Donadoni pensa ad un Napoli “camaleonte”

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Il mercato non è ancora ufficialmente iniziato, ma i colpi effettuati dal Napoli fino a questo momento (Quagliarella e i semi-ufficiali Cigarini, Campagnaro e De Ceglie) hanno rivitalizzato un ambiente che sembrava essere entrato in depressione, tanto da mettere in discussione il “Progetto” del presidente De Laurentiis. Tra i tifosi azzurri è tornato il giusto ottimismo e  leggendo le pagine del nostro forum, quelle dedicate al mercato, si può capire che si respira una nuova aria e che la stagione appena trascorsa vuole essere ricordata solo come la fine di un ciclo vincente, durato 5 anni. Sembrerà strano, ma oltre a sognare ad occhi aperti giocatori del calibro di Pandev o Giuseppe Rossi, tra gli amici/utenti del forum la questione che tiene banco è quella relativa al modulo che verrà utilizzato da Roberto Donadoni nel campionato 2009/2010. In molti infatti chiedono di abbandonare il vecchio 3-5-2, prima di tutto perché negli ultimi anni la maggior parte delle squadre di vertice hanno attuato uno schieramento a quattro in difesa e poi per dare un segnale di discontinuità con il recente passato, fatto quasi esclusivamente di magre figure. I calciatori in entrata hanno dimostrato capacità di adattamento a più ruoli e non sembrano chiarire quale sia il modulo sul quale il tecnico bergamasco si orienterà nella prossima stagione: Campagnaro alla Sampdoria giocava in una difesa a tre, ma è bravissimo anche a disimpegnarsi come terzino destro; Cigarini può fare il regista in tutte le tipologie di centrocampo (a Bergamo giocava al centro in coppia con Guarente in una linea mediana  a quattro, mentre nell’under 21 viene collocato in uno schieramento a tre); De Ceglie nella Juventus è stato impiegato da Ranieri sia come terzino sinistro che, in alcune occasioni, nel ruolo di esterno di centrocampo; in attacco poi Quagliarella può fare sia il centravanti che la seconda punta (come dimostrato anche in Nazionale).
Cosa vuol dire questo? Donadoni nella sua breve ma intensa carriera di allenatore, pur avendo un proprio modulo di riferimento, ha dimostrato di saper lavorare adattandosi al "materiale umano" messogli a disposizione.
Si è saputo arrangiare insomma. Essendo quindi capace di attuare qualsiasi tipo di modulo e avendo ottenuto da Marino dei giocatori molto duttili, può avere la possibilità di cambiare lo schieramento tattico a seconda delle circostanze e degli avversari di turno, guadagnandone in imprevedibilità.
Una squadra da prendere ad esempio sotto questo punto di vista è il Genoa di Gasperini, che ha come modulo principale un 3-4-3 offensivo, ma che in molte circostanze ha saputo cambiare modo di schierarsi in campo, (anche durante la partita) perdendo poco sotto il profilo del gioco.
Un Napoli “camaleonte” significa di conseguenza essere una squadra con un proprio impianto di squadra, che punta a fare un bel calcio, cosa che a Napoli manca ormai (purtroppo) da molti anni.

Giuseppe Ferrazzuolo – Redazione NapoliSoccer.NET
 

 

 

5 Commenti

  1. prima che si parlasse di de ceglie io ero certo si sarebbe giocato con il 3-4-3 ma ora penso proprio al 4-4-2… certo che fare una difesa a 4 con maggio e de ceglie esterni è forse poco equilibrata…. staremo a vedere

  2. allora.. x me dovrebbe essere cs la squadra: IEZZO(o de santis)-CAMPAGNARO-CANNAVARO( o preferibilmente contini)-SANTACROCE-MAGGIO-GARGANO-CIGARINI-HAMSIK-DE CEGLIE-QUAGLIA-LAVEZZI.. x me e xfetta..

  3. donadoni cerca di pensare poco e fai i fatti come li ha fatti il signor reja che e stato tanto criticato per il momento lui ci ha portato in serie A e nn con i giocatori che stanno prendendo per te quindi poche parole lascialo stare il camaleonte

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