Palermo Napoli: lo “score” dei tecnici

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Mai dire mai. Dal campo alla panchina, dalle scarpette da gioco ai mocassino e le divise ufficiali. Questa è la storia che domenica pomeriggio dovranno affrontare Roberto Donadoni e Walter Zenga. Due uomini diversi per indole, caratteristiche e ruoli, ma uniti da una gloriosa carriera sportiva.
Il primo, originario del bergamasco, umile ed introverso nei modi, ha passato un decennio tra le fila del plurititolato Milan di Sacchi, Capello, Galliani e Silvio Berlusconi. L’altro, da sempre palesemente ambizioso ed estroverso, decise di abbracciare la fede nerazzurra, stravincendo lo scudetto dell’89 e difendendo la porta dell’Inter di Massimo Moratti dal 1982 al 1994. Donadoni era il fantasista dei rossoneri il quale, dopo un’iniziale parentesi con i colori neroazzurri dell’Atalanta, esaltò le sue doti al fianco dei talenti olandesi. Zenga, invece, tesseva la sua tela da Spider-Man tra i pali di uno squadrone diretto dall’intelligenza difensiva di Zio Beppe Bergomi, e dai record ottenuti attraverso la tattica e le urla del Trap.
Una vita, calcistica, unita soltanto dal sapore e dalle tensioni del derby della Madonnina o dai patemi vissuti durante le "notti magiche" di Italia 90. Poi, sempre avversari. L’uno lanciava le punte verso la porta avversaria, l’altro parava l’impossibile. Il rossonero dimenava il suo crine riccioluto, l’altro si riparava dal sole e dall’indefferenza medietica attraverso l’inseparabile cappello.
Ora, entrambi, siedono con esperienza e maturità su importanti panchine di squadre del Meridione in cerca di una ribalta internazionale. Un’esperienza contrassegnata da gestione tecniche diametralmente opposte. Donadoni, dopo aver gestito i goal di Lucarelli e le sfuriate del vulcanico presidente Spinelli, è passato dalla provincia livornese alla ribalta della Nazionale Italiana. Un’ascesa europea interrotta dall’imprecisione di Luca Toni e dalle "furie rosse" spagnole. Zenga, d’altra parte, sogna di migliorare lo già strepitoso campionato vissuto l’anno scorso con il Catania di Mascara e Morimoto. Sogna di non deludere le aspettative dell’impaziente Zamparini, sempre pronto a firmare un esonero o ad elogiare qualsiasi tecnico gli passi per le mani. L’uno di fronte all’altro ancora una volta, con la voglia di non sbagliare la prima stagionale. Con la voglia di rivivere quelle emozioni che un altro derby, questa volta giocato sull’isolana Palermo, sarà pronto a ripresentare.

Josi Gerardo Della Ragione
 

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

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