Lavoro ed impegno: la rivincita del nuovo Cannavro

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Fisico asciutto e tiratissimo. Paolo Cannavaro vuole stupire e ce la sta mettendo tutta. Punta in alto il difensore della Loggetta. Quella che è cominciata, la considera la stagione della sua rivincita personale. Difatti lavora duramente dall’inizio del ritiro di Lindabrunn dove si era già presentato in buonissime condizioni. Il capitano non ha mai dimenticato i fischi del San Paolo, di qualche tempo fa e dentro di lui è scattata una molla che gli ha provocato una fortissima reazione d’orgoglio. Il precedente è noto: delusa dal gioco della squadra del cuore e dall’impegno approssimativo degli azzurri durante qualche partita della scorsa stagione, la Torcida di Fuorigrotta al minimo errore più volte bersagliò il capitano del Napoli, il quale a sua volta reagì con rabbia.
Cannavaro ha messo tutto da parte, rimboccandosi però le maniche per dimostrare di essere all’altezza della situazione e di non meritare osservazioni, rilievi e contestazioni dalla sua gente. Anche perché aspira al ruolo di leader all’interno del gruppo azzurro, una parte che va supportata sempre dalla qualità, dal massimo impegno possibile e dall’esempio nei confronti di tutti i compagni di squadra. Al capitano tra l’altro non è sfuggita l’analisi critica da parte degli addetti ai lavori sulla nuova difesa della squadra di Donadoni: tre gol in due partite hanno provocato commenti non troppo positivi sul reparto arretrato del team azzurro che invece deve mostrare maggiore saldezza. Molto dipenderà dal centrocampo.
Se il settore centrale non collabora sufficientemente, il Napoli lì dietro continuerà a soffrire, proprio come è successo nel secondo tempo del match giocato domenica scorsa contro il Livorno. Cannavaro sa tutto questo e nella settimana delle nazionali, lui, Campagnaro e Contini – i compagni di reparto – lavorano e sudano a Castelvolturno per trasformare la difesa in un bunker impenetrabile, per chiunque.

Fonte: Leggo

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

4 Commenti

  1. sono daccordo sul fatto che se il centropamcpo non filtra, con questo modulo di gioco, si potrebbe avere pure 3 campioni ma si incasserebbero comunque molti goal.
    Ricordiamoci che e’ un napoletano ed inoltre il nostro CAPITANO

  2. tutto quello che vuoi caro Paolo…ma hai dei limiti.
    va bene l’impegno si sa che giochi con il cuore
    e non sono daccordo con chi ti ha massacrato l’anno scorso.
    non eri tu che dovevi pagare le colpe di tutti.

    ma io dico una cosa…abbiamo Santacroce in panchina che secondo me è l’unico giovane difensore buono in Italia…è uno strazio vederlo in panchina e vedere in campo a volte certe cappellate assurde…

    ma che avrà fatto da essere sbattuto in panchina??? non buttiamo via Fabiano

  3. caro Paolo,
    sarai anche un professionista serio ed attaccato alla maglia però:
    1) hai dichiarato circa 2 anni orsono (Reja allenatore), in un’intervista a non ricordo quale emittente privata campana ,che VOI difensori preferivate giocare col 3-5-2- perchè vi sentivate più PROTETTI, a questo punto spero che non costringerete Donadoni a schierarvi col 3-7-0;
    2) tecnicamente fai delle cappellate di proprorzioni bibliche, ne hai fatte già due all’inizio del campionato in corso una con Miccoli ed un’altra con Lucarelli (e tu sai quali!!!) e ci è andata bene;
    perciò , ma è un’idea personale , visto che il livello complessivo della squadra si è elevato i tuoi limiti sono molto più evidenti dell’anno scorso in cui hai fatto un mare di puttanate a difesa!!! Perciò onore alla tua napoletanità ed al tuo professionismo ma allneati e stai zitto che è meglio

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