La rivincita di Jesus

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Uno stop con il suo piede preferito, il sinistro. Il pallone controllato e portato in avanti due volte. Un tiro scagliato da distanza “siderale”. Un’esultanza rabbiosa e il bacio della maglia sognata da una vita. E’ questo il modo con cui Jesus Alberto Datolo ha fatto sobbalzare dal divano i tanti tifosi azzurri che hanno seguito la sfida di Rosario tra l’Argentina di Diego Armando Maradona e il Brasile di Carlos Dunga, terminata con la vittoria dei brasiliani per 3-1.
“El Bicho”, come lo chiamano in patria, è l’unica nota positiva di un’Argentina pessima, distratta in difesa e confusionaria in attacco, dove anche Lionel Messi per una sera sembra uno dei tanti. Datolo, oltre al gol, ha messo in campo tutte le qualità (dribbling, capacità negli inserimenti, progressione e tiro dalla distanza) che hanno convinto Pierpaolo Marino a prenderlo dal Boca Juniors per una cifra che sfiora i 7 milioni di euro. Qualità che non è riuscito a far emergere in pieno da quando è al Napoli, prima di tutto per la difficile situazione che attraversava la squadra azzurra al momento del suo arrivo e poi per il ruolo con cui viene fatto giocare: esterno sinistro in un 3-5-2. Per un giocatore portato principalmente ad offendere, è molto difficile coprire l’intera fascia senza perdere la lucidità quando ci si vuole proporre in fase d’attacco: "Mi trovo meglio con il 4-4-2 in un ruolo di trequartista. Alti moduli, che mi costringono anche alla fase difensiva come il 3-5-2, mi tolgono lucidità in fase offensiva. Mi esprimo al meglio negli ultimi 20 metri". Questo il Datolo pensiero.
Difficile però ipotizzare per il momento ad uno stravolgimento dell’assetto tattico da parte di Donadoni per sfruttare al meglio l’argentino: il tecnico Bergamasco ha lavorato in ritiro sul 3-5-2 e con questo modulo si andrà avanti, salvo qualche modifica in corso di gara . Jesus dovrà continuare ad adattarsi quindi, ma ha almeno la soddisfazione di aver dimostrato con la maglia dell’Argentina di essere un giocatore vero, di possedere tecnica da vendere e di non essere un “brocco”, come era stato frettolosamente etichettato da molti: "Ora spero di segnare una rete di pari bellezza al San Paolo per i sostenitori del Napoli". Per togliere ogni dubbio sulle sue reali capacità anche ai più scettici.
Giuseppe Ferrazzuolo – Redazione Napolisoccer.NET

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Jesús Alberto Dátolo 
Il Modulo del Napoli 
 
 

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