Mannini e Possanzini assolti dal Tas

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L’avvocato Fabio Turrà ha spiegato in esclusiva a "il pallone in confusione" il contenuto delle 21 pagine dell’ultima sentenza che ha sancito l’assoluzione dei due calciatori.
Mannini e Possanzini sono stati assolti. Ha avuto così termine oggi (ieri, ndR) davanti al Tribunale Arbitrale per lo Sport la lunga telenovela della squalifica dei due atleti iniziata un anno e mezzo fa, quando militavano insieme nel Brescia, a causa della loro inadempienza nel presentarsi in ritardo ai medici del Coni per il controllo antidoping: entrambi erano “puliti” da qualsiasi sostanza proibita. L’organismo giudicante di Losanna ha messo la parola fine smentendo però anche se stesso per le diverse decisioni precedenti: è questo il succo delle 21 pagine della sentenza, esaminate in esclusiva per “Il pallone in confusione” dall’avvocato napoletano Fabio Turrà.

Avvocato Turrà, qual è la sua opinione sulla sentenza del Tas sul caso Mannini/Possanzini?
«Devo esprimere le mie perplessità sulla "revisione" della sentenza n.2008/A/1557 emessa dal Tas. Nella mia precedente intervista a “il pallone in confusione” (clicca qui per leggerla) dissi che la sentenza, seppur ingiusta visto che Mannini e il suo ex compagno di squadra Possanzini erano completamente innocenti, in quanto "puliti" al test antidoping, era "giuridicamente ineccepibile". Purtroppo non si può dire altrettanto di quella che ne ha disposto la revisione.
Perché?
«Per cominciare, la richiesta di revisione avrebbe potuto essere esaminata dalla Corte internazionale solo quando le parti soccombenti in causa, in questo caso la Figc e il Coni, oltre ai due giocatori, avessero potuto contribuire con elementi nuovi di cui non potevano essere a conoscenza in epoca precedente all’emissione della sentenza da riesaminare o di cui non potevano oggettivamente dare prova in quell’epoca».
Può spiegare le criticità?
«La prima si può rinvenire nel fatto che nello statuto e nei regolamenti del Tas non è codificata in alcun modo la possibilità di riapertura di un processo per "revisione". Dunque la sentenza odierna, oltre a destare scalpore, è destinata, come dicono gli esperti del diritto, a fare "giurisprudenza": in altre parole, essa potrà essere invocata, in futuro, come rilevante precedente giudiziario per la riapertura di casi ormai chiusi con sentenze definitive. Chi pratica le aule dei Tribunali (a tutti i livelli, non solo quelli sportivi) sa quanto difficile sia riaprire un caso ormai chiuso con sentenza inappellabile: ebbene la Figc, in questo caso, ci è riuscita».
Sembra di capire che è un “pasticcio” giuridico…
«Proprio così, anche se si esamina la seconda criticità. Essa si deve rinvenire nel fatto che la Wada (l’agenzia internazionale antidoping) che, ricordiamo, aveva fatto appello al Tas perchè riteneva troppo blanda la sanzione di 15 giorni di sospensione dall’attività agonistica, inflitta ai due giocatori del Brescia dal Giudice di Ultima Istanza del Coni, chiedendo la condanna con una squalifica di due anni – poi dimezzata dal Tas, abbia di buon grado accettato di riaprire un caso chiuso a suo favore. Nella pratica forense, una tale disponibilità non la si rinviene praticamente mai, ed è facile immaginarne i motivi».
Ma come potrebbe essere successo tutto ciò?
«Stavolta la Wada, a distanza di pochissimo tempo dall’emissione della sentenza del Tas, non ha frapposto ostacoli, ovvero si è dimostrata disponibile ad un nuovo giudizio sugli stessi fatti: questa è la prova evidente che qualcosa deve essersi mosso, a livello internazionale, per "convincere" la Wada ad accettare la riapertura del processo. E’ probabile, infatti, che la nostra Federazione, attraverso i suoi componenti più rappresentativi, abbia sollecitato i vertici europei e mondiali del calcio, per fare pressione sulla Wada e rendere possibile così la riapertura del caso».
E quindi Mannini e Possanzini sono stati assolti: esistono a suo parere altri punti oscuri?
«Per giungere a tanto sono state molte le anomalie processuali, come ad esempio citare testimoni la cui individuazione era possibile anche nel primo processo. A mio avviso, questa è la terza criticità ed è stata commessa dalle parti tutte e anche dalla Corte internazionale stessa che ne ha ammesso l’audizione, portando alla revisione della sentenza n.1557/2008 del Tas, di fatto rendendola inefficace e ridando validità a quella del Giudice di ultima istanza del Coni di squalifica per soli 15 giorni, peraltro già scontata dai due calciatori».
Per concludere, quali sono le conseguenze della “revisione”?
«Se da un canto ha reso possibile eliminare la palese ingiustizia derivante dall’allora squalifica inflitta, ha reso, almeno apparentemente, meno stringenti i dettami della normativa mondiale anti-doping e meno credibile l’operato del Tas che nella sentenza odierna arriva – impiegando ben 21 pagine – a smentire se stesso».
Marco Liguori – Il Pallone in confusione

