Perinetti (ds Bari): “Puntiamo ancora su Rinaudo”

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"Il Napoli ha effettuato la campagna acquisti più importante dell’intero panorama calcistico italiano. Sbagliato siglare dei contratti troppo lunghi"
Intervista ESCLUSIVA della redazione di NapoliSoccer.NET al direttore sportivo del Bari, Giorgio Perinetti.
In seguito alle numerose voci riguardanti le possibili manovre in uscita della società del patron Aurelio De Laurentiis, la Redazione di NAPOLISOCCER.NET ha contattato il direttore sportivo del Bari, Giorgio Perinetti, che pochi giorni fa aveva espresso un forte interessamento per il difensore azzurro, Leandro Rinaudo.

Buongiorno direttore. Nei giorni scorsi si è letto del possibile avvicinamento del Bari ad alcuni giocatori del Napoli come Rinaudo, Aronica e Pazienza. Mentre in passato si è parlato anche di un possibile approdo in Puglia dell’attaccante Marcelo Zalayeta, da poco ingaggiato dal Bologna di Papadopulo. Quante di queste “voci” corrispondono al vero?

In verità non abbiamo mai avanzato alcuna offerta per Aronica. Le nostre attenzioni sono dirette verso il palermitano Rinaudo, per il quale abbiamo avanzato una nostra proposta alla società. Ma, per ora, non abbiamo ancora ricevuto una risposta positiva dal club partenopeo. Non ci resta che aspettare i prossimi giorni per capire l’evoluzione della trattativa.

Dopo essere stato nello staff tecnico del Napoli tra il 1988 e il 1993, vincendo il secondo scudetto del 90’ e la Coppa Uefa dell’ 89’, e in seguito al suo ritorno nel 2002 come direttore generale, che ricordi ha della sua ultima esperienza in azzurro?
Ricordo con piacere il primo periodo dei trionfi. Fu veramente esaltante. Poi mi trovai a gestire il “dopo-Maradona”, ma ricordo ancora con piacere quel Napoli diretto da Ranieri in panchina e con il talentuoso Gianfranco Zola, il quale era considerato l’erede del “pide de oro”. La seconda fase fu invece contraddistinta da numerosi problemi societari. Fu un anno molto travagliato. Ma, nonostante tutto, riuscimmo ad ottenere una difficile salvezza. Una permanenza tra i cadetti, guadagnata anche dopo un pessimo girone d’andata.

Quali sono le principali differenze che intercorrono tra quel Napoli in difficoltà e la Società presieduta da Aurelio De Laurentiis? Quali sono i vantaggi che attualmente ha il direttore Pierpaolo Marino rispetto al periodo della sua gestione?
Pierpaolo Marino ha una società forte e solida alle spalle. Per questo può agire sul mercato con una facilità maggiore. Io, all’epoca di Naldi, non ho avuto questa stessa possibilità di operare sul mercato. Basti pensare che in questo mercato estivo, Marino ha potuto investire una grossa quantità di denaro. Non a caso il Napoli ha effettuato la campagna acquisti più importante dell’intero panorama calcistico italiano.

E agli inzi degli anni anni 90’, durante la presidenza di Ferlaino, come andavano le cose?
In quel periodo c’era una società viva e presente in grado di puntare a grandi traguardi.

Lei stesso ha parlato delle grandi quantità di denaro messe a disposizione dal patron azzurro e ben gestite dal direttore generale. Proprio in considerazione di questa forte liquidità, lei pensa che le qualità di un “uomo di mercato” siano da riscontrare più nella capacità di acquistare dei giocatori di grosso livello, o di saper piazzare sul mercato gli atleti in esubero? Perchè Marino, da anni non riesce a vendere giocatori come, solo per citare due nomi, De Zerbi o Bucchi? E solo colpa della crisi economica?
Io penso che innanzitutto bisogna tenere a mente che la serie B ha notevolmente indebolito la propria “capacità d’acquisto”, Per questo motivo è difficile piazzare sul mercato, atleti dall’ingaggio oneroso e da contratti particolarmente lunghi nel tempo. La serie B ha dato “un giro di vite” ai costi.
Poi il Napoli è passato in pochi anni dalla C alla B, dalla cadetteria alla massima serie, sino a puntare dritto verso l’Europa che conta. E’ normale che se gli obiettivi cambiano in così poco tempo, è indispensabile rinnovare continuamente la rosa, escludendo dei giocatori acquistati da pochi anni.

Qundi, considerato che la stessa società azzurra ha più volte ribadito che il suo obiettivo era puntare in breve tempo, a scalare la classifica del calcio italiano ed europeo, non è stato inopportuno legare questi giocatori con contratti così lunghi ed onerosi?
Le attuali leggi di mercato, consigliano di non siglare contratti quinquennali, o in genere molto duraturi. Difatti è inimmaginabile ritenere che uno stesso giocatore possa giocare per 5 anni in una squadra continuamente “in itinere”. Bisogna stare molto attenti di questi tempi.

Ma, passando al suo Bari, quali sono gli obiettivi che vi prefiggete per quest’annata sportiva?
Ovviamente, considerata la rosa ed il fatto che siamo una neo-promossa, puntiamo alla salvezza. Siamo consapevoli che la potremmo ottenere solo con tanta sofferenza e dedizione, combattendo sino all’ultima giornata di campionato. Gli “esperti” ci danno per spacciati. Ho letto che siamo considerati dai bookmakers come la squadra più debole della Serie A. Cercheremo di smentire i pronostici.

Che progetti ha la nuova dirigenza texana?
I nuovi proprietari dal Bari potrebbero insediarsi a partire dal 31 ottobre di quest’anno. Burton ha intenzione di fare dei grossi investimenti per rafforzare questa squadra. Penso che potremmo rinforzare questa rosa già a partire dal prossimo mercato di Gennaio.

Josi Gerardo Della Ragione – NapoliSoccer.NET

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