Napoli – Siena 2-1, una vittoria “squarciacrisi”!

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Stessi punti in classifica, ma ambizioni diverse. Se il Siena da questa trasferta cercava punti e risposte positive in termini di classifica, il Napoli necessitava di una vittoria chiara e limpida per scacciare i fantasmi delle ultime settimane. Né l’una, né l’altra. Nel senso che gli azzurri conquistano, sì, i tre preziosi punti in palio ma senza mostrare miglioramenti significativi in termini geometrici e caratteriali, di gioco e di intesa, rimandando la risoluzione definitiva di alcune problematiche solo di qualche settimana. Donadoni, infatti, soffre non poco l’organizzazione di gioco di Gianpaolo che schiera una squadra corta e larga con Fini avanzato sull’out di Maggio, proprio per rintuzzare le scorribande dell’esterno azzurro su quella fascia. L’atteggiamento tattico del Siena costringe il Napoli a lanci lunghi che scavalcano sistematicamente Cigarini, mentre la difesa va in affanno ad ogni serio affondo di Fini e Maccarone, con l’aggravante che per quasi tutto il primo tempo, sul versante sinistro restano troppo in ombra le scarpette di Datolo ed Hamsik. In questo quadro apparentemente desolante il Napoli riesce a trovare il bandolo della matassa solo verso la mezz’ora quando la coralità di manovra torna a fare finalmente capolino ed a giovarsene è Lavezzi che al 26° trova sul filo del fuorigioco la rete del vantaggio che gli viene ingiustamente annullata da Valeri su segnalazione del suo collaboratore. Altra determinante incertezza capita al direttore di gara 4 minuti dopo, quando non assegna al Napoli un calcio di rigore per un netto fallo in area di Jajalo su Maggio. Gli azzurri, malgrado abbiano un vero e proprio un conto aperto con Collina, non demordono, Quagliarella prova a fare la sua parte anche se col Pocho l’intesa è ancora lontana, ma riesce a vestire i panni del rifinitore quando al 40° con un traversone squarcia l’area senese mette Maggio in condizioni di battere a rete per il vantaggio, solo che sulla linea salva Del Grosso. Poi si ripete al 4° minuto della ripresa per servire l’assist che Datolo regala ad Hamsik per la rete del vantaggio. La reazione senese è rabbiosa quanto immediata, al 56° infatti Maccarone prima mette a sedere Rinaudo sotto gli occhi attoniti di un impotente Cannavaro e poi incrocia il sinistro che diventa avvelenato per De Santis. L’1-1 non scoraggia il Napoli che ancora con Quagliarella cerca la via della rete, stavolta con una azione personale che porta al fallo di mani in area di un difensore senese. Stavolta il rigore viene concesso ed a calciarlo, con Donadoni che richiama all’ordine, è Hamsik che dopo la ribattuta di Curci sigla al 64° il definitivo 2-1. La girandola delle sostituzioni, che tra le fila bianconere regala anche uno scampolo di partita anche all’ex Calaiò, non cambia le sorti del match: troppo importante per gli azzurri il successo che di sicuro non metterà il coperchio ad una crisi che sembra ora una pandemia. Già. Perché il “carico” che De Laurentiis consegna alla stampa in tarda mattinata non è altro che il benservito a Marino, colpevole a suo dire di non essere riuscito a creare una struttura societaria solida ed efficiente, genesi, invece, delle disavventure tecniche in cui il gruppo di Donadoni sta navigando. La cronaca e le discussioni tecniche della partita passano perciò in secondo piano, la scena è tutta per lo scontro tra presidente e dg, con il primo che non le manda mai a dire sfruttando a menadito i riflettori che i media gli concedono e tirando fuori, così, da consumato attore qual è, i suoi soliti coup de théâtre; il secondo, invece, che fa di risentimento ed orgoglio i suoi principali cardini professionali, pur conoscendo il focoso carattere del suo amico Aurelio, ha gonfiato la zattera ed abbandonato la nave, lasciando anzitempo, prima del fischio d’inizio, la panchina del S. Paolo. Memore dei numerosi teatrini messi in scena dagli attuali interpreti in passato c’è da chiedersi quale sia l’epilogo finale. Saprà Marino incollare nuovamente i cocci oppure sarà De Laurentiis a portarli via con un immediato colpo di scopa? Chissà, forse per il Napoli inizia veramente adesso il secondo ciclo progettuale… dopo Reja, pare, ora tocca a Marino.
Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.NET

8 Commenti

  1. forza napoli!!!!!!!!!!!!!!! è questo che deve fare il tifoso,non pensare di essere meglio di un tecnico o di un direttore sportivo,volete fare la campagna acquisti,la formazione,esonerate l’allenatore e decidete pure chi prendere al suo posto, dimenticandovi di essere solo tifosi,ad ognuno il proprio lavoro,ma per piacere

  2. Il prossimo è Donadoni, ma gli arbitri quest’anno ci stanno danneggiando maledettamente e fino ad oggi possiamo dire di avere almeno 3-4 punti in meno.
    Per questo ringraziamo il sig. Collina.

  3. ora bisogna che tu aurelio concedi i diritti di immagine ai calciatori e concedi gli adeguamenti degli stipendi a chi se lo merita …se no questi scendono in campo per onor di firma.

  4. Puff…speriamo che mi sbagli, ma io sento aria di tempresta! Stó presidente é troppo “squarcione”, un imprenditore serio non “smerda” così i suoi collaboratori. Marino ne viene fuori con l’mmagine a pezzi e questo non é corretto né professionalmente né umanamente. Smettiamola un attimo di ragionare da tifosi e spopesiamo bene i comportamenti di rispetto ai i suoi dipendenti, proviamo a metterci nei panni di chi viene licenziato in diretta TV, o aggredito fisicamente (vi ricordate quel signore di Reja). Questo signore bisogna che si dia una ridimensionata. Napoli é la cittá di De Filippo (uomo e galatuomo) e di Totó (siamo uomini o caporali?) e a noi certe cose nonlpiacciono. Per certi comportamneti c’é Milano!!!

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