5 COMMENTS

  1. Tanto rumore per nulla
    Un pasticciaccio brutto brutto

    Sembrano titoli di film, ma sono le condizioni della giustizia sportiva internazionale.
    Ad un accusa ridicola si risponde, giustamente, una sentenza inconguente per tale sistema giudiziario, ma almeno GIUSTA.
    Ed è quello che la giustizia, di ogni tipo, dovrebbe perseguire.

    Adesso, alla fine di tutto, chi ripaga il Napoli per le partite saltate da Mannini? Chi ripaga Mannini per lo stato d’animo in cui è stato per circa 2 anni? Che dovrebbe dire il Napoli che, per sostituire Mannini, ha comprato Datolo?
    Spero che il Napoli e Mannini chiedano i danni per tutto ciò che hanno subito.
    Il discorso vale anche per Possanzini ed il Brescia, logicamente.

    Ed inoltre, tutta la rilevanza data al caso di “DOPING” data all’epoca, perchè la stessa non viene data anche a questa giusta assoluzione?? E poi dicono che li chiamo giornalai!!!

  2. E vabbè caro avvocato Turra’, allora cosa dovevano fare? Per rendere credibile l’operato del TAS dovevano confermare i due anni di squalifica? Tanto che cambia!Vero? Tanto da queste parti gia’ siamo abituati a certe sch… Guarda un po’ cos’è successo col caso della trasferta di Roma l’anno scorso.Dovevano fare come ha fatto il ministero degli interni,vero?Tanto, l’importante è non screditare l’operato degli organi di controllo.
    Ma fatemi il piacere!
    GIUSTIZIA E’ FATTA !Piu’ o meno…

  3. giustizia una sega…siamo stati senza giocatore per divesri mesi per nulla… e ora?…ma la soietà i vari danni ke ha avuto nn li kiede? ke fa…lo piglia nel didietro come se nulla fosse? bohh…bravissimo MALATOAZZURRO

  4. alberto ricorda che il presidente e un grande e un duro…(queste sono i termini usati dai quei tifosi xxxx )…………ma solo con lavezzi nn dimenticarlo mai lui e marino ci hanno ridicolizzato e allo stesso tempo nn ci hanno fatto rispettare dentro e tanto meno fuori dal campo ……………………io sn tifosissimo del napoli quest’anno penso che mi divertiro’ ma nn sono contento della dirigenza di chi ci governa di chi ci dovrebbe far rispettare almeno in italia e nn ti dico adesso che come allenatore ce donadoni una persona a me molto antipatica ed e la prima volta che mi succede che uno che fa parte del napoli a me stia antipatico spero che faccia risultato almeno sotto questo profilo mi stara molto simpatico

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