasferimento".

 

Come è nata la promessa fatta a Lavezzi?
"Con lui ho un ottimo rapporto. Ricordo che avevamo rinnovato da sei mesi, poi lo scorso gennaio i suoi procuratori mi infromarono dell’interessamento di un club inglese. Risposi che se avesse continuato su quei livelli e se il Napoli fosse arrivato in Europa, ci sarebbe stato l’adeguamento. Dopo il calo che c’è stato, ha fatto bene De Laurentiis a rifiutare gli aumenti sia lui che agli altri".

A quale dei 2 cicli a Napoli rimarrà più legato?
"Nel primo ero un giovane dirigente, eppure posso dire di aver portato giocatori come Romano, De Napoli e Carnevale. Ma in quella squadra c’era Maradona, lui vinse lo scudetto. Il secondo ciclo è stato un banco di prova molto più difficile. Siamo ripartiti da zero ed abbiamo ricostruito la realtà Napoli partendo da un nome: Napolisoccer".

Decidere un tetto ingaggi è stato un bene o un male? Ed i diritti di immagine?
"Potrei cercare un alibi ma non lo faccio. Il tetto ingaggi è una decisione mia perchè credo sia meglio spendere qualcosa in più per i cartellini piuttosto che per gli ingaggi. Così facendo non si pregiudica il futuro economico del club. Comunque il tetto d’ingaggi salirà, questa è l’idea del presidente. Detenere i diritti di immagine è un’intuizione di De Laurentiis e la trovo giusta. In futuro molte squadre adotteranno questa strategia, ha iniziato già il Real Madrid. Dico che bisognerà saperli sfruttare, oggi il Napoli non li sfrutta, si deve creare una grande struttura che sappia farli fruttare al meglio".

Cosa pensa del mercato di agosto e come credeva di intervenire in quello di gennaio?
"Quello del Napoli è un buon organico e deve essere ben valutato. Non dovete credere che si perde a Genova solo per la mancanza dell’esterno sinistro oppure con l?inter. Giocare con il centrocampo a 5 rende difficoltoso trovare interpreti adatti. Non siamo riusciti a prendere De Ceglie dalla Juventus, che si è tirata dietro. Per Dossena ci sono state complicazioni sull’accordo economico con il giocatore. Credo in Datolo, ha buone qualità per rendere in quel ruolo".

De Laurentiis cambierà anche in panchina?
"Non posso e non voglio rispondere io, questa non è una domanda da fare a me. Dico solo che Donadoni è un bravo allenatore, ma vorrei vederlo più grintoso".

Ha un momento in cui crede che il giocattolo Napoli sia entrato in crisi?
"Direi in occasione di Napoli-Roma. Quando fu annullato il gol di Zalayeta e non fu sanzionato il fuorigioco di Mexes la squadra andò in crisi ed i ragazzi dovettero fare i conti per la prima volta con i fischi del San Paolo. In quell’occasone qualcosa ha ceduto".

Il calcio italiano è pronto le idee innovative di De Laurentiis?
"Il presidente ha grandi idee ma non so se gli altri sono in grado di seguirlo".

Cosa pensa di Gerolin come suo successore?
"E’ una brava persona, con la quale ho anche lavorato. Ma ora come ora è inutile dare consigli a De Laurentiis che sicuramente sa cosa deve fare".

 

Il futuro di Marino?
"Per il momento mi riposerò dopo 12 anni di attività continuativa un pò di riposo non guasta. Di certo non mi annoierò".

Le sue sensazioni all’addio di Reja?
"Ero veramente commosso, Edy Reja è diventato per me un grande amico, il nostro rapporto va molto al di là del lavoro svolto assieme. Lui ha dato tanto al Napoli ed  ha anche ricevuto tanto".

Come mai non si è pensato ad un cambio di modulo?
"Sono state seguite le indicazioni di Donadoni che in tutte le riunioni ci ha sempre detto di voler giocare con il 3-5-2 perchè modulo più offensivo ed a suo dire è il modulo che meglio si adatta alle caratteristiche dei giocatori a disposizione".

