Il decalogo della quarta giornata, di Diego Del Pozzo

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Ecco le dieci cose più interessanti verificatesi nel week-end calcistico di Serie A, secondo il giornalista Diego Del Pozzo di Calciopassioni:
1) La Sampdoria capolista di Gigi Del Neri (qui sopra, l’esultanza dei giocatori durante la partita col Siena) sta continuando a dare ragione al mio pronostico di inizio stagione, confermandosi nel ruolo di squadra-rivelazione del campionato, anche se ritengo che tale definizione sia riduttiva visti il valore della rosa blucerchiata e la qualità del calcio espresso finora. Del Neri si dimostra, una volta di più, grande allenatore, capace di dare un gioco personale alle proprie squadre e di renderle efficaci e spettacolari al tempo stesso. Il suo lavoro si sta rivelando particolarmente redditizio, come da tradizione, con gli esterni di centrocampo, in particolar modo con l’ottimo Daniele Mannini di queste settimane (già da Nazionale?). Al resto, ovviamente, pensa un Antonio Cassano geniale come non mai e sempre più continuo.

2) La Roma schianta la Fiorentina nel posticipo e ritrova gioco e risultati: bravo Ranieri, ma tutto passa per i piedi e la testa di Totti (nella foto qui sopra) e il cuore di De Rossi. Io, però, non sopravvaluterei troppo questa vittoria, ottenuta contro la solita Fiorentina cronicamente incapace di coniugare campionato e Champions League. Scommetto che i viola, anche quest’anno, voleranno nella seconda parte di stagione, una volta eliminati dall’Europa che conta.

3) Il Milan batte il Bologna caricandosi con l’inno della Champions negli spogliatoi e, soprattutto, facendo a meno dello zavorrante Ronaldinho di questi ultimi anni: buona l’intuizione di Abate terzino destro "alla Maicon", confermata la ripresa di Nesta, incoraggianti i progressi di Pirlo senza Ronie. Insomma, il Diavolo pian pianino potrebbe anche tornare a far paura.

4) Giampiero Ventura continua a dare spettacolo e a ottenere risultati col suo Bari (qui sotto, nella foto), grazie a un calcio piacevole e propositivo già visto due stagioni fa nel 4-2-4 adottato alla guida del Pisa neo-promosso in Serie B, il quale avrebbe, forse, addirittura conquistato la massima serie senza la lunga catena di infortuni del finale di stagione.

5) Colui che è stato in ballottaggio con Ciro Ferrara fino all’ultimo, per la panchina della Juventus, torna ad allenare a un mese di distanza dall’addio al Bari portato in Serie A. Antonio Conte, infatti, rileva oggi l’esonerato Angelo Gregucci alla guida di un’Atalanta fin qui disastrosa. I risultati ottenuti finora in carriera lasciano ben sperare e incuriosiscono riguardo all’impatto che Conte potrà avere su una squadra non priva di giocatori di talento.

6) E a proposito di Juve, assieme alla scoppiettante Sampdoria c’è proprio la Vecchia Signora in testa alla classifica di Serie A: concreta, solida, efficacissima, ordinata, grintosa. Ma, soprattutto, con un ritrovato Gigi Buffon tra i pali: dopo le critiche della passata stagione, è evidente che il portiere della Nazionale italiana ha deciso di riconquistare lo scettro di miglior estremo difensore del globo terracqueo, proprio nell’anno dei Mondiali.

7) L’anno scorso, il Cagliari di Max Allegri partì con cinque sconfitte nelle prime cinque giornate di campionato, per poi stupire e incantare tutti. Quest’anno ha già fatto meglio, con un punto nelle prime quattro. Ieri ha dominato l’Inter al Sant’Elia e avrebbe certamente meritato la vittoria, invece che un’allucinante sconfitta: la qualità del gioco è già quella, spettacolare, della passata stagione e anche la condizione sta ritornando a ottimi livelli. Insomma, da ora in poi attenti al Cagliari!

8) Il solito, irredimibile José Mourinho è sempre più nervoso e si fa espellere durante la partita di Cagliari (qui sopra, uno dei due gol del decisivo Diego Milito): un turno di squalifica e 15.000 euro di multa, comminatigli oggi per i pesanti e reiterati insulti all’arbitro. Che il portoghese abbia capito, dopo il confronto diretto di mercoledì sera col Barcellona, che anche quest’anno la Champions League resterà una chimera, nonostante la rosa fortissima a sua disposizione? Intanto, la qualità di gioco è data ancora per dispersa…

9) Tornando alla Sampdoria, ieri ha giocato la sua prima gara dall’inizio il giovane e promettentissimo centrocampista diciannovenne Andrea Poli: annotiamoci tutti il suo nome, perché in futuro lo sentiremo molto spesso.

10) E, dulcis in fundo, il Napoli. C’è sempre più confusione sotto al Vesuvio, come avrà notato chi ha avuto la sfortuna di assistere a Napoli-Udinese 0-0. Nonostante la faraonica (?) campagna acquisti estiva, infatti, la squadra di Roberto Donadoni è ancora chiaramente incompleta e va avanti tra pericolosi equivoci tecnico-tattici: a) Chi ha avallato la cessione di Mannini in comproprietà alla Sampdoria, privando la squadra dell’unico giocatore in rosa capace di giocare esterno sinistro nel 3-5-2, assicurando qualità e risultati sia in fase offensiva che difensiva? b) Chi non lo ha sostituito sul mercato, privando la squadra anche di un buon rincalzo come il giovane Vitale (in prestito al Livorno), lasciando il fronte sinistro di un centrocampo a cinque in mano ai soli Datolo (un’ala pura) e Aronica (un onesto terzino), entrambi da adattare in un ruolo non loro? c) Chi ha deciso di spendere 8.5 milioni di euro per acquistare un ottimo terzino destro da 4-4-2 come Zuniga, che però nel centrocampo a cinque del Napoli non avrebbe potuto far altro che giocare nell’identico ruolo già coperto da una delle stelle della squadra, cioè Christian Maggio? Si è acquistata una riserva per quella cifra esorbitante? Non sarebbe stato più saggio spendere quei soldi per la fascia sinistra, essendo la destra già coperta adeguatamente? d) Come può, una squadra ambiziosa com’è il Napoli, giocare con un centrocampo tanto leggero quanto quello composto da Gargano-Cigarini-Hamsik? Chi dà peso e fisicità? e) Non servirebbe anche un attaccante di maggior peso e atletismo, magari un Denis più forte, in modo da variare il modo di attaccare della squadra e, soprattutto, evitare l’assurdo logico dei continui cross dalle fasce senza nessuno in grado di intercettarli di testa? f) Come si può impedire che il gioco del Napoli dipenda totalmente dalle lune di Lavezzi, senza un ordine, una logica, un po’ di varietà? A tutte queste domande, purtroppo, non è ancora riuscito a dare una risposta sul campo un sempre più confuso Donadoni, che si sta dimostrando l’allenatore meno adatto per una piazza come Napoli. I problemi veri, però, nascono dalle scelte di una dirigenza non sempre all’altezza: vero De Laurentiis e Marino?
Diego Del Pozzo

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