De Laurentiis ed il biglietto virtuale

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Grintoso e pronto per confrontarsi con calciatori e staff tecnico, nel ritiro austriaco di Lindabrunn: è così che appare il presidente Aurelio De Laurentiis all’Ischia Global Film & Music Fest, dove è presente in veste di produttore cinematografico, ma con un occhio e il cuore già ai suoi giocatori, con i quali parlerà lunedì, come promesso nei giorni scorsi. Magari improvvisando anche quella «lezione» sui diritti e i doveri previsti nei contratti firmati da ciascuno, per evitare in futuro altri «casi» come quello che ha riguardato Lavezzi e i suoi procuratori. O magari raccontando anche in Austria di quando, l’anno scorso, s’inventò il «biglietto virtuale» per le partite europee del Napoli, con strabilianti risultati economici. Proprio col racconto dell’idea del «Virtual Ticket», De Laurentiis anticipa, in qualche modo, l’atmosfera dei match di alta classifica che attendono il Napoli. Lo fa durante un summit con alcuni importanti produttori hollywoodiani, quando utilizza questo esempio calcistico. «Nel nostro Paese – spiega il presidente – c’è prevenzione nei confronti di ciò che non si conosce. E questo frena la crescita e l’innovazione, in tutti i settori. Invece, col Napoli io mi sono inventato il "biglietto virtuale" e ho fatto scoppiare la rivoluzione». De Laurentiis entra nel vivo del discorso: «Quando un anno fasono stato per la prima volta al sorteggio delle coppe europee, a Nyon e poi a Montecarlo, ho avvicinato i dirigenti di Inter e Juve e, poiché volevo capire, gli ho chiesto a che cifre vendessero le partite di un preliminare di Champions. Quando mi sono sentito rispondere che stavamo parlando di 100-150mila euro gli ho chiesto, un po’ provocatoriamente, se volevano venderle a me». Con questa premessa, l’attenzione della platea è tutta per lui. E De Laurentiis passa a illustrare la ricetta innovativa che ha seguito per il suo Napoli: «Di fronte a cifre così esigue, ho pensato che per i diritti tv della partita di Intertoto col Panionios dovevo comportarmi in modo diverso. Prima ho provato con Rai e Mediaset, ricevendo soltanto rifiuti. Poi, d’accordo con i vertici di Sky, mi sono inventato la rivoluzione del "virtual ticket", che ha posto il Napoli all’avanguardia rispetto alle grandi del calcio italiano». De Laurentiis rievoca i dettagli: «Ho detto a Tom Mockridge di Sky che non volevo un euro per i diritti della partita, ma che doveva far gestire direttamente a me tutta la pubblicità sui tanti canali satellitari della loro piattaforma. Poi, gli ho proposto di mandare in onda la partita solo in "pay per view", facendo pagare allo spettatore, quindi, un vero e proprio biglietto virtuale. In questo modo, alla fine ho fatturato un milione e 200mila euro per una semplice partita di Intertoto contro una piccola squadra greca. È così che si innova, senza appiattirsi sull’esistente, ma guardando al futuro».
Diego Del Pozzo – Il Mattino
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1 COMMENTO

  1. Caro Presidente,tempo fa hai criticato ke la coppa italia ora si kiama tim cup; che la coppa campioni si chiama champions league, dicendo ke dobbiamo proteggere e sponsorizzare,promuovere l’italiano invece ke usare termini inglesi……..e ora parli di ‘virtual tiket’………ma mettici i tabelloni che nella convenzione stipulata nel 2004 ti sei impegnato a metterli in 60gg e a spese tue……parli sempre per spillarci soldi……battiti per farci ritornare in trasferta,visto ke l’inchiesta sui fatti di roma ha dimostrato ke è stato tutto programmato per schiacciarci e criminalizzarci……….AURELIO LA TUA FORZA SIAMO NOI TIFSI E HAI IL DIRITTO / DOVERE DI TUTELARCI!

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