Le mancheranno le dispute con i "sapientoni"?
"Moltissimo. Dico solo di aver visto molte persone portarmi rancore, altri al mio posto avrebbero reagito diversamente rispondendo per le rime. io ho sempre cercato di rispondere ironicamente sperando di essere stato aprpezzato per questo".

dall’inviato a Castelvolturno Josi G. Della Ragione

 

 

 



6 Commenti

  1. Ciao Direttore, ti ringrazio per quello che hai fatto in questi 5 anni e non ho mai dimenticato quello che hai fatto alla tua prima esperienza a Napoli: uno scudetto vinto soprattutto grazie al “RE” el Pibe de oro, ma anche grazie ai positivi innesti di Romano, De Napoli e Carnevale, giocatori fondamentali e decisivi all’epoca… Non dimentico quello che hai costruito in questo nuovo ciclo, portandoci, insieme col Presidente e con il gentiluomo Eddy, dall’inferno alla A e, anche se per poco, in Europa… Non dimentico le intuizioni del mercato, tra cui Hamsik, Lavezzi, Gargano, Santacroce, Mannini, Contini, Domizzi, Calaiò e tanti altri ancora, che hanno permesso di salire sui palcoscenici che ci competono… Ti ringrazio perchè (e questo va sottolineato, perchè nessuno l’ha messo in rilievo) siamo tra le pochissime società con il bilancio sano ed in attivo e questo è frutto del tuo buon operato…
    Purtroppo ultimamente qualche errore è stato commesso e credo che questo sia anche dovuto all’esigenza della piazza, che ha voglia di crescere e tornare grande (come noi tutti vogliamo)… Bisogna riconoscere che si potevano cedere prima certi giocatori e valorizzare maggiormente i validi giovani… Per questo il Presidente, che ha voglia di crescere, doveva giocoforza prendere una decisione secca… Serviva una nuova sterzata e ci auguriamo tutti che arrivi per il bene della nostra squadra, di quel Napoli che tu, Direttore, amerai per sempre!!…
    Forza Napoli sempre!!!!…. Arrivederci Pierpaolo…

  2. x sangue azzurro
    incredibile che ci sia gente come voi che dia parole d’elogio a marino.
    Con i soldi avuti da de laurentis avrei fatto anche io quello che ha fatto lui. Con un altro al posto suo ieri sera avremmo fatto compagnia alla fiorentina in CHAMPIONS.
    Mi fate ridere, via anche voi presunti tifosi

  3. Rispondo a Martino: mi spiace vedere che non hai recepito in pieno il mio messaggio.. Non ho solo elogiato Marino, l’ho anche criticato… L’ho elogiato e ringraziato per averci aiutato, sempre grazie al fondamentale apporto del Presidente, a risollevarci dalle ceneri… E questo caro Martino è innegabile… E poi l’ho criticato per le ultime due stagioni, per le scelte fatte, pressochè tutte sbagliate e prive di risultati… Io ho il sangue azzurro da quando sono nato e ho vissuto un bel pò di anni le imprese e le gesta del grande Napoli (compresi gli anni in cui Marino era un giovane direttore), tu non so o forse non so se ti ricordi…. E comunque forza Napoli sempre!!

  4. anche io ho vissuto l’era d’oro ma se ti ricordi bene lui, a parte romano e il ciuccio de napoli, non ha fatto piu’ di tanto. non ti dimenticare che il quel napoli c’era un certo italo allodi che e’ stato a fare tutto. poi colpito da malore alla vigilia di napoli ascoli 3-0 ultima del girone di andata che ci laureo’ campioni d’inverno dovette defilarsi e rimase marino con il famoso “cocco ammunnato e buono”. poi qualche anno dopo subentro’ lucianone moggi.
    quindi ti ribadisco che come al solito sparate cazzate senza conoscere la realta’. attenzione che dalle dichiarazioni che stanno venendo fuori da chi stava con lui (reja, viviani, savini ecc. ecc.) quindi prima di elogiare ed essere cosi’ convinti iop starei molto attento!!!!!
    ciao

  5. Un d.g. non si può giudicare solo dal mercato.
    Contano la gestione della società, i rapporti con la stampa, il bilancio, etc. In questo Marino non ha fallito, anzi ha ottenuto ottimi risultati.
    Sul piano tecnico-sportivo ha fallito soprattutto sul piano delle cessioni e sulla scelta di Pazienza. Altri pacchi li hanno voluti Presidente ed allenatori (Reja compreso che ha voluto Rinaudo!).
    In più si è dimostrato nei fatti un Signore ed affezionato al Napoli.
    Temo che paghi soprattutto la vendetta di Lavezzi-Mazzoni.

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