Dieci-domande-dieci sulla crisi del Napoli, di Diego Del Pozzo

8
56

Riportiamo di seguito un’interessante e intrigante articolo scritto dal giornalista Diego Del Pozzo e pubblicato sul blog calciopassioni, in merito alla crisi degli azzurri.
Dopo l’umiliante sconfitta di ieri sera a San Siro contro l’Inter, la confusione in "Casa Napoli" è, se possibile, aumentata ancora di più: nessuna reazione da parte della squadra per l’intero secondo tempo e un allenatore che, nel dopo-gara, parla come se volesse farsi mandar via.
A questo punto, mi è venuto spontaneo elaborare un elenco di dieci-domande-dieci da sottoporre al presidente Aurelio De Laurentiis, al direttore Pier Paolo Marino e al tecnico Roberto Donadoni, per me i tre principali responsabili dell’attuale situazione.
1) Chi ha avallato la cessione di Daniele Mannini in comproprietà alla Sampdoria, privando la squadra dell’unico giocatore in rosa capace di giocare esterno sinistro nel 3-5-2, assicurando qualità e risultati sia in fase offensiva che difensiva? Credo che, se continua così, Mannini andrà ai Mondiali con l’Italia di Lippi.
2) Chi ha deciso di non sostituirlo, durante il mercato estivo; contemporaneamente privando la squadra anche di un buon rincalzo come il giovane Luigi Vitale (ceduto in prestito al Livorno), lasciando così il fronte sinistro del centrocampo a cinque in mano ai soli Datolo (che è un’ala pura e ha difficoltà in fase difensiva) e Aronica (niente più che un onesto terzino), entrambi da adattare in un ruolo non loro?
3) Chi ha deciso di spendere 8.5 milioni di euro per acquistare un ottimo terzino destro da 4-4-2 come Juan Camilo Zuniga, che però nel centrocampo a cinque del Napoli non avrebbe potuto far altro che giocare nell’identico ruolo già coperto da una delle stelle della squadra, cioè Christian Maggio? Insomma, si è acquistata una riserva per quella cifra esorbitante? Non sarebbe stato più saggio spendere tutti questi soldi per la fascia sinistra, essendo la destra già coperta adeguatamente?
4) Collegata alla precedente, c’è una questione di carattere più generale: perché si continua a sprecare il cospicuo budget messo a disposizione dalla proprietà, sperperandolo in operazioni di dubbia utilità e in acquisti di giocatori che, nelle squadre di provenienza, sono niente più che riserve (i casi più eclatanti sono quelli degli strapagati Rinaudo e Pazienza, per le cui cessioni Palermo e Fiorentina stanno ancora ridendo)?
5) Come può, una squadra ambiziosa come il Napoli, giocare con un centrocampo tanto leggero e così male assortito com’è quello composto da Gargano-Cigarini-Hamsik? Chi dà peso e fisicità? Chi ha dato indicazioni tecniche per assemblarlo così?
6) Non servirebbe un attaccante di maggior peso e atletismo, magari un Denis più forte, in modo da poter variare il modo di attaccare della squadra (monocorde e spesso sterile) e, soprattutto, evitare l’assurdo logico dei continui cross dalle fasce senza nessuno in grado di intercettarli efficacemente di testa?
7) Come si può impedire che il gioco del Napoli dipenda totalmente dalle "lune" di Ezequiel Lavezzi, senza alcun ordine, nessuna logica, un po’ di varietà?
8) Perché Marek Hamsik continua a sparire quando affronta le grandi squadre o gioca in stadi prestigiosi? E’ questione di scarsa personalità o c’è qualcos’altro?
9) Com’è possibile che la squadra sia così timida e sbiadita ogni volta che gioca in trasferta; e che l’allenatore non riesca mai a caricarla a dovere né a evitare il naufragio alla prima difficoltà?
10) Assodato che il 3-5-2 non è un modulo che Donadoni predilige, perché non si è approfittato delle ultime partite, inutili, dello scorso campionato e della preparazione estiva per impostare la squadra direttamente secondo un altro sistema tattico, magari il 4-3-3 prediletto dal tecnico bergamasco o con un più razionale 4-4-2?
Di domande da fare ce ne sarebbero tante altre, ma sarebbe bello se qualcuno, per iniziare, provasse a rispondere almeno a queste dieci.
Diego Del Pozzo – Calciopassioni

Per commentare e leggere anche altri articoli del giornalista clicca qui: http://calciopassioni.blogspot.com/

 



8 Commenti

  1. Tutte domande giuste, soprattutto riguardo alla programmazione tra direttore sportivo e allenatore. Sono anni che il metodo sembra quello di fare comprare a Marino quello che capita, e poi l’allenatore segue a ruota (non deve essere un caso che gli ultimi allenatori hanno una personalità così scarsa). L’acquisto di Datolo l’anno scorso (quando avevamo disperto bisogno di un regista, di un terzino sinistro e di una punta efficace) e peggio ancora quello di Zuniga quest’anno sono incomprensibili se si usa la logica, così come l’idea di abbassare ancora di più la squadra con Quagliarella (vedi calci piazzati con l’Inter) e nemmeno prendere una delle contromisure più ovvia, cioè un portiere imbattibile nelle uscite alte (e invece…stessi difetti di Iezzo !!!!).
    Però, non esageriamo con Mannini: se Lippi lo chiamasse sarebbe solo l’ennesima dimostrazione della sua cecità, gia ampiamente conclamata quando ha chiamato Maggio e Pazzini (tutti onesti lavoratori senza il genio di Cassano dietro).

  2. che sono sono un branco di id****i è ormai chiaro a tutti…il primo di tutti è indubbiamnete MARINO, che di calcio e di giocatori secondo me non ha capito mai niente. e perdipiù è pure presunzioso di poter allestire e dirigire una squadra di serie A.
    il secondo id***a è indubbiamante il presidente : l unica sua colpa è quella di non aver ancora capito che Marino può fare solo il rachettapalle… .o ho l ‘ha capito ???
    A Donanodoni recrimino solamanete poco carattere , anzi zero . Del Resto è stato scelto da Marino proprio per questa caratterstitica, e come il buon Rea…..

  3. Marino di cavolate ne ha fatte; è vero. Ma la colpa principale è di De Laurentiis: lui non ha voluto coprire la fascia sinistra, lui ha imposto Donadoni, oltretutto l’anno scorso, bruciandolo oggi perchè ormai sono 16, dico 16, partite che il suo Napoli fà ridere.
    Rinaudo lo ha voluto Reja.
    De Laurentiis ha fatto tutto questo mercato, tranne Campagnaro, voluto da Marino e che ha comportato il sacrificio di Mannini.
    Le cessioni le ha volute De Laurentiis e Donadoni: ricordate che il presidente aveva tuonato anche di svenderli; e così è stato per Blasi e Vitale e Montervino Zalayeta; gli altri non li vuole nessuno … e non gli possiamo dare torto.
    Le uniche “idee” di Marino sono state: Pazienza, Datolo e Cigarini (e meno male sennò arrivava Conti!).

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here