Roma: calci e pugni perchè tifa Napoli

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Ragazzo picchiato brutalmente in un bar al Tiburtino chiacchierava con gli amici, aggredito anche da ragazze.

Picchiato brutalmente perché campano e tifoso del Napoli. In una capitale sempre più preoccupata dagli episodi di omofobia, si deve registrare una nuova aggressione a un «diverso»: stavolta non si tratta dell’orientamento sessuale, ma della fede calcistica. Sia chiaro: il pestaggio non è avvenuto allo stadio, ma in un tranquillo bar all’aperto in via della Lega Lombarda, nella zona di piazzale delle Provincie. E’ successo nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 settembre a un ragazzo di 25 anni, Mauro (nome di fantasia) che chiacchierava di sport con quattro amici e quattro amiche, tutti studenti e laureati tra i 24 e i 28 anni.

SFOTTO’ E PUGNI – «I soliti sfottò – racconta a fatica con la faccia tumefatta da lividi ed ferite -. Io sono tifoso del Napoli, perchè la mia famiglia è campana. Ma i miei amici sono romanisti e li stavo prendendo in giro per le disavventure della squadra. Cose del tipo, "noi quest’anno in champions league e voi in serie B". Ridevamo tutti, ripeto era uno scherzo: non siamo certo ultras. Io vado allo stadio raramente».
All’inizio, sorridevano anche tre ragazzi seduti al tavolo accanto, hanno offerto persino una sigaretta a Mauro che si è fermato a parlare con loro per pochi attimi. Ma poi qualcosa è cambiato, rapidamente e senza motivo. «Sono scattati in piedi e mi sono venuti addosso urlando "Devi sta’ attento a quello che dici, qui stamo a Roma" – ricorda -. Il primo, quello più violento, mi si è avvicinato e mi ha dato un pugno in faccia, colpendomi l’orecchio».

L’AGGRESSIONE – Nei prossimi giorni, l’avvocato di Mauro denuncerà l’accaduto in maniera formale. Per ora è il ragazzo a parlare con il Corriere.it di quel pugno violento arrivato senza alcuna ragione. «Non me ne sono reso conto – dice – e quindi non ho potuto difendermi. Sono caduto a terra e basta». I suoi amici si sono alzati dal tavolo per cercare di difenderlo e per chiedere aiuto. A quel punto, sono intervenuti anche gli altri due ragazzi «con la testa rasata» che hanno iniziato a picchiare di brutto anche le donne. «Erano in tre e menavano forte – aggiunge il ragazzo -. Ci hanno preso a sediate sulla schiena, ci hanno rovesciati addosso i tavolini. Anche le mie amiche sono state colpite, non hanno risparmiato nessuno. Si sono accaniti di più su di me, "il napoletano": mi hanno preso e buttato per terra. Ho battuto la testa violentemente, ma loro continuavamo a darmi pugni. Poi sono svenuto e da lì non ricordo più nulla».
Sono gli amici ad integrare il racconto. Dicono che tra gli insulti e le parolacce urlate dai tre picchiatori c’erano anche «le sopracciglia da checca» che Mauro si era disegnato con le pinzette, un vezzo molto in voga tra i giovani.

LA FUGA – La furia del branco si è esaurita di fronte alle urla di una ragazza che si è accorta che Mauro, in una pozza di sangue, aveva perso i sensi. «Non respira più, non respira più» ha urlato chiedendo pietà. Spaventati, i tre sono scappati via a bordo di una macchina e di due motorini, attenti a coprire le targhe. «I miei amici hanno subito chiamato i soccorsi – spiega ancora Mauro – e la cosa più assurda è che il gestore del bar non ci ha dato alcun aiuto. Anzi, quando qualcuno è andato a chiedergli di chiamare un’ambulanza, ha risposto: "Chiamatevela da soli, io non voglio problemi"».

IL PORTAFOGLI – All’arrivo delle volanti dei carabinieri e della polizia, Mauro era ancora svenuto. I suoi amici gli stanno accanto e a pochi passi trovano una traccia degli aggressori. Nella foga, uno di loro, il più violento ha perso il portafoglio: dentro i documenti e il tesserino da pugile.
«Lo hanno subito portato ai poliziotti – aggiunge Mauro – che hanno sogghignato dicendo: "E’ sempre lui che fa queste cose". Lo conoscevano, visto che lo hanno chiamato anche con un soprannome».

LA DENUNCIA – Mauro è stato portato in ambulanza al pronto soccorso del Policlinico Umberto I dove gli hanno riscontrato una prognosi di sette giorni. Per miracolo i pugni e i calci non hanno rotto zigomi e mascella. «Ero sotto shock e ho rifiutato la Tac – dice -. Ho fatto l’esame privatamente e mi hanno riscontrato alcuni versamenti interni».
Anche gli amici di Mauro sono state medicati: per loro la prognosi va dai 4 ai 7 giorni. «Mercoledì ho appuntamento dal mio avvocato e presenterò subito una denuncia – dice infine -. Ho aspettato questi giorni perchè dovevo fare le visite mediche. Ma ora basta: i responsabili dovranno pagare».

Fonte: roma.corriere.it

12 Commenti

  1. ragazzi mi raccomando nnt cavolate sull autostrada domenica x favore….no siamo in alto….siamo avanti rispetto a loro xcio cerchiamo di far capire dov’è ke ce la violenza…e sempre forza napoli!!

  2. Sono d’accordo con “Mauro” i responsabili in qualche minimo modo devono pagare…fortuna per lui che si sono dimenticati il portafoglio….

    In questa Nazione sempre piu coperta di odio e di disprezzo verso il prossimo…di qualunque sia la provenienza.Non si rispetta più nulla e i governi ci hanno abbandonato in questo odio che sta crescendo a dismisura.Alla fine noi abbiamo facebook abbiamo lo stadio e tanti ma tanti infelici che sfogano la loro infelicità in qualche modo…La società è diventata produttrice di insoddisfazione e delusione…

    L’avvento di un nuovo secolo di sofferenza!

  3. Vivo e lavoro a Roma da 10 anni e devo ammettere che i tifosi romanisti sono i piu’ stupidi di tutta Italia. Evidentemente non sanno piu’ come sfogare la frustazione,loro poveri dementi che si ritrovano con una suadra ed una societa’ allo sbando.L’anno è appena iniziato e da qui alla fine del campionato voglio farmi delle belle grasse risate osservando il tracollo di una societa’ ed una tifoseria che mi sta davvero sulle @@.
    FORZA NAPOLI SEMPRE!

  4. Vivo a Roma anche io, e anche io spesso prendo in giro gli amici romanisti. Proprio come loro prendono in giro me. Quello che è accaduto è inaudito! Che paghino secondo giustizia sti tre vigliacchi scellerati, che come al solito se la prendono con chi non sa o non aspetta di doversi difendere. Massima solidarietà ai ragazzi feriti. E se magari mi fate capire qual è il bar, così da non andarci più: non sia mai mi sento male e il barista non chiama l’ambulanza (vigliacco pure lui)!

  5. ragazzi nn sono romani ma delinquenti ignoranti e deficienti e come a roma li abbiamo anche a napoli ed in tutto il resto del mondo (vedi gli amici di mauro erano romani eppure da persone intelligenti e civili ci si rideva sugli sfotto’)quindi niente vendette e resa di conti tranne quelle legali specialmente per noi napoletani sembra che basta che respiriamo per punirci con multe o squalifiche ma noi li batteremo con una sola arma l’indifferenza e la tranquillita’………………………….

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