Napoli e Business: past, present and future (parte 3)

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Il calcio rappresenta uno degli sport più praticati a livello mondiale ed è fonte di passione per centinaia di milioni di tifosi in tutto il mondo. Per questo motivo Napolisoccer.NET, grazie alla collaborazione dell’esperto consulente aziendale, Nello De Rosa, ha deciso di affrontare le tematiche economico-finanziarie riguardanti la società azzurra.
Dopo aver esaminato "Come nasce e si sviluppa il progetto Napoli" (leggi l’articolo) e "Qual è l’attuale situazione economica del Napoli" (leggi l’articolo), l’esperto Nello De Rosa ha provato a prevedere quali potranno essere i futuri traguardi raggiungibili dal Napoli e con quali mezzi potranno essere raggiunti.
Gli argomenti trattati saranno tema di approfondimento nel FORUM di Napolisoccer.NET, dove i lettori potranno interagire dinamicamente con Nello De Rosa, ponendo ulteriori quesiti e chiedendo eventuali approfondimenti.

Napoli e Business: past, present and future (parte 3)

3) A quali traguardi potrà ambire in futuro il Napoli? Seguendo quali direttrici?
Il Napoli rappresenta, secondo uno studio del 2006, la quarta squadra per bacino d’utenza, con 2.444.000 tifosi, superata solo da Juve (9.729.000) Milan (4.847.000) Inter (4.471.000). Seguono la compagine partenopea la Roma (1.950.000) e la Fiorentina (1.212.000), tutte le altre squadre non vanno oltre il milione di tifosi. C’è da dire che il Napoli, nello studio, è la società italiana con la maggior crescita in questi anni, specchio dei migliori risultati sportivi. Pertanto, è ragionevole attendersi, con un ulteriore miglioramenti dei risultati, il superamento dei 3 milioni di tifosi. Altre indagini più recenti (ma meno accurate) modificano sensibilmente le cifre (comunque di difficile stima), ma posizionano comunque il Napoli come quarta tifoseria italiana. Non è utopistico asserire che la quarta tifoseria italiana possa e debba ambire, quantomeno, alla Champions League, bisogna comunque riconoscere al Napoli un’attenuante, è una società giovane ed ancora poco strutturata, con un settore giovanile che, a seguito del fallimento, ha subito gravi perdite e potrà produrre frutti importanti solamente nel prossimo quinquennio. La società partenopeo, però, ha un grande vantaggio rispetto alle squadre concorrenti, è dovuta ripartire da zero. Ha potuto curare i propri bilanci con una gestione virtuosa, ha adottato un salary cap (che al 30/06/2008 è fra i più bassi del campionato), può programmare una crescita costante ed omogenea sia dei ricavi che dei costi.
Aurelio De Laurentis punta ad un Valore della Produzione superiore ai 100 ml di euro, risultato credibile, soprattutto se il Napoli dovesse riuscire a competere in maniera stabile per i primi posti, così come oggi fanno la Roma e la Fiorentina.
Cosa potrebbe fare il Napoli per divenire ancor più competitivo? Le principali strategie di sviluppo per una società con queste potenzialità sono sostanzialmente due. Lo sviluppo del marchio e del relativo merchandising e la costruzione di uno stadio di proprietà.
Il merchandising è una fonte d’incassi particolarmente importante per le società di calcio estere, non così per quelle italiane. Su questo tema è importante precisare che le differenze culturali giocano un ruolo importante. In Inghilterra la maglia del proprio club si utilizza anche per uscire, in Germania l’acquisto di più gadget per recarsi allo stadio fa parte del folklore locale, ma nonostante ciò, in una delle piazze più importante e calde d’Italia potrebbe essere approfondito questo aspetto.
Bisogna inoltre considerare che, in una nazione in cui si vive una rinascita dei localisti della contrapposizione settentrione-meridione il Napoli potrebbe rappresentare l’unica piazza veramente capace di contrastare lo strapotere dei club del Nord e, quindi, attirare simpatie ben più ampie del naturale bacino d’utenza (così come ai tempi di Maradona, in quanto riscatto del Meridione).
Lo stadio di proprietà rappresenta una necessità. Il San Paolo, pur pregno di ricordi e di storia è uno stadio totalmente inadatto al calcio. La visibilità non è all’altezza degli standard europei a causa dell’eccessiva distanza degli spalti dal campo. Tutti i comuni confort per i tifosi sono praticamente assenti (sediolini reclinabili confortevoli, servizi igienici dignitosi, posti numerati, copertura stagna, facilità di ingresso e di uscita nonché di spostamento, tabellone luminoso, etc.). Il San Paolo di Napoli è uno stadio di vecchia concezione, con una capienza attuale ridotta (intorno ai 60.000 compreso settore ospiti), che crea ricchezza per la società 2 o 3, massimo 4 volte in un mese. La soluzione ottimale sarebbe la costruzione di uno stadio ex-novo, con moderni standard. L’iniziativa deve partire dalla Società calcistica e trovare il consenso dell’amministrazione pubblica che dovrà individuare i suoli adatti e concedere le relative autorizzazioni (oltre a predisporre dei collegamenti infrastrutturali). La costruzione di uno stadio di calcio, oltre a rappresentare un ingente impegno economico, permette una serie di introiti che permettono di ammortizzare il costo di costruzione, come il naming rights. Il nuovo stadio del Napoli, per fare un esempio potrebbe assumere il nome di una società sponsor che pagherebbe un importo per il diritto al “nome” dello stadio. Per esempio, la società Bella Napoli (nome di fantasia) potrebbe pagare 5ml di euro all’anno per intitolare il nuovo stadio del Napoli da 65.000 posti con ogni confort costato 255ml di euro, durata del contratto 30 anni. Il Napoli che ammortizzera il costo dello stadio in 30 anni (8,5ml di euro l’anno) si troverebbe con “soli” 3,5ml di euro annuali da scontare lentamente per ritrovarsi una macchina da soldi utilizzabile 365 giorni l’anno. La maggiore differenza fra le principali società europee ed italiane sta proprio nella gestione dello stadio. Mentre all’estero gli introiti provenienti dagli impianti rappresentano una quota importante dei ricavi, in Italia essi rappresentano un costo per le amministrazioni comunali (quindi per tutti noi) ed un magro ricavo per le società.
La Juve sta già costruendo il suo stadio ed altre società hanno presentato già progetti (Sampdoria, Lazio, Fiorentina, Palermo, Cagliari, Siena) o hanno manifestato la loro volontà di costruirne uno (Roma, Inter, Atalanta) o di acquistare l’impianto e rammodernarlo (Genoa e Bari). Il Napoli appare in evidente ritardo e l’idea di rammodernare il San Paolo appare poco ardita ed assolutamente antieconomica, sia per la società che per il Comune, che deve fronteggiare l’espansione del quartiere di Fuorigrotta.
La Deloitte pubblica ogni anno uno studio sui ricavi delle prime 20 società di calcio. Nell’ultimo studio, quello del 2009, compare il Manchester City al ventesimo posto, con (al cambio odierno) 95,6 ml di euro di ricavi, mentre al diciannovesimo c’è il Fenerbahce con 102,3 ml di euro ed al diciottesimo lo Stoccarda con 111,5 milioni di euro. Il Napoli può tranquillamente inserirsi al di sopra di queste squadre e divenire una delle 20 maggiori società europee per ricavi. Con una attenta gestione manageriale e la costruzione di uno stadio moderno il Napoli si potrebbe inserire fra le prime 10 società più ricche del mondo. Queste valutazioni non sono fantasie o sogni, sono la realtà dei numeri, di una società che presenta una potenzialità economica ancora inespressa, ma che con scelte innovative ha davanti a sé un futuro vincente.

a cura di Nello De Rosa

Precedente argomento: Qual è l’attuale situazione economica del Napoli? (data pubblicazione: mercoledì 26 agosto 2009 – leggi l’articolo)

Precedente argomento: Come nasce e si sviluppa il progetto Napoli (data pubblicazione: venerdì 21 agosto 2009 – leggi l’articolo) 

 

DIBATTITO FORUM: Napoli e Business: past, present and future

La redazione di Napolisoccer.NET ringrazia Nello De Rosa per la collaborazione, professionale precisa e circostanziata, sicuri di aver fornito – con la presente iniziativa – gradite informazioni a tutti i tifosi azzurri che seguono il portale.



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