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Francesco Baiano (allenatore):”Domenica Fiorentina Napoli sarà una bella partita. Al Palermo serve un miracolo per salvarsi”
Interviste, Primo piano, Top News 10:54, 16 gennaio 2013 Add comments

baiano_ciccio-ago2012_tratta-da-internetIn vista della partita Fiorentina Napoli, NapoliSoccer.net ha contattato in esclusiva l’ex calciatore Francesco Baiano, che ha avuto precedenti sia con i viola che con gli azzurri. Nell’intervista, che potete leggere di seguito, l’ex vice allenatore del Palermo ha parlato della sua esperienza in Inghilterra, del suo passato nel “Foggia dei miracoli” e degli ultimi acquisti del Napoli.
 
Di seguito l’intervista completa
 
Mister, come prima domanda volevo chiederle: ci può dare una chiave tattica di Fiorentina Napoli.
“Sono due squadre che giocano in maniera speculare; infatti entrambi i tecnici adottano il 3-5-2. Sono certo di vedere una bellissima partita, le squadre giocheranno un ottimo calcio. Secondo me la differenza la faranno da un lato Cavani e dall’altra Jovetic. Sono due grandi campioni, ma adesso tra i due Cavani è quello più in palla, dato che concretizza quasi al cento per cento tutte le occasioni gol che ha”.

Quali difficoltà ci sono nel giocare alle 12,30?
“Oramai non ci sono grandi difficoltà nel giocare alla mezza, poiché ormai tutti ci siamo abituati a quell’orario. Il trucco sta nel trovare il giusto equilibrio tra quando mangiare e quando giocare. Ormai le partite ad orario di pranzo non creano più problemi, perciò tutte le squadre fanno un lavoro normale. Ricordo l’anno scorso, quando ero il secondo di mister Sannino a Siena, che per preparare la partita delle dodici e trenta, durante la settimana ci allenavamo nell’orario in cui saremmo dovuti scendere in campo. Non ci sono grandi problemi nel giocare ad ora di pranzo, perciò chi si lamenta, cerca solo una scusante perché ha perso”.

Ci commenta gli ultimi due acquisti del Napoli.
“Armero è un giocatore simile a Dossena, ma con un po’ più di gamba e più esplosività. Calaiò è diversissimo da Cavani, dal momento che Emanuele è rapace dell’area di rigore, mentre l’uruguaiano è un calciatore che fa tantissimo movimento. In tutta onestà il Napoli aveva bisogna di un calciatore come Calaiò, con caratteristiche diverse da quelle di Vargas, Insigne e Pandev. Emanuele sarà utile alla causa del Napoli, in quelle partite in cui serve un attaccante che faccia il gioco sporco nell’area di rigore avversaria. E’ l’attaccante che mancava in rosa a Mazzarri; infatti per caratteristiche, può giocare sia con Cavani, sia con Pandev e sia con Insigne”.

Ci fa un commento rapido su Napoli Palermo?
“Il Napoli è partito male, giocando abbastanza sotto tono, ma poi quando ha alzato il ritmo non c’è stata più partita. Ha trovato il vantaggio e la partita si è messa in discesa, poiché ha saputo esprimere alla meglio il proprio gioco fatto di contropiedi e ripartenze. Onestamente quando il Napoli va in vantaggio, è difficile rimontarlo, poiché quando riparte in contropiede non c’è per nessuno”.

Il tempo sta dimostrando, che il problema del Palermo non era Sannino.
“Gli addetti ai lavori sapevano che il problema non fosse Sannino! Se Zamparini credeva il contrario, mi dovrebbe spiegare perché adesso sta comprando tutti questi giocatori. Non né è un problema di Gasperini né di Sannino, i miracoli non li fa nessuno, si posso fare solo quando si ha un organico competitivo. Possiamo mettere pure Guardiola e/o Mourinho sulla panchina del Palermo, ma anche loro che sono il top tra gli allenatori non riusciranno a fare determinati risultati”.

Cosa ci dice di Mister Sannino?
“Sannino è un vincente e anche uno molto preparato, che nella sua carriera è riuscito ad ottenere ottimi risultati. Faccio un esempio: nella stagione 2010-2011, il Varese, neo promosso in serie B, partì per salvarsi, ma grazie all’acume tattico del tecnico campano, riuscì ad arrivare ai play off di serie B. A tutti può capire un annata storta”.

Quali emozioni ha provato da napoletano ad indossare la maglia azzurra del Napoli?
“Da napoletano giocare nel Napoli è un’emozione unica. Scendere al San Paolo come allenatore avversario mi ha rievocato momenti unici e indimenticabili. Ricordo la semifinale di ritorno di coppa Italia, quando scendemmo in campo al San Paolo, fu una cosa emozionante ed unica. Anche mister Sannino era emozionato nel vedere lo stadio gremito in ogni ordine di posto”.

Lei ha giocato anche in Inghilterra. Può dirci quali sono le differenze tra la serie A e la Premier?
“In Inghilterra tutta la settimana ti alleni con l’allenatore in seconda, mentre la rifinitura la fai con il Manager, il quale dal canto suo durante la settimana si occupa di mercato. In Inghilterra inoltre c’è una cultura sportiva diversa; infatti una partita di calcio è una festa non un casino. Se combini un casino in Inghilterra vieni processato per direttissima e fai due/tre anni di carcere duro e infine lo stadio non lo vedi più. Da noi sono più elastici, nella peggiore delle ipotesi ricevi il daspo”.

Che ricordi porta del Foggia dei miracoli.
“Sono contento di aver fatto parte del progetto Zemanlandia. Mi ricordo che il primo anno di serie A, con il Foggia di Zeman sfiorammo addirittura la qualificazioni in Coppa Uefa, un risultato inaudito e inaspettato per una provinciale, nonché neopromossa. Zeman è un grande allenatore, però per fare bene deve trovare calciatori che lo seguano”.
 
 
Vincenzo Capano – Redazione NapoliSoccer.net


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