S’è scassata ‘a pazziella!

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Niente che fili liscio, a Napoli è sempre tutto più complicato del previsto. Bisogna aspettare affinchè questa vicenda, per molti aspetti torbida, abbia una chiave di lettura ragionevole. Gli interrogativi generati rimangono per il momento insoluti, mentre ancora sul tappeto è l’attesa pronuncia sull’allenatore, che frigge sul banco degli imputati. Mi chiedo però come mai questa resa dei conti sia arrivata in maniera così improvvisa quanto plateale. Uno spettacolo poco edificante, ma risolutivo, quello messo in scena dal presidente del Napoli. Mi chiedo quale sia stato “l’affronto” improvviso di cui Marino si è reso, forse celatamente, colpevole. Non mi spiego altrimenti la tignosità mostrata dal presidente nell’escalation di accuse mosse a rate e pubblicamente nei confronti del suo braccio destro. Indubbiamente in città, Marino, era da tempo posto sotto il fuoco incrociato degli addetti ai lavori, nonché di una grossa fetta della tifoseria. Nulla lasciava presagire l’improvviso smarcamento del proprietario del club, dal binomio costituito insieme al dg, quando le responsabilità apparivano equamente distribuite, anche in virtù della solidità del rapporto fin qui dimostratamente costruito. Un simile epilogo potrebbe anche avere effetti devastanti sul club qualora De Laurentiis non abbia pronto un “piano B” serio ed efficiente. Si immagina, perciò, che abbia già in mente i destinatari di quel progetto di espansione societaria denominato “work in progress”. Per quanto dure, le parole del presidente infondo lasciano ancora una porticina aperta a Marino (come Ds) anche se i margini appaiono flebili, tenuto conto del carattere buccioso dell’irpino. Il chiarimento quindi servirebbe ad aprire quanto prima il ventaglio delle opzioni che stando media sarebbero professionisti apprezzati come Lucchesi, Zanzi, Nani, Baldini gli accreditati al ruolo di dg, Gerolin per il ruolo di ds, mentre Rossi, Mancini e Mazzarri i futuribili allenatori. Una cosa è certa, al di là dei modi, la testa di Marino era appetita già da tempo dalla piazza che rimane ancora in attesa di quella di Donadoni, perché convinta che per puntare in alto (… all’Europa, all’Asia ed alle Americhe…) il progetto tecnico andrebbe affidato ad un trainer-manager di comprovata esperienza ed affidabilità. Mancini potrebbe liberarsi subito, Spalletti purtroppo solo tra otto mesi, che nel calcio sono lunghi, imprevedibili e relativi. ‘A pazziella s’è scassata? Mò, accattatavella ‘bbona!

Antonello Greco

6 COMMENTS

  1. anke un neofita del calcio capisce ke marino quest’anno l’ha fatta davvero grossa…questa nn è una squadra ma una riga…giocatori presi ke se pur validi nn servivano e poi delle scommesse come il ciga…..100 miliardi spesi per cosa…18 milioni per quagliarella…ma stiamo skerzando? per fargli fare la prima punta…facile fare così con i soldi degli altri…

  2. QUESTA E’ UN’INTERVISTA RILASCIATA AD UN TG ARGENTINO IL 2 AGOSTO MADITATE GENTE MEDITATE….

    Pocho, però di tutta questa storia qualcosa avrai da dire?
    “Sinceramente è brutto quando il tuo Presidente parla così, però io voglio solo dimostrare che le cose non stanno come le hanno raccontante. Se avrò la possibilità di restare al Napoli, si verrà a sapere che le cose non stanno così e la gente che parla male di me sta equivocando. Speriamo che tutto vada bene. Se resto o se vado via non dipende da me, ma dalla dirigenza”.

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