Reja: “In bocca al lupo al Napoli. Cruz l’avevo chiesto due anni fa”

1
21

Edy Reja, ex allenatore del Napoli, è intervenuto in diretta su Radio Marte nel corso di Marte Sport Live, parlando a 360° della sua esperienza in azzurro e per fare gli “in bocca al lupo” al nuovo Napoli. «Con De Laurentiis ci sentiamo spesso, mi invita ogni tanto a Capri a mangiare pesce». A specifica domanda: ma quella volta non è che vi siete messi le mani addosso? (il riferimento è ad un dopo gara di Napoli-Lazio di coppa Italia del 2008), Reja ha così risposto: «Beh, ci siamo presi anche di brutto, ma non solo quella volta, quella è stata famosa – ha spiegato simpaticamente Reja a Marte Sport Live – perché è successa all’interno dello spogliatoio, è accaduto varie volte perché siamo due persone dirette, siamo due che non hanno peli sulla lingua». L’ex allenatore, a Radio Marte, ha risposto anche a domande sulle “uscite notturne” dei calciatori del Napoli… «Ma uscivo anche io quando ero ragazzo, a 20-21 anni sei ragazzo è comprensibile. Lo facevo anche a Ferrara con Capello, anche se con lui era difficile. Gli dicevo: “Fabio mettiti gli stuzzicadenti che ti si chiudono gli occhi alle 9”. I calciatori escono di sera dappertutto, a Napoli come a Milano, non sono più come noi. Noi calciatori di una volta eravamo sempre paurosi, questi no, è cambiata la cultura sportiva». Si passa a parlare del 3-5-2, modulo che ha utilizzato a Napoli e che anche Donadoni sembra voler adottare: «In verità a me non piaceva molto, ho sempre giocato nella mia carriera con il 4-3-3 o con il 3-4-3. Il 3-5-2 o 5-3-2 lo adottavo 15 anni fa, però per l’organico a disposizione e le caratteristiche dei giocatori era l’unico buono per il Napoli, probabilmente anche per Donadoni è così. Del resto – ha detto a Radio Marte – i difensori sono quelli, è arrivato Campagnaro che alla Samp giocava nella difesa a tre, non cambia niente dal di dietro quindi… Qualche volta ho fatto il 3-4-3 quando non c’era Hamsik, poi ogni tecnico ha le sue idee, lasciamo libero Donadoni di decidere come meglio crede». Reja, a Radio Marte, svela anche che la rivoluzione dell’organico in atto quest’anno era già stata prevista anche da lui. «Perché Donadoni ha puntato a fine campionato sui vari Grava, Amodio, Pià e Montervino? Probabilmente Donadoni voleva rendersi conto di tutto l’organico a disposizione, ognuno di noi ha un modo di vedere il calcio, era giusto che lui provasse tutti quanti, per rendersi conto se erano giocatori utili al programma, del resto l’obiettivo Uefa era sfumato ed era giusto provare. Tutte le valutazioni erano già state fatte anche da me, del resto c’era necessità di cambiare la rosa, di dare qualità diverse ad una squadra che ha ottimi valori. A essi era opportuno mettere vicino giocatori di esperienza e di qualità, cosa che il club ha fatto ottimamente con gli acquisti sinora realizzati. Se consiglio Cruz al Napoli? Beh, l’avevo chiesto io due anni fa, quando andammo in A. Avevo detto: “Se arrivasse uno come questo sarebbe tanta manna”. Hamsik? Marek è un attaccante aggiunto, però ha buone doti di resistenza, va al raddoppio, non ha doti di interdizione, però è bravo ad occupare lo spazio. Poi da metà campo in avanti – ha spiegato Reja all’emittente campana Radio Marte – è straordinario, non so come fa a trovarsi sempre al momento giusto nel posto giusto. Donadoni? Ho sentito Donadoni quando sono andato via, siamo rimasti in buoni rapporti, penso che sia ideale per lui restare a Castel Volturno. Quattro anni sono stato benissimo, c’è anche il golf, ma lui è nettamente più forte di me». Infine una valutazione di Reja su Quagliarella: «Con la Sampdoria giocava da seconda punta, ha trovato annate felici, poi a Udine ha giocato da prima punta ma non statica ma di movimento, con il sostegno a sinistra e a destra di Di Natale e Pepe. Non ti dà punti di riferimento, può fare la prima e la seconda punta, dipende da chi gli metti affianco. In tutte le mie squadre – ha precisato Reja a Marte Sport Live – io ho sempre giocato con una punta possente fisicamente, che sapesse far salire la squadra e dare dentro la palla». Poi i suoi “in bocca al lupo” al Napoli: «Sono sempre vicino alla squadra, ai colori azzurri, del resto non potrebbe essere altrimenti dopo 5 anni di esperienze bellissime, di risultati ed emozioni. Partecipo sempre alle vicende del Napoli, sta facendo grandi cose sul mercato, auguro al Napoli che possa partire come siamo partiti noi l’anno scorso, in modo da lavorare poi con tranquillità». Infine sul suo futuro: «Dopo 32 anni di lavoro diventa difficile tornare subito. Dopo l’esperienza di Napoli in cui ho vissuto con grande intensità e impegno, avevo necessità di staccare, mi godo le vacanze a Gorizia, giro in barca e gioco a golf. Per ora – ha concluso Reja a Radio Marte – non ho contatti con nessuno, ho ringraziato alcuni club che mi hanno avvicinato, ma per adesso non rientro in gioco».

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO