Bergonzi minacciato dopo Napoli-Juventus. In esilio e sotto scorta!

2
80

Il grido d’allarme lo aveva lanciato ieri il presidente dell’Aia, Cesare Gussoni, rivelando che ”molti direttori di gara di serie A sono stati minacciati e offesi pesantemente". "E’ arrivato il momento di dire basta – ha dichiarato con fermezza Gussoni – anche alle trasmissioni fatte sulla pelle degli arbitri. Siamo minacciati noi e le nostre famiglie: la situazione è grave, e va fermata prima che sia troppo tardi”. Parole pesanti che registrano un clima di attacco frontale agli arbitri, e che non si limita piu’ alla sola contestazione verbale, al punto che un uomo, scambiato per un arbitro, è stato sequestrato e si è salvato dal linciaggio rivelando di essere solo un direttore di banca. L’obiettivo era ”un arbitro di primissima fascia” e che avrebbe diretto una squadra che si è detta particolarmente vessata dai direttori di gara. Dopo questo episodio, allo stesso arbitro è stato consigliato dalle forze dell’ordine di vivere fuori provincia.
Tra gli arbitri che hanno subito le minacce più gravi vi sarebbero l’arbitro Bergonzi, che ha diretto l’infuocata Napoli-Juve dell’andata, e Farina che, dopo la contestata Catania-Inter e il mancato terzo tempo finale, avrebbe ricevuto un sms con insulti.
Questa mattina, Repubblica.it, svela il nome del direttore di gara. Ecco quanto si legge nell’articolo a firma di Fulvio Bianchi: Nascosto, come un pentito di mafia. Protetto dalla polizia lontano da casa, per due settimane. Ma è successo a un arbitro, "assolutamente di prima fascia" come ha denunciato il presidente degli arbitri, e vicepresidente federale, Cesare Gussoni. Non fa nomi ma si tratta dell’assicuratore di Savona che fa parte però della sezione arbitrale di Genova, Mauro Bergonzi, protagonista contestatissimo di Napoli-Juve (del 27 ottobre scorso: 3-1 con due rigori molto dubbi a favore della squadra di casa) fermato per un lungo periodo da Pierluigi Collina. I più discussi ultimamente erano stati anche due internazionali, Paolo Dondarini di Finale Emilia e Stefano Farina di Roma. Il primo aveva sbagliato in pieno la partita Reggina-Juve (2-1), scatenando le proteste della società torinese sfociate nella famosa lettera ai vertici federali e arbitrali. Il secondo era stato protagonista di Catania-Inter, (0-2 per i nerazzurri) contestatissimo – ma in maniera civile e ironica – anche dal pubblico (tanto che poi Farina aveva saltato il terzo tempo).
Gussoni ha parlato anche delle lamentele della Juventus sui presunti torti arbitrali: "Ho pensato di non rispondere nemmeno alla loro lettera aperta che hanno scritto dopo Reggio Calabria: d’altronde, dovrei rispondere ogni anno a 12.000 lettere, a tutte le società che si lamentano e che mi scrivono". Il presidente dell’AIA ne ha anche per Zebina che in un’intervista ha parlato di una "strage di punti" per colpa degli arbitri: "Non so se conosce bene il vocabolario italiano. Da noi basta un errore per suscitare subito un sospetto: è uno sport tutto italiano, fa parte del nostro Dna. Ma i nostri errori sono sempre in buona fede".
Sugli episodi denunciati da Gussoni indaga la Digos. Non è un segreto che il designatore Collina di minacce in questi mesi ne ha ricevute tante, compresi anche due proiettili, e da tre mesi è costretto a vivere sotto scorta.
Redazione NapoliSoccer.NET



2 Commenti

  1. Se imparassero a fare gli arbitri lasciando da parte foto ricordo ed amicizie particolari sarebbero più liberi e sereni, così da sbagliare meno, perchè lo sbaglio umano quello c’è e ci sarà sempre…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here